GRAVINA, ´MORTE ORRIBILE PER I RAGAZZINI´

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GRAVINA IN PUGLIA (BARI) -“Abbiamo la sensazione, benché debba essere confortata con i dati tecnici, che abbiano subito un’orribile morte. Per quanto riguarda i due corpicini, dobbiamo confermare ragionevolmente che si tratta di Ciccio e Tore”. Lo ha detto il procuratore della Repubblica di Bari, Emilio Marzano, uscendo dalla casa padronale abbandonata in cui sono stati trovati i due cadaveri.

Intanto i due carri funebri con le bare dei fratellini di Gravina sono usciti della casa padronale abbandonata dove sono stati trovati i cadaveri. La gente affacciata ai balconi ha salutato con un applauso il passaggio delle bare con i resti di Ciccio e Tore. I corpi verranno portati al Policlinico, dove domani mattina, nell’Istituto di medicina legale dell’Università di Bari, la madre di Ciccio e Tore, Rosa Carlucci, dovrà fare il riconoscimento ufficiale dei resti.

FORSE PER UN PO’ VIVI IN CISTERNA
Voci che filtrano tra le maglie degli investigatori, mezze conferme cominciano a delineare nettamente l’ipotesi che i due fratellini possano aver avuto una morte lenta, una morte atroce, peggiore di quella che sarebbe toccata loro se fossero morti a causa della caduta nel pozzo. Da alcuni dati emergerebbe infatti che, per qualche tempo, i bambini possano essere rimasti vivi nella cisterna. I corpi non sono in corrispondenza dell’imboccatura del pozzo, che è larga poco meno di un metro per un metro. Non sono quindi rimasti fermi dopo essere precipitati giù – gettati o caduti – per i 22 metri del cunicolo che dal terrazzo porta alla cisterna sotto l’edificio. I corpi infatti sono entrambi da un lato, a una distanza l’uno dall’altro di una quindicina di metri. Di qui la ricerca – confermata stamane dal questore – di possibili luoghi di accesso alla cisterna diversi dall’imboccatura del cunicolo sul terrazzo. I due corpi inoltre sarebbero stati trovati rannicchiati, in posizione fetale. Qualcuno azzarda una descrizione, ma, su questa, nessuna conferma: uno con le mani giunte tra le gambe, l’altro col pollice in bocca. Uno dei due corpi certamente non ha le scarpe ai piedi: esse sono slacciate e poste in modo ordinato vicino al corpo. La posizione delle scarpe escluderebbe anche che i corpi possano essere stati spostati da una massa d’acqua piovana penetrata nella cisterna – che attualmente è del tutto asciutta – nei due inverni trascorsi dalla scomparsa dei fratellini.

QUESTORE: “LE ACCUSE AL PADRE SONO ANCORA VALIDE”

 “L’impianto accusatorio al momento rimane in piedi. Non è una questione di principio perché finora parliamo di indizi molto gravi”. Lo ha dichiarato il questore di Bari, Vincenzo Speranza, parlando con i giornalisti in riferimento alle indagini sulla scomparsa dei fratellini di Gravina, aggiungendo tuttavia, tra varie altre considerazioni: “Non mi sentirei di escludere la caduta accidentale”.
“La magistratura – ha proseguito il questore – ha avallato ipotesi investigative e sufficienti indizi di colpevolezza nei confronti del padre dei ragazzini, e poi c’é tutta una serie di contraddizioni”. Tornando all’ipotesi della caduta accidentale, Speranza ha poi aggiunto che comunque “é difficile che si possa essere verificata un’ipotesi del genere anche perché i fratellini non erano proprio piccolini che non si rendevano conto del pericolo”.















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                                     Michele De Lucia