POSITANO, CROLLO DEI PINI IN SPIAGGIA. INTERVIENE IL WWF

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Positano. Parte una segnalazione del WWF sulla vicenda del crollo del pino sulla spiaggia di Positano, mentre sono a rischio anche gli altri 7 alberi che erano diventati ormai la cartolina del paese. Ma anche il gruppo consiliare Positano, Giovane e Libera vuole dei chiarimenti. “Se è il caso chiederemo al Comune di costituirsi parte civile, c’è stata sicuramente superficialità, per le responsabilità non saprei, ma vogliamo chiarimenti e, se vi sono, dei risarcimenti alla collettività. Ma è su tutta la fase dei lavori alla Spiaggia Grande che non veniamo ascoltati, ne vengono ascoltati i cittadini. Abbiamo molte perplessità, da interventi secondo noi superflui e impattanti, ad altri che riguardano il modo con cui si sta operando, da ultimo anche sui pini, perplessità per la maggior parte sollevate personalmente anche al sindaco.” Giuseppe Fusco, portavoce del gruppo di consiglieri staccatisi dalla maggioranza di Domenico Marrone, è amareggiato. “Assurdo che sull’episodio di pini ci sono state varie segnalazioni, finanche articoli e nessuno si è mai curato di prendere provvedimenti – ha detto Fusco -, noi chiederemo al Comune di accertare con esperti la responsabilità del fatto ed eventualmente chiedere al Comune di costituirsi parte civile.” La vicenda dei lavori sulla spiaggia che potevano arrivare a minacciare i Pini d’Aleppo fu sollevata alcuni giorni prima del crollo del principale albero sulla spiaggia dalla stampa. I motivi di allarme erano gli scavi di 30/40 centimetri per far la base per un massetto di cemento per lo “stradone” e gli evidenti tagli di radici, poi la fretta con la quale si procedeva ai lavori, senza tenere conto della folta chioma che appesantiva gli alberi, che poi venivano ad essere indeboliti dagli scavi, ma anche per i motivi di sicurezza. L’area non è transennata in maniera tale da garantirla ed il pericolo di una caduta permane “Questa vicenda è piena di dubbi – dice Claudio d’Esposito del WWF – Ancora una volta all’indomani di lavori pubblici si abbattono gli alberi, così a Sorrento come a Positano, e si dà sempre la colpa solo ed esclusivamente agli eventi atmosferici, ma non è così. I danni provocati dalle opere eseguite attorno al colletto dell’albero sono evidenti, lo scavo e il taglio delle radici potranno avere in futuro gravi ripercussioni sulla salute e sulla vitalità delle stesse piante se non si interviene immediatamente a porvi rimedio…inoltre l’area attorno agli alberi é stata ulteriormente cementata…non è normale che si facciano questi tipi di interventi…quando si ha a che fare con opere edili che riguardano l’area di sedime delle piante ci vorrebbe sempre un agronomo qualificato a seguire i lavori e garantire la salute delle piante e l’incolumità delle persone. Spesso si ignora che un albero non cade necessariamente perché è storto mentre invece può risultare molto più a rischio quando è malato…e dalle gravi e scellerate ferite inferte alla base delle piante, con evidenti lesioni alla corteccia, tagli sfrangiati e radici recise, se non si interviene prontamente a curarle, potrebbero subentrare patogeni e infezioni fungine. La realtà è che non si dà alcun valore alle piante…se fosse caduto un lampione o si fosse danneggiata una panchina o un muretto, o qualsiasi altro oggetto, allora si sarebbe prontamente richiesto un risarcimento danni!!! E’ ovvio che si ignorano i molteplici benefici degli alberi…di carattere ambientale, sociale, salutistico ed economico. La American Forestry Association ha valutato in circa 57.000 euro il valore globale di un albero urbano di 50 anni… per la sue numerose funzioni: dall’assorbimento di CO2 (stoccaggio del carbonio) al miglioramento della qualità dell’aria, dalla riduzione dell’inquinamento acustico alla mitigazione del clima (attraverso la traspirazione le piante refrigerano l’aria), dai benefici alla salute psico-fisica (la semplice visione della vegetazione riduce il battito cardiaco e favorisce l’abbassamento della pressione) al ruolo estetico paesaggistico e ambientale. Ma probabilmente tutto ciò si ignora, come si ignora che – se un albero cresce su di una spiaggia con il livello del mare ad 1 metro al di sotto – è comprensibile che le sue radici non possano svilupparsi in profondità dal momento che l’acqua salata creerebbe seri problemi alle funzioni osmotiche dei capillari. Tutto ciò ci porta ancora una volta ad una logica ed univoca deduzione: o si ignora tutto quanto sopra detto e quindi siamo ancora una volta di fronte a “danni” provocati da “ignoranti” oppure semplicemente non c’è considerazione ne’ sensibilità per gli alberi …o forse c’è qualche altra spiegazione che, ahinoi, si ignora!!!”
“La colpa è stata del forte vento…la pianta era pesante…noi non sappiamo come potare questi alberi, il cestello non può scendere – dice Marrone -, abbiamo chiamato vari enti per verificare se queste piante sono pericolose o meno. ” “L’albero può diventare pericoloso se lo si fa ammalare e morire… questi danni si potevano evitare.”
Questi alberi sono pericolosi o non pericolosi? Non si capisce, in ogni caso questi lavori vanno transennati. E non lo sono in maniera sufficiente da garantire la mancanza di rischio. E seguiti magari da tecnici che abbiano la possibilità di essere presenti nei cantieri tutti i giorni facendo l’interesse della committenza e cioè del Comune e indirettamente della collettività. Bisogna fermarsi, intervenire per mettere in sicurezza gli alberi, possibilmente non abbattendoli, e poi continuare i lavori sentendo anche i cittadini ogni tanto.
Michele Cinque