CETARA TAGLIATA FUORI DALLE VIE DEL MARE

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CETARA. E’ l’unico paese della Costiera Amalfitana che ha conservato la vocazione peschereccia ed è tagliato fuori dalle vie del mare, salvo, forse, una corsa per Capri. Le cosidette “Vie del mare”, infatti, privilegiano solo per più “turistiche” Positano e Amalfi, dove, soprattutto nella prima, non sono neanche ben accette perché ammassano folle di turisti che scacciano il turismo di qualità, mentre chi le vuole come Maiori e Cetara, non riescono ad averle. A Maiori problemi tecnici ancora rallentano le vie del mare per un porto sequestrato e dissequestrato e la mancanza delle vie del mare creano un grave disagio al turismo locale. A Cetara la struttura portuale è un gioiellino incastonato nello splendido mosaico del paese. Ed è stata ammodernata e messa in sicurezza negli ultimi anni, con l’assoluta certezza che, una volta completati i lavori,  Cetara potesse rientrare tra le “rotte” de le vie del mare. Ma, con il passare del tempo,  la sicurezza e diventata probabilità, fino a trasformarsi in speranza che, però, a tutt’oggi, sembra essere molto lontana dall’avverarsi. Perché, molto probabilmente, pure quest’anno, Cetara non rientrerà tra gli scali previsti dai battelli che, nel corso della stagione turistica, fanno avanti e indietro per il Golfo di Salerno, in direzione  Costiera amalfitana. E, così, per un’altra estate, la cittadina sarà tagliata fuori dal turismo “via mare”, nonostante i tanti tentativi del sindaco Secondo Squizzato, e l’esiguità dei posti auto a disposizione nel centro abitato. Una carenza di aree di sosta  che determina, soprattutto nei fine settimana,  un parcheggio selvaggio lungo la Statale amalfitana. Insomma alla “belle” parole dei politici regionali e provinciali non sono affatto seguiti i fatti. E, intanto, si continua ancora a dire di voler decongestionare la 163, potenziando gli scali già esistenti e creandone dei nuovi, in modo da incentivare l’utilizzo dei mezzi pubblici e di quelli alternativi al trasporto su gomma, con riferimento, in particolar modo, ai traghetti. Intenzioni giustissime che, tuttavia, a conti fatti, servono solo a strappare qualche applauso nei vari convegni che sono stati organizzati sulla materia e qualche voto, in quanto gli intenti sbandierati ai quattro venti continuano a rimanere solo dei pii intendimenti.  E, in tal modo, si assiste al paradosso di lasciare inutilizzati gli approdi  funzionanti. Un vero e proprio controsenso che, però, riflette la realtà dei fatti. “Ho ottenuto tutti i collaudi – sottolinea sconsolato il primo cittadino – ma le  lettere inviate alla Regione e alla Provincia non hanno avuto alcuna risposta”. Così, come un buon padre di famiglia, che ha a cuore il futuro dei propri figli, Squizzato ha continuato a tempestare di petizioni e di telefonate chi dovrebbe decidere. Ma il risultato è sempre stato lo stesso e la tappa a Cetara del metro del mare, finanziato con soldi pubblici, appare una chimera, e non si comprende  per quale specifico motivo. Alla stessa stregua della navigazione pubblica, anche quella privata non ha dimostrato alcun interesse per il caratteristico borgo marinaro della Divina. “Fermare a Cetara sarebbe antieconomico” è stata la frase più frequente che Squizzato si è sentito ripetere nei vari incontri. Unica eccezione, molto probabilmente, sarà una corsa per Capri che, ove non interverranno intoppi, sarà attivata nel periodo estivo. Troppo poco, comunque, per una località, come Cetara che, giustamente, reclama molta più attenzione da parte delle autorità e che ha tutte le  ragioni per pretendere che le promesse si tramutino finalmente in realtà.


(tratto da un testo di Gaetano de Stefano)