L´IRA DELL´UNIONE EUROPEA: "BASTA ALIBI. RISOLVETE L´EMERGENZA."

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NAPOLI – «Le continue violazioni della normativa europea sull’ambiente in Campania devono finire». Il commissario Ue all’Ambiente, il greco Stavros Dimas stavolta perde la pazienza e replica a muso duro. Parole indirizzate al Governo italiano e alla Regione Campania, ancora ferme a trovare le discariche e incapaci di togliere la spazzatura dalle strade. Ma indirizzate anche al capo dello Stato, Giorgio Napolitano, che ieri aveva quasi considerato eccessiva l’attenzione della Ue al caso-rifiuti («negli ultimi tempi il problema drammatico dell’emergenza rifiuti in Campania ha preso un rilievo che forse va al di là di ogni giusta misura», aveva detto il presidente della Repubblica).

Perciò Dimas imbraccia lo spadone e mena fendenti, minacciando anche dure “punizioni” (leggi multe) all’Italia. «La Commissione continuerà a fare pressione sul governo italiano – dice Dimas – per risolvere la crisi ed è pronta a portare avanti le sue procedure legali contro l’Italia. Quella di cui siamo testimoni in questi giorni a Napoli – aggiunge – non è una crisi che arriva inaspettata. E’ il culmine di un processo di oltre 14 anni di insufficiente applicazione della normativa europea sui rifiuti, per il quale l’Italia è stata ripetutamente condannata dalla Corte europea di giustizia».

Napolitano e Bassolino
Quindi, nessun accanimento, contro l’Italia e la Campania né sottolinetura eccessiva di un problema che Bruxelles segue con «profonda preoccupazione per l’accumularsi di rifiuti nelle strade di Napoli e di città vicine e per le disastrose implicazioni sulla salute dei residenti locali e per l’ambiente dello smaltimento illegale dei rifiuti».

Dimas sgombra il campo anche dai possibili alibi utilizzati per i ritardi, i lassismi e le inefficienze. «Spesso si citano speculazioni sul ruolo della criminalità organizzata, ma esse non dovrebbero essere utilizzate per nascondere il fatto che la causa più diretta della crisi dei rifiuti sembra essere la mancanza di azione e di volontà politica nell’adottare le necessarie misure per risolvere il problema della gestione dei rifiuti». Un’insipienza che il commissario greco rileva soprattutto per il decreto del maggio 2007 (che prevedeva l’apertura di 4 discariche) rimasto praticamente lettera morta e costato il posto a Bertolaso. Perciò la nuova iniziativa di Prodi «è un passo ancora più ambizioso», ma avverte Dimas, «resta elemento cruciale il tempo di attuazione per questa azione, che deve essere immediato».
15 gennaio 2008