SORRENTO, NEI CIMITERI SEPOLTURE IRREGOLARI

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Clamorosi risvolti nell’indagine sui cimiteri della penisola sorrentina. Dopo il blitz e i sequestri messi a segno lo scorso dicembre, l’inchiesta avviata dai carabinieri della compagnia di Sorrento, agli ordini del capitano Federico Scarabello, ha portato a nuovi risvolti. Dopo aver acquisito una sostanziosa documentazione nei palazzi comunali della penisola sorrentina il pubblico ministero della procura di Torre Annunziata, Di Dona, avrebbe inscritto nel registro degli indagati nomi eccellenti delle amministrazioni locali. Probabilmente già nelle prossime ore potrebbero essere notificati dei provvedimenti. L’inchiesta scaturisce dalle irregolarità riscontrate nei cimiteri della penisola sorrentina: mancanza del rispetto delle norme igieniche, vasche per la riesumazione assenti o non adeguate. Sequestri furono messi a segno a Sorrento, Meta e Sant’Agnello. Le condizioni peggiori sembra fossero quelle di Meta dove i carabinieri sequestrarono anche parte dell’ossario comunale. Il quadro che emerse in penisola dopo il blitz fu inquietante: centinaia di salme ammassate in baracche. Un custode sorpreso mentre tentava di bruciare i residui di una bara esumata da poco. L’operazione che ha portato a sette denunce – per reati ambientali e contro la pietà dei defunti – e al sequestro di quattro locali, impropriamente adibiti ad ossari, ottanta bare di legno e detriti assimilabili a rifiuti speciali provenienti da esumazioni. Sigilli anche per aree, all’interno degli stessi cimiteri, pari a circa mille e ottocento metri quadrati. Un’operazione finalizzata alla tutela della salute pubblica ed al controllo della gestione dei cimiteri comunali. Un’ispezione per ben dieci cimiteri ubicati nel territorio dell’intera penisola sorrentina. In sei casi sono stati riscontrati violazioni alla normativa di settore, con particolare riferimento all’igiene, alla decorosa tenuta delle salme ed allo smaltimento dei materiali (assimilabili a rifiuti urbani speciali) provenienti da esumazioni ed estumulazioni. Nel corso dell’attività sono state rinvenute centinaia di salme, sprovviste di qualsiasi elemento di identificazione ed ammassate una sopra l’altra in locali fatiscenti, vere e proprie baracche, in totale spregio del sentimento di pietà verso i defunti. In una caso addirittura i militari intervenuti hanno sorpreso il custode di un cimitero mentre tentava di distruggere mediante fuoco dei residui provenienti da una bara da poco esumata. Un altro, invece, aveva “conservato” la salma di un parente. A tutto si aggiungono violazioni alla normativa sullo stoccaggio di rifiuti speciali cimiteriali, gettati alla rinfusa in luoghi aperti o stipati in magazzini, sono state riscontrate nei cimiteri di Sorrento, Sant’Agnello, Piano di Sorrento, Meta, Massa Lubrense e Massa Lubrense – Frazione “Torca”. Al termine delle operazioni sono state denunciate 7 persone, custodi e responsabili della gestione dei cimiteri, per reati ambientali e reati contro la pietà dei defunti, mentre sono state sottoposte a sequestro aree all’interno dei cimiteri per un totale di 1.800 mq oltre a 4 locali impropriamente adibiti ad ossari e depositi di salme, 80 bare in legno e zinco di varia grandezza contenenti resti umani ed una ingente quantità di detriti assimilabili a rifiuti speciali provenienti da esumazioni. Ferdinando Manzo