VINCE ZAPATERO, 4 ANNI PER COMPLETARE RIFORME

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MADRID – La Spagna prolunga di quattro anni l’era Zapatero: il premier socialista ha vinto oggi le elezioni politiche, senza riuscire però a conquistare la maggioranza assoluta in parlamento che alcuni exit poll, subito dopo la chiusura dei seggi, indicavano come possibile. Il Psoe arriva primo con 169 deputati su 350, contro 153 al Partito Popolare (dopo lo spoglio del 95 % delle schede). L’effetto Eta, dopo l’assassinio venerdì del socialista basco Isaias Carrasco, sembra avere contribuito al successo del Psoe di José Luis Zapatero spingendo gli spagnoli al voto. L’affluenza è stata alta, attorno al 75%, sui livelli record delle precedenti politiche, che si erano svolte nel marzo 2004 all’indomani delle stragi dei treni di Madrid firmate da Al Qaida. Ma mentre Zapatero ha vinto, Mariano Rajoy non ha perso del tutto. Il Pp cresce, da 148 a 153 seggi, mentre i socialisti passano da 164 a 169, a scapito deo piccoli partiti rappresentati in Parlamento.

ZAPATERO, ‘GOVERNERO’ PER TUTTI’ – “Governerò per tutti, ma soprattutto per coloro che non hanno tutto” e “per far diventare realtà le aspirazioni delle donne”, dei giovani e degli anziani, ha detto Zapatero ai militanti in festa davanti alla sede madrileno del Psoe, a calle Ferraz. Il premier ha parlato di “una vittoria chiara” ed ha promesso di governare “con mano ferma ma tesa” verso gli altri. “Gli spagnoli hanno deciso di avviare una nuova tappa”, ha aggiunto. “Abbiamo lavorato duro – ha concluso – ma ne è valsa la pena”..

SPAGNA PIU’ BIPOLARE – Il nuovo Congreso de los Diputados di Madrid esce dalle urne ancora più bipolare. Insieme i due grandi ottengono quasi il 90% dei seggi. Fra i piccoli, non perdono solo i nazionalisti catalani di Convergencia i Union, che con 10 deputati si confermano la terza forza parlamentare del paese, e i nazionalisti galiziani del Bng, che rimangono a quota due. Crolla la sinistra indipendentista catalana dell’Erc (da 8 a 3 seggi), che paga il sostegno a Zapatero negli ultimi 4 anni, e perdono un seggio i nazionalisti moderati baschi del Pnv, da 7 a 6. Esce quasi dimezzata la coalizione arcobaleno di Izquierda Unida, da 5 a 3 deputati, schiacciata dallo scontro fra i due grandi, mentre approda in parlamento con un deputato il nuovo partito UPyD creato negli ultimi mesi dalla dissidente socialista Rosa Diez. Il leader di Iu Gaspar Llamazares ha annunciato le dimissioni. I primi exit-poll delle Tv, subito dopo la chiusura delle urne, alle 20, avevano prospettato risultati ancora migliori per i socialisti, facendo balenare una possibile maggioranza assoluta alla camera, oltre i 176 seggi. Ma lo spoglio delle schede col passare della serata ha ridimensionato le speranze dei militanti del Psoe, assiepati in calle Ferraz, in un mare di bandiere bianche e rosse. In un primo tempo il Pp ha messo in dubbio il risultato degli exit poll con Pio Garcia Escudero. Faremo un “magnifico risultato”, ha detto poco dopo le 20. Ma l’illusione della rimonta è rapidamente svanita. Verso le 23 il Pp si è congratulato con i rivali socialisti per la vittoria, e Rajoy ha telefonato a Zapatero.

