I TRUFFATORI DELLA RETE, ITALIA SESTA AL MONDO

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P iccola dimostrazione per gli scettici. O per chi crede che le storie di conti in banca svuotati dagli
hacker siano leggende metropolitane. Allora, aprire Google e digitare la frase «ecco la lista posizione». Risultato: una schermata con numeri di carte prepagate delle Poste. Era una catena di Sant’Antonio: migliaia di italiani hanno abboccato digitando il codice della carta. Ma la cosa peggiore è che chiunque poteva trovare quei numeri in Internet e usarli per comprare biglietti aerei, ferroviari e fare acquisti. A spese delle vittime.
Ladri e predoni della Rete
La truffa è stata bloccata più di un anno fa. Ma è un buon punto di partenza per descrivere la nuova frontiera della criminalità, l’informatica. Secondo le ultime statistiche della Polizia postale e delle comunicazioni, nel 2007 (sommando hacking e truffe) sono stati arrestati 83 pirati e truffatori della Rete. I denunciati sono 3.119. I cyber-investigatori hanno ricevuto 14.639 denunce e avviato 11.030 indagini. Ma quel che più colpisce è il numero di transazioni non riconosciute: circa 88 mila acquisti con carte di credito nel 2006 e più di 76 mila nel 2007 sono stati «rubati». Fatti da criminali che hanno trafugato i codici attraverso un virus infilato nei computer di casa, violando le banche dati di alberghi e siti di commercio elettronico, o più semplicemente rubandoli in ristoranti e negozi. Con un aumento vertiginoso di redditività: oltre 22 milioni di euro di acquisti- truffa negli ultimi due anni.
Il terreno di caccia
Battere ladri e predoni di Internet sarà una sfida per le polizie di tutto il mondo. Il punto chiave lo spiega Gigi Tagliapietra, presidente del Clusit (Associazione italiana per la sicurezza informatica): «Da 4-5 anni la malavita si è resa conto che la Rete non è solo un mezzo, ma soprattutto un mercato per truffare, rubare e riciclare denaro sporco». L’hacker «etico», quello che provava a violare i siti della Nasa o del Pentagono per dimostrare la propria abilità o per scopi politici, non esiste più. È finita anche l’epoca dei virus globali, come My love, che colpivano indiscriminatamente, propagandosi via mail e mandando in tilt i pc di chi apriva il messaggio. «Ora gli attacchi sono mirati — aggiunge Morena Maestroni, marketing manager di Trend Micro, uno dei colossi mondiali della sicurezza informatica — e nel 99 per cento dei casi hanno come scopo l’arricchimento».
Lo sviluppo del crimine informatico si deve a due fattori. Primo: crescono Internet, i suoi servizi e i passaggi di denaro online. Si stima che nei prossimi dieci anni il traffico aumenterà di 100 volte e gli utenti collegati saranno 5 miliardi. Conseguenze facili da intuire: «La microcriminalità si trasferisce in Rete perché ha a disposizione un numero di vittime potenzialmente infinito — spiega Tagliapietra — e perché il rapporto tra rischi e ricavi è molto più vantaggioso di qualsiasi altro crimine».
Mail esca e pc «zombie»
Lo chiamano phishing, edèla più diffusa truffa via Internet. Nella casella di posta elettronica arriva la mail di una banca (casi recenti: Popolare dell’Emilia Romagna, Generali, Banca di Cividale), delle Poste (settima azienda al mondo più colpita nel primo semestre 2007), siti di ecommerce (il 10 gennaio anti phishing.it ha denunciato un’ondata di truffe con vittima ebay). Funziona così: il messaggio ha una schermata identica a quella delle aziende reali e spiega che il conto è bloccato per motivi di sicurezza, o propone nuovi servizi, o chiede una verifica. Il tentativo comune è quel
Il phishing
È il metodo più diffuso: arriva una mail che sembra della banca e avverte che il conto è bloccato. All’utente si chiede di digitare i propri dati
I computer zombie
In Italia sono 200 mila, gli hacker hanno il pieno controllo del pc senza che il proprietario se ne accorga. In genere una banda ne controlla migliaia




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