Convegno dedicato alla prevenzione dei tumori femminili

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Si terrà domani alle ore 19, presso la sala riunioni “Salonpark” del Dopolavoro Ferroviario di Salerno, una lezione sul tema “Prevenzione dei tumori della sfera genitale femminile” e sui “Metodi per alleviare i sintomi della menopausa”.


L’iniziativa, ideata e curata dal presidente dell’ associazione senza scopo di lucro “Futuro Possibile”, avv. Angelo Cinque e dal responsabile del settore sanitario Benedetto Di Gregorio, ha già riscosso fin dal primo incontro un vivo interesse tra i partecipanti. Al termine dello scorso appuntamento infatti, i presenti non hanno esitato a rivolgere al dott. Davide De Vita, specialista in Ginecologia Ostetricia ed alla dott.ssa Erika Falcone, Ostetrica, una fitta serie di domande, segno di un’ attenzione viva e crescente per tali problematiche, che Cinque e Di Gregorio si spiegano riconoscendo alla divulgazione medico-scientifica un “ruolo importante nel promuovere una coscienza di tutti, a favore di una vita più sana”.  Come dire: prevenire è meglio che curare. La pensa così anche Carmine Greco, presidente dell’associazione del Dopolavoro Ferroviario di Salerno, che ha permesso grazie al suo interessamento, di dar luogo ad un evento interamente dedicato alle donne ed a chi vuole conoscere ed approfondire una materia di stretta attualità.


Le neoplasie femminili, oggigiorno sempre più diffuse, possono infatti essere aggredite e in molti casi debellate se diagnosticate per tempo, per questo, la diagnosi precoce appare essere la migliore strategia contro il cancro dopo la prevenzione primaria, mentre lo “screening” rappresenta un’ opportunità offerta alle donne, incluse in una determinata fascia di età, di sottoporsi a controlli per la diagnosi precoce. A tutt’oggi, i test di screening più efficaci sono il Pap-test, per il tumore del collo dell’utero, e la mammografia, per il tumore della mammella.


Per avere idea di cosa significhino questi due diversi tipi di diagnosi, bisogna risalire all’ etimologia dell’ termine “Pap” o meglio, al lontano 13 maggio del 1883, anno in cui nasceva a Coumi, in Grecia, George Nicholas Papanicolau, l’uomo al quale tutte le donne del mondo dovrebbero essere grate, in quanto scopritore, se pure “fortuitamente”, come lui stesso dichiarava, di una tecnica che consente in maniera indolore, non invasiva e rapida di individuare la presenza di alterazioni delle cellule della cervice uterina. La scoperta di Papanicolau rimase però inapplicata per quasi vent’anni, fin quando negli anni quaranta del secolo scorso, venne ripreso l’articolo pubblicato nel 1923 in cui il medico greco descriveva il suo modello, poi denominato Pap-test (dalle prime tre lettere del nome di Papanicolau) cioè il prelievo di cellule dal collo dell’utero opportunamente colorate ed analizzate al microscopio. Da allora cominciò una drastica diminuzione dell’incidenza del cancro della cervice uterina e moltissime donne ebbero la possibilità di salvarsi la vita. Papanicolau morì a Miami in Florida il 19 febbraio del 1962 ed ancora oggi, l’attuale test di screening si basa sulla sua geniale intuizione.


Il ciclo di lezioni organizzate dall’associazione Futuro Possibile di via Nicolodi, ha lo scopo di contribuire a diffondere un’ attitudine più attiva nei confronti dei problemi di sanità pubblica, informando le persone sulle soluzioni e sui consigli offerti dalla medicina e sviluppando, in tal modo, una maggiore consapevolezza sulla propria salute.    


 


Andrea Gambardella