San Leucio (CE). Apparve una stella.

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APPARVE UNA STELLA” AL BELVEDERE DI SAN LEUCIO


 


Nel giorno di San Valentino è stata inaugurata nella Sala dell’Aurora del Belvedere di San Leucio la mostra “Apparve una stella” con opere di Franco Angeli, Battista Marello e Giovanni Tariello, incentrate proprio sul tema della stella, interpretata e declinata nelle diverse valenze dai tre artisti.L’inaugurazione, alla presenza del sindaco di Caserta Nicodemo Petteruti e dell’assessore alla Cultura Gianfranco Fierro, non a caso è caduta il 14 febbraio 2008, proprio nel giorno degli “innamorati dell’arte”. La mostra è infatti un omaggio alla vita e all’amore ed è stata curata dai critici d’arte Enzo Battarra e Luigi Fusco.


 


Segnala Enzo Battarra, tra l’altro: “Franco Angeli era una stella. Per la sua storia, il suo temperamento, la sua qualità artistica. Era un genio prestato alla pittura. Ha vissuto un anno a Caserta a metà degli anni Ottanta, un anno vissuto intensamente. Si costruirono e si cementarono amicizie, forti, sincere, fatte di frequentazioni quotidiane. Angeli visse a San Leucio per preparare la sua mostra di opere inedite al Belvedere. Eravamo in pochi abilitati a sostare nella sua casa-studio mentre lui era al lavoro. Tra i pochi, Battista Marello e Giovanni Tariello furono sicuramente i suoi più fedeli interlocutori”.


 


Luigi Fusco precisa, tra l’altro: “Le stelle di Franco Angeli, già inserite nel proprio firmamento di vita e di arte, nella prima metà degli anni Ottanta travalicarono il confine romano e approdarono a Caserta, stimolando non poco la produzione di due affermati maestri locali: Battista Marello e Giovanni Tariello. Questi conobbero Franco Angeli durante una sua permanenza casertana, svolta in occasione di una esposizione organizzata dallo Studio Oggetto di Massimo De Simone. Con il tempo tali autori divennero suoi amici e sodali ed anche attenti collezionisti delle sue opere”.


 


Una preziosità si aggiunge all’evento, il ritratto che Tano Festa fece ad Angeli, e da questi regalato e dedicato a Battista Marello, un passaggio di mani, ma soprattutto la consegna di un testimone artistico che da solo fa storia.


Anche noi che scriviamo ricordiamo il passaggio casertano di Franco Angeli, già roso dalla malattia e da un umore molto basso.


Fu sconcertante per noi una sera, proprio a San Leucio, dove c’erano dei suoi quadri esposti; non aveva voglia di colloquiare, di misurarsi, di comunicare.


Rispondeva sempre asciutto ed in senso stretto e mai allargandosi. Era trattenuto, bloccato, preso; mentalmente era già “out”. Eravamo con un artista significativo, che dipingeva ancora, ma che aveva annullato forza e vitalità. Dentro non aveva più voglia di vivere. “What a pity!” (Che peccato!).


 


Maurizio Vitiello