INFLAZIONE RECORD, PER PANIERE QUOTIDIANO +4,8%

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ROMA – Per i prodotti ad “alta frequenza d’acquisto” cioé quelli che vengono comprati praticamente quotidianamente come gli alimentari, i tabacchi, i carburanti, i giornali o le spese al bar e al ristorante, l’inflazione è molto più alta del tasso generale è pari al 4,8%. E’ quanto sottolinea l’Istat in uno specifico focus dedicato ai diversi prodotti acquistati dalle famiglie italiane. Dal 2002, rileva l’Istat, il tasso di crescita dell’inflazione relativa ai beni ad alta frequenza d’acquisto è stato “sistematicamente più alto” rispetto al tasso complessivo. Il 4,8% di aumento registrato a gennaio è peraltro il più alto degli ultimi 11 anni. L’inflazione a gennaio è salita dal 2,6% di dicembre al 2,9%, il massimo da luglio 2001. Rispetto a dicembre i prezzi sono saliti dello 0,4%.

L’Istat ha suddiviso il paniere su cui viene calcolata l’inflazione in tre classi di spesa: ad alta frequenza di acquisto, a media (abbigliamento, tariffe, medicine ecc..) e a bassa (automobile, tv, trasloco ecc..). I risultati dell’analisi evidenziano tra il 2001 e il 2008 una “strutturale differenza” tra le dinamiche inflazionistiche delle tre classi di prodotti. In particolare, i beni ad alta frequenza di acquisto, il cui peso all’interno del paniere dell’indice dei prezzi al consumo ammonta al 39%, hanno fatto registrare un tasso annuo di crescita “sistematicamente superiore al tasso medio d’inflazione”. La forbice è evidente a partire dall’entrata della moneta unica e per i tre anni successivi. Nel 2002 il tasso annuo di crescita dei prezzi dei prodotti ad alta frequenza di acquisto è stato infatti pari al 3,1% (+2,5% l’inflazione).

Nel 2003 la crescita è passata a +3,4%, a fronte di +2,7% dell’inflazione generale. Nel 2004 la differenza è stata tra il 3,1% della spesa quotidiana e il 2,2% dell’inflazione complessiva. Nel 2005 la forbice si è quasi annullata per tornare invece ad allargarsi nel 2006 (2,5% contro 2,1%) e nel 2007 (2,9% contro 1,8%). Anche nel corso del 2007, sottolinea l’Istat, si è manifestata una spinta inflazionistica molto più forte per i prezzi dei prodotti ad alta frequenza di acquisto. Nella media del quarto trimestre dell’anno, rispetto al corrispondente periodo del 2006, l’incremento dei prezzi è stato pari, rispettivamente, a +4% per i prezzi dei prodotti acquistati frequentemente e del +2,4% per l’indice generale. Andamento praticamente inverso invece per i prodotti a media e bassa frequenza d’acquisto. Il tasso di crescita dei prezzi è stato per queste due categorie quasi sempre più basso o in linea con l’inflazione generale. A gennaio, di fronte al 2,9% dell’indice generale, i beni ad alta frequenza di acquisto hanno registrato un +4,8%, mentre quelli a bassa un +1,7% e quelli a media un +1,8%.

CODACONS, DALLA ‘SPESA’ 1.000 EURO DI STANGATA
E’ una stangata da 1.000 euro a famiglia quella che si profila per l’aumento dei prezzi che riguarda soprattutto la spesa di tutti i giorni. A fare i conti in tasca agli italiani è il Codacons che, commentando il nuovo “paniere” diffuso oggi dall’Istat relativa ai prodotti ad “alta frequenza d’acquisto”, sostiene che si tratta di “un piccolo passo verso la verità” ma che l’incremento del 4,8% registrato “é ancora sottostimato e distante dalla realtà dei rincari sulla spesa quotidiana che assillano i consumatori italiani” “Gli aumenti registrati dall’Istat a gennaio – spiega Carlo Rienzi, presidente Codacons – che vedono i trasporti a quota +5,4%, prodotti alimentari e bevande analcoliche +4,5%, abitazione, acqua, elettricità e combustibili +4%, pane +12,3%, pasta +10%, latte +8,7%, carne +3,6%, se non rientrano in tempi stretti, concretizzeranno una vera e propria stangata, stimata in circa 1.000 euro annui a famiglia, non potendo i cittadini rinunciare all’alimentazione, ai trasporti, all’energia e all’abitazione”.




















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                                         MICHELE DE LUCIA