 INCARICO A ZAPATERO A META’ APRILE –
Ora si apre, nel dopo elezioni, una fase di intense trattative fra i partiti e al loro interno. Il parlamento si riunirà all’inizio di aprile, e nei giorni successivi re Juan Carlos dovrebbe incaricare Zapatero di formare il nuovo governo. Nel frattempo il Psoe dovrà individuare i partner di governo, fra i ‘piccoli’, con i quali costruire una maggioranza in parlamento. Una operazione delicata in quanto i partiti (Iu, Erc, Pnv) che l’hanno appoggiato nell’ultima legislatura escono fortemente ridimensionati dal voto. L’alternativa più stabile sarebbe quella di un accordo con Cyu, che garantirebbe la maggioranza assoluta alla camera, ma i catalani chiederanno con ogni probabilità ulteriori forti concessioni sullo statuto della regione autonoma. Il prezzo di una alleanza con Cyu potrebbe anche essere la caduta dell’attuale governo regionale, a guida socialista, con Erc. Josep Duran y Lleida, leader di Cyu, ha affermato questa sera che “sta a Zapatero decidere se vuole governare mendicando voti” o se vuole raggiungere ad un accordo di legislatura. Per diversi analisti la nuova legislatura dovrebbe iniziare in un clima di minore tensione fra i due grandi, rispetto alla precedente, segnata dallo scontro durissimo innescato dal tentativo di negoziato di Zapatero con l’Eta, poi fallito. L’assassinio di Carrasco, venerdì, ha visto Psoe e Pp di nuovo prendere decisioni comuni, come la sospensione immediata della campagna, che potrebbe indicare una futura possibile nuova convergenza sulla lotta al terrorismo, dopo la rottura dei patti del dopo franchismo registrata nell’ultima legislatura. E all’interno del Pp potrebbe aprirsi ora una guerra per la successione a Rajoy.



IN ITALIA SINISTRA ESULTA;VELTRONI, VENTO NUOVO

In Italia la sinistra esulta per la vittoria elettorale del Psoe di Jose’ Luis Rodriguez Zapatero contro il Pp di Mariano Rajoy. Esulta Il leader del Pd Walter Veltroni che parla di un ”risultato importante” e di un ”vento nuovo” che fa guardare con ”maggior fiducia” alle formazioni politiche, come quella del leader spagnolo, che ”sanno coniugare crescita economica ed equita”’. Festeggia anche il leader del Ps, Enrico Boselli, che aggancia il successo spagnolo dei socialisti a quello dei cugini francesi alle amministrative. ”Siamo di fronte ad una straordinaria doppia vittoria dei socialisti in Spagna e Francia. Con Zapatero – spiega Boselli – hanno vinto ancora una volta le politiche di innovazione dell’economia e della vita civile. Le grandi battaglie di laicita’ e di rispetto dei diritti delle persone condotte in questi anni dai socialisti – aggiunge – hanno dimostrato di essere profondamente radicate nella societa’ spagnola e sono di esempio per tutte le altre democrazie europee, a cominciare dall’Italia”. La vittoria di Zapatero in Spagna e l’affermazione dei Verdi in Francia sono uno stimolo ”importante” per la Sinistra Arcobaleno, sottolinea Alfonso Pecoraro Scanio che poi aggiunge: ”Zapatero, con il suo innovativo programma sui diritti, i giovani e le politiche energetiche, e’ molto piu’ vicino alla sinistra Arcobaleno che al Pd, simile invece a Sarkozy”. Di ”grande vittoria” parla il ministro delle pari opportunita’ Barbara Pollastrini individuando nei diritti e nella laicita’ i punti chiave del successo di Zapatero. Mentre l’esponente del Comunisti Italiani Iacopo Venier ragiona sulla ”vittoria dei laici e dei cattolici democratici contro le ingerenze della chiesta spagnola e del Papa”. Di differente avviso Giuliano Ferrara che parla, senza mezzi termini, dell’imposizione di una ”egemonia culturale” da parte del leader socialista alla quale il suo avversario del Partido Popular, Rajoy, non ha saputo contrapporre una valida dialettica sui temi della famiglia, dell’aborto, della bioetica”. 



                                                                      Michele De Lucia

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