SORRENTO, INVALIDO SENZA PATENTE DEVE PAGARE 200.000 EURO DI TASSE PER L´AUTO CHE NON HA

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 SORRENTO (Napoli) – Senza macchina, senza patente e invalido al cento per cento. Eppure si è visto recapitare venti cartelle esattoriali per non aver pagato il bollo auto dal 1989. Una cifra da capogiro. L’89enne avrebbe dovuto versare 226mila euro. La macchina, da alcune ricerche effettuate nel registro automobilistico della Campania, è risultata intestata ad una persona di Poggiomarino. L’anziano ha presentato ricorso e la corte tributaria delle provincia di Napoli gli ha dato ragione. Quelle cartelle non deve pagarle lui. Non solo. La tassa è andata in prescrizione. Una vicenda giudiziaria senza precedenti.

L’uomo, infatti, non ha mai posseduto un’automobile. La patente non l’ha mai conseguita. Ora ha 89 anni ed è invalido al cento per cento. Quando ha ricevuto la prima cartella ha subito pensato ad un errore. Ma poi le “multe” sono aumentate poco alla volta. Il postino bussava alla sua porta in continuazione. In tutto si è visto recapitare venti cartelle. E sommando gli importi si è deciso a presentare ricorso. In caso contrario avrebbe dovuto sborsare 226mila euro. L’89enne è stato difeso dall’avvocato sorrentino Luigi Alfano. Sua la decisione di dare il via ad una verifica. Il tribunale di Napoli ha nominato un consulente tecnico del Pra. All’esperto il compito di fare luce sulla vicenda.

E dalle ricerche – come già aveva dichiarato l’anziano sorrentino – è emerso che l’uomo non ha mai posseduto un’automobile. Non solo. Quelle multe – per bolli non pagati – riguardavano una macchina intestata ad un’altra persona. Residente a Poggiomarino e che non aveva nulla a che fare con la penisola sorrentina. Il giudice, venerdì mattina, ha accolto il ricorso e messo la parola fine ad una vicenda da brividi. Non è il primo caso che si verifica nei comuni della costiera. Nei mesi scorsi un episodio simile. Un 85enne di Sorrento ha ricevuto una sola cartella esattoriale. E sempre per non aver pagato il bollo da anni. Circa 100mila euro da versare subito. L’auto era intestata al figlio che poi l’ha alienata circa dieci anni fa. L’anziano sorrentino, però, si è visto notificare ugualmente l’atto con l’ingiunzione di pagamento. Un documento che l’ha spinto a presentare ricorso. Il legale, dopo aver fatto domanda di trasferimento per la competenza esclusiva alla Commissione Tributaria Regionale, ha esibito gli atti di vendita dell’auto incriminata su cui non risultava pagato il bollo dal lontano 1991. Dalla verifica effettuata sul passaggio di proprietà dell’auto tutta l’accusa e caduta e la cartella è stata stralciata d’ufficio. Ora dopo la conclusione positiva per il cliente lo stesso adirà per vie legali per chiedere il risarcimento civile relative al danno causato.

Per non parlare delle multe inviate alla persone sbagliate. Ad un imprenditore edile di Sorrento sono arrivati 146 verbali per infrazione al codice della strada. Ognuna commessa in una città diversa. Vico Equense, Meta, Piano e anche Napoli. In tutto 150mila euro. Una dura vicenda giudiziaria che ha costretto l’imprenditore edile a presentare ricorso. La sesta sezione del Tribunale di Napoli gli ha dato ragione. Quelle multe non appartenevano a lui. Ma a qualcuno che utilizzava la sua stessa targa. I codici erano stati clonati. Il giudice De Martino non ha avuto esitazione. Le indagini, infatti, hanno portato all’individuazione di un complesso sistema informatico che permetteva la contraffazione delle targhe. Risultato? Bastava inserire i dati in un computer e girare indisturbati con la targa di qualcun altro. Parcheggiare in divieto di sosta, entrare in zone a traffico limitato o superare i limiti di velocità. E senza pagare un euro di multa. Le contravvenzioni sarebbero arrivate al legittimo proprietario dell’automobile.
L’imprenditore edile di Sorrento ha deciso di presentare ricorso circa un anno fa ed è riuscito a dimostrare che quelle infrazioni non le aveva commesse lui.

Tutto risale al 2007. A casa dell’imprenditore arriva una prima multa. Da Vico Equense. L’uomo, pur sforzandosi, non riesce a ricordare la sua “passeggiata” nel Comune della penisola sorrentina. Giura di non esserci stato quel giorno. Ma la memoria può giocare brutti scherzi. Dopo poco arrivano altre contravvenzioni. Prima da Piano, poi da Meta. Per poi scoprire il “raggiro” curato nei minimi dettagli.
Fabio Orecchiuto