NAPOLI, CON STEFANO ACCORSI ARRIVA LAETITIA CASTA

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Per la data del suo compleanno, Stefano Accorsi avrà rodato a puntino la messinscena de «Il dubbio». Perchè il 2 marzo, giorno in cui l’attore bolognese compirà 37 anni, sarà la domenica dell’ultima rappresentazione al Diana del testo di John Patrick Shanley vincitore del Pulitzer 2005.
E per l’occasione come confermano le «voci di dentro» del teatro vomerese – a festeggiare l’evento ci sarà anche la bella Laetitia Casta, sua compagna da cinque anni e madre di suo figlio, il piccolo Orlando nato a Parigi nel 2006. Quindi, se non interverranno imprevisti dell’ultima ora, sempre in agguato con carriere così intense come quella dell’attrice e modella francese, la coppia più bella d’Europa dovrebbe ritornare ad abbracciarsi a Napoli, come già accadde nel 2003 durante le riprese della «Luisa Sanfelice» diretta dai fratelli Taviani (e non è esclusa una puntata romantica in Costiera Amalfitana all’Hotel San Pietro a Positano che apre proprio in questi giorni, Ndr)
SPETTACOLO DA RODARE – Parlavamo di rodaggio, perchè nello spettacolo visto l’altra sera al Diana, pur confermandosi l’impianto registico efficace di Sergio Castellitto, con la divisione delle scene per quadri intervallati dai principali successi di Bob Dylan, in alcuni tratti non è mancata una cifra un po’ troppo accademica e declamatoria. Ci riferiamo proprio ad Accorsi, nelle scomode vesti di Padre Flynn, il prete accusato di pedofilia da una stregonesca Suor Aloisia (la glaciale Lucilla Morlacchi). Perchè pur confermando l’indiscutibile physique du role e l’innegabile qualità della sua formazione teatrale, l’attore esibisce una qualche rigidità di troppo, sicuranente superabile solo grazie ad una maggiore pratica teatrale, peraltro annunciata per il futuro dallo stesso Accorsi. Il cui volto da ragazzo per bene e la cui convincente difesa di fronte alla scellerata accusa della madre superiora di una scuola del Bronx, orientano decisamente il pubblico dalla sua parte, dissipando nel finale il dubbio iniziale del titolo.
Stefano de Stefano