FALSO, INDAGATA LA MOGLIE DI DE LUCA

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SALERNO — Un secondo avviso di garanzia ha raggiunto Rosa Zampetti. L’ipotesi di reato che la Procura di Nocera Inferiore contesta alla moglie del sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca, già indagata per abuso d’ufficio e falso «per aver superato un concorso da dirigente dell’Asl Sa1 senza averne i requisiti », è la falsità ideologica. Rosa Zampetti lavora nel distretto sanitario di Amalfi a Castiglione di Ravello da quasi due anni. Questa volta, sul registro degli indagati compaiono però anche i nomi dell’ex direttore generale dell’azienda sanitaria locale, Raffaele Ferraioli, attuale presidente del comitato dei sindaci per la sanità, e Renato Cascone, dirigente dell’unità di valorizzazione delle risorse umane. Le indagini a carico di Rosa Zampetti prendono ora due filoni diversi, ma intrecciati l’uno all’altro. A collegare i due tronconi sarebbe, secondo la Procura, l’attestazione di un certificato che «la Zampetti ha ottenuto in qualità di docente di seminari interdisciplinari ai medici nel triennio formativo 2003-2005, presso la sede operativa del settore valorizzazione risorse umane dell’Asl Sa1 a Nocera Inferiore nell’anno 2004». Al contrario, le indagini portate avanti dal luogotenente Massimo Santaniello e coordinate dal pm Giuseppe Cacciapuoti, contestano «l’effettiva partecipazione ad una sola ora di lezione, svoltasi dalle ore 13 alle 14 il 18 maggio del 2004». A sottoscrivere l’attestazione di quel certificato, datato 13 ottobre 2004 (con numero di protocollo 21901), sarebbero stati, secondo la pubblica accusa, l’allora manager dell’azienda sanitaria locale, Raffaele Ferraioli e Renato Cascone. La Procura scrive ancora che i due avrebbero rilasciato l’attestazione su «istigazione e determinazione della Zampetti». Il certificato incriminato fu allegato alla domanda di ammissione che la signora Zampetti inoltrò all’azienda ospedaliera per la partecipazione sia all’avviso pubblico indetto dall’Asl Sa1 con delibera n. 1352 del 5 ottobre 2004 che al concorso pubblico bandito lo stesso giorno (n.1350). L’avviso pubblico prevedeva il conferimento di un incarico temporaneo a sei mesi per la copertura di vari posti per sociologo dirigente. Rosa Zampetti si piazzò al secondo posto, ma la procedura fu impugnata dinanzi al Tar di Salerno dalla signora Antonina Mammì (una delle candidate non ammesse), che recriminava la carenza di un requisito richiesto dall’avviso (specializzazione in sociologia) nel curriculum presentato dalla Zampetti. L’avviso fu annullato dall’azienda sanitaria stessa dopo che l’allora manager, Raffaele Ferraioli, riconobbe un «errore materiale nella trascrizione del bando». Il bando del concorso pubblico non fu annullato, ma tra i requisiti non era più richiesto l’attestato di specializzazione, bensì l’attestazione dei cinque anni di esperienza lavorativa. Rosa Zampetti superò la prova. Le prime indagini partono dal ricorso al Tar: otto le persone indagate oltre la Zampetti (i componenti della commissione esaminatrice ed alcuni funzionari della Soprintendenza). Dallo stesso filone emerge poi la seconda ipotesi di reato: i documenti allegati da Rosa Zampetti, secondo la Procura, non attesterebbero il vero.
Angela Cappetta