CAMPANIA ALLA BIT SENZA ASSESSORE AL TURISMO

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Per due giorni di seguito alla Borsa del turismo di Milano è stato un andirivieni di operatori che chiedevano del neo assessore al Turismo della Regione Campania, il professore Domenico De Masi. Gli stessi assessori di Napoli, Valeria Valente, e della Provincia di Caserta, Michele Farina, lo hanno atteso. Tutti con una domanda da fare.E di cose da sapere ce ne sono, eccome. A cominciare dalle scelte che deve adottare l’unità di crisi istituita venti giorni fa dal precedente assessore per fronteggiare l’emergenza rifiuti, oppure del progetto Enit per il rilancio del turismo in Campania annunciato l’altro ieri dal ministro dei Beni Culturali Francesco Rutelli.Inutilmente, perchè di Domenico De Masi, sociologo di fama, professore alla Sapienza, direttore di Ravello Festival e, appunto, da dieci giorni anche assessore al Turismo campano, nessuno ha saputo dire nulla. E a nulla è valsa la risposta del deputato Antonio Ciampaglia, coordinatore dello stesso assessorato, che ha giustificato tale assenza con «precedenti impegni del professore, che comunque sta riorganizzando l’agenda in funzione della nuova nomina». Nel frattempo, però, il malumore tra gli addetti ai lavori sale.«Stiamo vivendo un momento di assoluto abbandono – dice il presidente della Fiavet Campania, Ettore Cucari –. Mi rendo conto che De Masi è stato nominato da pochi giorni, ma è un fatto che finora non s’è fatto niente per ridare slancio a un settore che in Campania è strategico con i suoi 100mila posti letto e oltre 5mila addetti». Questo significa che «se in Italia il turismo sta perdendo il 5% da noi, se la situazione immondizia non viene risolta al più presto, si rischia il tracollo».Nei giorni scorsi un gruppo di albergatori e ristoratori ha minacciato di consegnare le chiavi degli esercizi alle autorità e ieri il direttore di un grande albergo di lusso napoletano, il Vesuvio, ha annunciato di tagliare il numero delle stelle, da 5 a 4, «perchè così pensiamo di cogliere più opportunità», ha detto. Una decisione che l’assessore al Turismo di Napoli, Valeria Valente, stigmatizza: «Non ho giurisdizione sulle scelte commerciali fatte da privati, tuttavia ritengo che sia inopportuna e a lungo andare si ritorcerà contro chi l’ha fatta