PRODI: CHIEDO VOTO MOTIVATO, QUALE ALTRO GOVERNO?

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16:26 FABRIS, CUSUMANO SI DIMETTA – “Il senatore Nuccio Cusumano si deve dimettere”. E’ quanto chiede il capogruppo dell’Udeur alla Camera, Mauro Fabris, arrivato al Senato dove è in corso la discussione sulla questione di fiducia posta dal Governo. Fabris ricorda come il posto da senatore Cusumano lo debba chiaramente alla volontà del leader del Campanile, Clemente Mastella: “Cusumano è in Senato perché Mastella due anni fa ha optato per la Calabria”. Per il capogruppo dell’Udeur alla Camera quindi “Cusumano deve rassegnare le dimissioni perché non può rappresentare se stesso”. Fabris difende poi l’altro collega di partito, Tommaso Barbato, e lo sfogo che quest’ultimo che ha avuto nell’Aula di Palazzo Madama: “Il suo sfogo è comprensibile perché tra l’altro Barbato è un senatore della Campania e non può che essere contro Cusumano che oggi tradisce il partito e gli elettori”. A chi gli chiede se gli sputi non siano però eccessivi, Fabris replica solo: “Io non c’ero ma mi si dice che non sia andata cosi”.

16:21 BARBATO,SE MI AVVICINAVO SPUTAVO A CUSUMANO
“Io non mi sono avvicinato…magari avessi avuto la possibilità, gli avrei sputato in faccia”: così Il senatore Tommaso Barbato, capogruppo dell’Udeur in Senato, dopo lo ‘scontro’ in aula con il senatore Nuccio Cusumano ‘reo’ di aver attaccato il leader del partito Clemente Mastella. Barbato, dopo l’incidente, entra chiaramente scosso alla buvette, accerchiato da un gruppo di giornalisti, afferma urlando: “Cusumano non poteva parlare male di Mastella. Ha avuto tutto quello che voleva. E’ un accattone”. Poi incalzato continua “Questo Paese non risorgerà mai se ci sarà gente di merda a rappresentarlo”. Poi, più calmo davanti alle telecamere, Barbato precisa: “Lui (Cusumano) dice di aver deciso per l’interesse del paese. Io sò solo che l’ufficio politico ha deciso di votare contro la fiducia e lui era d’accordo. Cosa è successo in questi giorni? Gli hanno promesso qualcosa? Io non lo so. So solo che così si lavora contro le istituzioni e per l’antipolitica”.

16:03 CUSUMANO AGGREDITO, HA MALORE IN AULA
Il capogruppo dell’Udeur al Senato Tommaso Barbato ha aggredito Nuccio Cusumano subito dopo l’intervento nel quale l’esponente del Campanile ha annunciato il suo sì al governo Prodi. Cusumano, dopo essersi messo a piangere, si è sdraiato tra i banchi colto da malore. Ora dei colleghi gli sono intorno per cercare di prestargli i primi soccorsi. Barbato ha gridato a Cusumano degli insulti, tra cui “cornuto e frocio”. Poi, è stato allontanato dai commessi e da alcuni senatori del centrodestra. Ora sta arrivando tra i banchi di Palazzo Madama il medico del Senato per prestare le prime cure. Barbato, subito dopo l’intervento del senatore dell’Udeur, era arrivato sotto al banco per aggredirlo, apostrofandolo con parole come ‘traditore, venduto, pagliaccio’ e facendogli con le mani il segno della pistola. Cusumano era rimasto immobile al suo posto e poco dopo era scoppiato a piangere. Poi è stato colto da malore. E la seduta é stata sospesa dal presidente Franco Marini. Dopo dieci minuti, la seduta è ripresa. “Barbato è arrivato e gli ha sputato in faccia. A quel punto, Cusumano si è sentito male, piangeva e poi è svenuto”, ha raccontato fuori dall’aula il presidente della commissione Difesa al Senato Sergio De Gregorio.

15:57 CUSUMANO, VOTO LA FIDUCIA A PRODI
Il senatore dell’Udeur Nuccio Cusumano ha detto in aula che voterà la fiducia al governo Prodi, sostenendo di scegliere “in solitudine, e in coerenza” per il Paese.

15: 45 CUSUMANO SI DISSOCIA DALL’UDEUR
  Il senatore Nuccio Cusumano si dissocia in Senato dall’Udeur sul voto di fiducia al Governo Prodi. “Siamo allibiti – ha detto Fabris – perché Cusumano sta con Mastella fin dall’inizio; è un tradimento che non riusciamo a capire, ma che sicuramente non ha ragioni politiche, bensì di altro tipo”. Fabris ha quindi riferito che Cusumano si è iscritto a parlare per la discussione generale e non nelle dichiarazioni di voto finale.

