MARCHIO UNICO DELLE DUE COSTIERE POLEMICHE DELLA FEDERTURISMO

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Marchio unico per due Costiere, Federalberghi accusa la Provincia La Borsa Internazionale del Turismo di Milano diventa terreno di polemica sul marchio unificato della Costiera Amalfitana con quella Sorrentina, un vecchio progetto che prevede la promozione integrata di 22 comuni sotto un unico brand. Nel mirino è finita la partecipazione del presidente della Provincia di Salerno Angelo Villani alla conferenza a Milano dell’assessore al turismo della Provincia di Napoli Giovanna Martano, incontro in cui è stato presentato anche il sito web costiera. it che accorpa di fatto l’offerta turistica. Una fuga in avanti ritenuta inopportuna da quanti non sono del tutto favorevoli al progetto e si aspettavano di essere almeno consultati sulla questione. «Siamo fortemente perplessi di fronte all’ennesimo tentativo della Regione Campania di voler accomunare, in una discutibile operazione di marketing, le due Costiere sotto un unico marchio – ha affermato Genny Gagliano, presidente provinciale di Federalberghi Salerno – ci costringerebbe a mettere da parte il nostro affermatissimo brand «Costiera Amalfitana » isolando anche l’altra costiera salernitana, quella cilentana. L’anno scorso la Provincia si espresse contro questo progetto e ci auguriamo che ora voglia tutelare la nostra identità ». Da parte sua Villani tende a gettare acqua sul fuoco: «L’iniziativa indubbiamente mi vede meno scettico del passato, tuttavia va precisato che il progetto nel suo insieme, pur vedendo l’Ept di Napoli quale ente realizzatore e beneficiario finale dell’iniziativa, necessita del doveroso passaggio istituzionale al tavolo di concertazione del Pit Penisola Amalfitana-Sorrentina di cui la Provincia di Salerno è capofila». Di polemica in polemica, mentre si archivia quella di Genny Gagliano contro il sito Turismoinsalerno. it, che è stato modificato secondo i desiderata di Federalberghi, cresce quella del consigliere regionale Salvatore Gagliano (An) che accusa il neoassessore regionale Domenico De Masi di aver disertato la Bit di Milano.