MULTE PER I CLIENTI DELLE LUCCIOLE SUL LUNGOMARE DA SALERNO A CAPACCIO

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Salerno. I clienti delle lucciole rischiano una multa, fino a 296 euro, per fermata non autorizzata del veicolo: succede nel comune di Capaccio-Paestum, dove il sindaco Pasquale Marino ha firmato un’ordinanza che prevede il divieto di fermare l’auto in strada per «contrattare prestazioni sessuali con soggetti che esercitano l’attività di meretricio o che per l’abbigliamento o l’atteggiamento manifestano l’intenzione di esercitare l’attività consistente nella fornitura di prestazioni sessuali».
L’obiettivo dell’amministrazione è quello di scoraggiare i clienti delle lucciole che, in base all’ordinanza, incorrerebbero in una sanzione amministrativa per «fermata di veicolo». «Non consentiremo che il decoro di una città perbene, civile e rinomata come Capaccio-Paestum – ha spiegato il primo cittadino Marino – sia messo a repentaglio da chiunque intenda favorire lo sfruttamento di un’attività illecita quale la prostituzione. Oltre ad intensificare i controlli lungo i tratti stradali di maggior frequentazione, soprattutto a carico delle cosiddette lucciole, in tutto il territorio comunale vieteremo a chiunque di fermare il veicolo per contrattare, sulla pubblica via, prestazioni sessuali a pagamento, per non incorrere in salate sanzioni in violazione dell’ordinanza sindacale e del codice della strada».
Intanto a Salerno non si ferma l’offensiva anti-prostituzione. I carabinieri hanno fermato altre sei prostitute nella zona orientale. Una di loro, una ventisettenne di nazionalità nigeriana, è stata arrestata perchè inottemperante al precedente decreto di espulsione. Scarcerati invece, poco dopo l’arresto, Roberto Volzone e Carmine Antonio Esposito, entrambi di Battipaglia, coinvolti mercoledì scorso in un’indagine dei carabinieri di Salerno con l’accusa di procacciare clienti a due prostitute brasiliane a Santa Cecilia di Eboli. Il pm della procura di Salerno Vincenzo Senatore infatti non ha chiesto la convalida dell’arresto ravvisando, tra l’altro, l’assenza di gravi indizi.


Corriere del Mezzogiorno