I COMUNISTI A NAPOLI TRE FAMIGLIE IN UN BUCO

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In Italia è scoppiata la guerra della monnezza,da un giorno all’altro,complici i mezzi di informazione,nazionali e locali,si è venuto a sapere che Napoli,la sua provincia e la stessa Regione campana,stavano affogando sotto i rifiuti.Dopo un primo momento di sbandamento del governo,dovuto alla votazione finale sulla Finanziaria 2008,Prodi ha inviato nelle zone a rischio discarica l’Esercito.


Alla guida del corpo di spedizione,affiancato da truppe civili provenienti da altre regioni è stato messo l’ex capo De Gennaro.Rivolte scene di guerriglia africana,in alcuni momenti l’immagine di Napoli e Nairobi si confondevano.Gli stessi spettatori rimanevano confusi,arrivando a confermare il fatto che,ormai,l’Africa è arrivata a Mergellina.Molti di voi sicuramente si ricorderanno che nel 1978,Giuseppe Bonanni condusse un inchiesta in tre puntate sulla situazione economica e sociale di Napoli,sotto il governo dei comunisti,affiancati dai dc e dai socialisti.Il paradiso in terra non è mai arrivato.Napoli zozza era e zozza è rimasta.Il tutto grazie all’applicazione di una politica di bilancio più ideologica che pratica,tesa all’inserimento di persone pagateper non fare nulla,ed alla realizzazione di opere che a tutto miravano meno al risanamento della città e del suo hinterland.Prodi chiama alla collaborazione,bene fà la lombardia,da Formigoni a Maroni,a rispondere che loro i soldi li hanno investiti in una serie di attrezzature tese allo smaltimento dei rifiuti.Maroni addirittura,cifre alla mano,ha dichiarato:Se fossi stato ministro degli interni o dell’Ambiente avrei trasferito a Napoli il mio ufficio per gestire l’emergenza fino a che fosse superata,ma abbiamo un governo che non c’è.La Campania ha avuto quasi 2 mld di euro per fare ciò che in Lombardia si è fatto con un decimo dei soldi.La solidarietà del nord c’è stata, e come.Ma non si può scambiare la solidarietà con l’essere cornuti e mazziati.


Ecco, questa è la verità.Il Meridione è in grado di fare e di produrre quanto il resto d’Italia,ma è più facile fare ammuina.In questo modo,i soldi dello Stato arrivano,i partiti li distribuiscono,la delinquenza li incassa e il tutto finisce nella discarica.L’inchiesta di Bonanni conferma che il fenomeno era conosciuto già da trent’anni,e che in trent’anni il malgoverno delle giunte rosse non è riuscito a fare nulla di buono,portando il Sud allo sfascio.Allora ,perchè devono pagare gli altri?


Volete una lezione di come si gestisce l’insuccesso? Mettetevi di fianco al portone del Palazzo San Giacomo,sede municipale di Napoli,nella mattinata di un qualunque giorno feriale.Assisterete al fenomeno della conciliazione degli opposti:la negativa realtà sociale,partenopea,contro le necessità di sopravvivenza della Giunta comunale.Il gran conciliatore è il Sindaco comunista Maurizio Valenzie l’operazione non gli costa neppure molto.Gli basta ficcarsi il cotone nelle orecchie.Oggi per lui,dà spettacolo un coro femminile,più numeroso di quello del San Carlo.Si tratta di una esibizione prolungata di ingiuria polifonica,a volte intermezzata da cadenze recitative,scandite come nella tragedia greca.Eccone un brano:Questa è la realtà di Napoli.Tre famiglie in un buco.E tu compagno Valenzi,quante camere hai a casa?


Sono le donne che stavano alla masseria Cordone,in baracca,mi informa una accompagnatrice.Un bel giorno sotto la spinta della famosa campagna edilizia lanciata dalla Giunta comunale rossa sono arrivate le ruspe e le hanno cacciate.Adesso si trovano nell’ex albergo dei poveri( un colossale palazzo borbonico)al freddo,senza assistenza,snza luce e senza vetri.Sono morti quattro bambini e loro non sanno come fare.Perchè ne Valenzi,nè la sua Giunta possono far altro che impostare i problemi di Napoli.Questo è l’equivoco su cui si fonda la teoria,elaborata a Napoli dal Pci.Così il mito di Valenzi,il cireneo della situazione,l’uomo del pronto soccorso,il protagonista che ha anticipato Berlinguer,è cresciuto,per molti apporti esterni.E’ una realtà di cui bisogna tener conto,mi dice il dottor Imperatore,capogruppo di Democrazia Nazionale al Comune.E’ la realtà comunista che a Napoli si è manifestata con un anno di anticipo,ma per contrastarla è inutile battere la strada della protesta di piazza.Questo tipo di opposizione,sia pure irrazionalmente,fa sentire alla Dc e alle altre forze politiche che cercano un qualunque ordine ,il desiderio dell’ordine.E questo stato d’animo oggi viene interpretato come spinta verso ogni anomalo accordo con il Pci.Quindi,chi attacca in piazza l’amministrazione,finisce per sostenerla,sia pure involontariamente.E’ una valutazione che, a prima vista, può sembrare fin troppo esasperata,ma un fatto la conferma:il Consiglio comunale diventa automaticamente la cassa di decongestione delle tensioni cittadine e tutti i dimostranti vengono avviati,dalle loro centrali verso il comune.Una specie di rumorosa risacca destinata ad infrangersi contro il Palazzo San Giacomo e,successivamente a placarsi.I contestatori lo sanno; anzi lo sanno i loro capi,quelli dei disoccupati-organizzati,i lottacontinua,e le altre aggregazioni dell’ultrasinistra.Non è per caso,infatti,che il seggio conquistato dagli extraparlamentari a Napoli è a disposizione del Pci per ogni operazione di maggioranza e lo sarà anche per il voto sul bilancio,tra non m olto.E’ il completamento dell’operazione,dalle 10 antimeridiane alle 24,al Teatro 2000.


La giunta di sinistra è in grave crisi,perchè le forze che la controllano sono troppo eterogenee e si diversificano sul piano dei programmi.I socialisti,per quanto riguarda il centro direzionale,il centro storico,e l’urbanistica in generale,hanno una loro linea,dalla quale il pci diverge.Cosi anche per l’ubicazione dell Unversità a Monte Sant’Angelo.E’ ovvio che la mancanza di accordo su questioni cosi importanti paralizza la Giunta Valenzi.Si potrebbe andare avanti con gli esempi.Ne basti ancora uno: quello del nuovo Palazzo di Giustizia.Ebbene:discordi i pareri,non è possibile alcuna decisione.E Napoli paga.Adesso per uscire da questo impiccio,i comunisti cercano di agganciare la Democrazia Cristiana con il voto sul bilancio,usando quegli stessi sistemi che al tempo di Gava avrebbero vituperato su ogni piazza d’Italia.Eccone uno : il Sindaco Valenzi è riuscito a procrastinare per due anni il rinnovo dei consigli di amministrazione delle aziende municipalizzate e adesso può offrire alla Dc l’ingresso in organismi che dovrebbero toccare ad altri settori dell’opposizione.

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