15:46 COSSIGA, VOTERO’ FIDUCIA A PRODI MA E’ ULTIMA VOLTA
  – Francesco Cossiga dichiarerà in Senato che voterà a favore del governo Prodi per carità di patria, aggiungendo che “questa volta sarà l’ultima, perché la democrazia e il sistema politico italiano non può passare da cardiopalma a cardiopalma”. “Quanto se la è presa il caro collega senatore Turigliatto. Io – sostiene – credevo che da buon marxista leninista e trotzkista lui non si sentisse altro che organo del popolo che lo ha eletto nell’Unione per sostenere Romano Prodi. E vedo che se la è presa anche l’amico democraticocristiano Barbato dimenticandosi però che l’altro democratico cristiano senatore Cusumano ha già dichiarato che voterà a favore del Governo. E poi sinceramente mi guardo bene dall’augurarglielo ma Clemente può avere ancora un piccolo malore che lo costringa a fermarsi dal lungo viaggio da Ceppaloni a Roma impedendogli di arrivare in tempo per votare”. “Io almeno dichiarerò che voterò a favore del governo Prodi per carità di patria – conclude – ma che questa volta sarà l’ultima perché la democrazia e il sistema politico italiano non può passare da cardiopalma a cardiopalma”.

15:34 FISICHELLA, SI EVITI VOTAZIONE SU FIDUCIA 
“Per prudenza politica il presidente del Consiglio eviti in Senato la prova del voto”. Lo ha detto nell’Aula del Senato Domenico Fisichella, del gruppo Misto, intervenendo al dibattito sulla fiducia chiesta dal governo Prodi. Fisichella ha ribadito che non voterà la fiducia al governo Prodi “visto che dallo scorso 20 dicembre ad ora la situazione non è migliorata ma è anzi peggiorata, con una immagine internazionale del Paese a dir poco imbarazzante rispetto alla quale l’Esecutivo non è riuscito a far nulla. Dopo quanto è successo ieri alla Camera – ha proseguito – ritengo sarebbe giusto sottoporre la valutazione al presidente della Repubblica. Se il presidente del Consiglio insiste per il voto di fiducia qui al Senato e venisse bocciato verrebbe meno l’ipotesi di un nuovo mandato a Prodi”. Da qui l’invito “per prudenza politica” ad evitare in Senato la votazione.

15: 32 PRODI, CON FIDUCIA FORSE CAMBIERO’ LA COMPOSIZIONE DEL GOVERNO

“Vi chiedo la fiducia assicurandovi che sono ben consapevole che il governo stesso dovrà rafforzare le sue capacità decisionali, snellire le sue procedure, migliorare la sua resa, forse ridefinire le sue strutture e la sua composizione”. Lo ha detto il premier Romano Prodi parlando al Senato.
“Ho deciso di essere qui oggi – afferma Romano Prodi nel suo discorso al Senato –  a chiedere un voto esplicito e motivato e nessuno può sottrarsi nel dovere di dire quale altre maggioranza chiede al posto di quella attuale”.

15:20 PRODI, STOP GOVERNO LUSSO CHE ITALIA NON SI PUO’ PERMETTERE
“Arrestare l’esperienza di questo governo è un lusso che l’Italia non si può permettere”. Lo ha detto Romano Prodi parlando a Palazzo Madama. “Ai senatori e alle senatrici – ha concluso – chiedo la fiducia per riprendere con rinnovato slancio quel processo riformatore di cui il Paese ha bisogno”.

15:17 PRODI, QUI AL SENATO IN RISPETTO PRINCIPI COSTITUZIONE “Sono qui al Senato per rispettare e applicare la Costituzione con lo spirito dei Costituenti. La Carta non prevede infatti la prassi delle crisi extraparlamentari, mozioni di sfiducia individuali a un ministro”. Lo ha detto Romano Prodi spiegando le ragioni che lo hanno spinto a parlare oggi a Palazzo Madama per chiedere la fiducia.

15:15 PRODI, CONTRO MASTELLA VERGOGNOSO OPPORTUNISMO
Il premier Romano Prodi ha aperto il suo intervento al Senato esprimendo la solidarietà sua e del Governo a Clemente Mastella contro il quale – ha detto – ci sono state “strumentalizzazioni che si sono moltiplicate con vergognoso opportunismo”. Romano Prodi ribadisce il suo apprezzamento, e quello di tutto il governo, per la relazione sulla giustizia presentata da Clemente Mastella quando ricopriva la carica di Guardasigilli. “E’ una relazione – ha detto intervenendo al Senato – condivisa pienamente dal Consiglio dei ministri e che mette in evidenza luci ed ombre della giustizia in Italia e che sostiene ed apprezza il lavoro dei giudici, come ordinamento”.


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ALMUNIA: CRISI SGRADITE, CHIARIRE AL PIU’ PRESTO
“Penso che c’é una difficile situazione del governo al Senato e penso che la situazione politica debba essere chiarita il prima possibile. Ritengo che solo in questo modo si potranno affrontare gli argomenti veri, come i problemi dell’economia, che comunque rappresentano una questione molto politica”. Il commissario europeo agli affari economici e monetari, Joaquin Almunia, è tornato così a parlare della situazione politica italiana, ed in particolare delle difficoltà del governo, a margine del World Economic Forum in corso a Davos sottolineando che, con l’attuale congiuntura dei mercati, “le crisi politiche sono in questo momento particolarmente sgradite”. “Stiamo vivendo – dice – un periodo di grandi difficoltà economiche, di turbolenze, di volatilità: tutti i Paesi hanno bisogno di governi forti con il sostegno di tutte le parti del parlamento, non solo delle maggioranze ma anche delle opposizioni”. Per Almunia “c’é bisogno di decisioni, da prendere, non possono aspettare. Le turbolenze vanno affrontate con freddezza, capacità decisionale, capacità di riportare fiducia tra i consumatori”.




















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                                     MICHELE DE LUCIA

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