Positano, Vallone Porto: fermati i lavori. Progetti da rifare

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L’audizione della VII Commissione Ambiente della regione Campania, presieduta dal Consigliere dei Verdi, Michele Ragosta, si è conclusa con la decisione di rivedere l’intero progetto che riguarda l’oasi del Vallone Porto. Pertanto, al momento, i previsti lavori saranno fermati. All’audizione hanno partecipato: Andrea Fienga, rappresentante del WWF della Costiera Amalfitana, Giancarlo Chiavazzo, rappresentante di Legambiente, Raffaella Di Leo di Italia Nostra, il Presidente del Parco dei Monti Lattari, Anna Savarese, l’autorità di Bacino Destra Sele, i tecnici dell’autorità di Bacini, il Dr. Barretta in rappresentanza dell’assessorato regionale all’ambiente. Presenti, inoltre, la Comunità Montana, il rappresentante del settore Difesa del suolo, il Comune di Positano con responsabile tecnico Raffaele Fata  e vicesindaco Gaetano Marrone, il Consigliere Gerardo Rosania (PRC), il consigliere Gagliano Salvatore (AN), la rappresentante del consigliere Antonio Scala. Una partecipazione molto alta, dunque, a dimostrazione del fatto che il timore che il Vallone Porto, una delle poche oasi incontaminate che ancora, incredibilmente, resistono agli interventi della mano dell’uomo, possa essere devastato, sta da tempo albergando nell’animo di tanti e non solo degli ambientalisti. Da più di un anno i cittadini di Positano e dei comuni limitrofi si stanno opponendo a questo progetto. Un progetto, tra l’altro, che parla di lavori di sistemazione idraulico – forestale.Per cui, a molti potrebbe suonare strano che ci si possa opporre a lavori di messa in sicurezza.Il problema è che il sito in questione ha bisogno solo di interventi di manutenzione ordinaria e non di intervetni invasivi come le previste briglie di contenimento in cemento armato.Le relazioni geologiche hanno dimostrato in modo molto esaustivo che gli episodi che sono avvenuti nel passato, come l’evento franoso di Monte Catiello del gennaio 2002, o gli incendi boschivi di località Canocchia e Campo dei Galli del 2000 sono stati causati dall’uomo e non da cause naturali.Dopo aver discusso, in modo molto partecipato, sull’opportunità o meno di fare questo tipo di intervento, è arrivato il consenso da parte di tutti gli interessati ad operare modifiche al progetto.Disponibile si è detto il Segretario dell’Autorità di Bacino Destra Sele, Stefano Sorvillo. Così come Ottavio Fusco della Comunità Montana.Ma il responsabile tecnico del Comune di Positano ha mostrato qualche perplessità “rivedere il progetto, significa ricominciare daccapo e corriamo seriamente il rischio di perdere i finanziamenti che sono stati già erogati dal settore difesa del suolo”. dichiara.Il Presidente Ragosta ha proposto, allora al responsabile Difesa del Suolo, presente, una proroga della scadenza dei termini del finanziamento.La stessa richiesta è arrivata dal consigliere Gerardo Rosania “Bisogna stabilire una proroga congrua del finanziamento. Necessita un lasso di tempo utile per cercare di evitare, utilizzando la verità dei fatti, ricadute negative di carattere ambientale, e che consenta la riscrittura progettuale. L’indice di riduzione del rischio ci deve essere. Devono essere mantenuti gli interventi di manutenzione ordinaria, ripristinare le briglie esistenti. Per la costruzione delle nuove briglie bisogna trovare soluzioni meno impattanti. In ultima analisi,- conclude Rosania – bisogna incominciare, a parlare del problema dell’alveo tombato. Credo che questo, rispetto alle briglie nel Vallone, abbia sicuramente una priorità maggiore”.
Questo ultimo concetto è stato ribadito anche da Raffaella Di Leo che dopo aver dichiarato la netta opposizione al progetto di Italia Nostra da lei rappresentata, ha sottolineato che “spesso gli interventi dell’uomo, anche quando si fanno con le migliori intenzioni, possono essere nocivi per l’ecosistema. Per questo gli interventi devono essere mirati e devono soddisfare le esigenze e le specificità dell’area interessata”. Il rappresentante del settore Difesa del Suolo si è detto disponibile. Ora si dovranno solo trovare le opportune soluzioni tecniche.Per il momento, intanto, si ferma tutto
“Sono soddisfatto dell’esito dell’audizione odierna”- dichiara a caldo il consigliere Antonio Scala – Gli interventi progettati per il Vallone Porto, anche se rientrano nel piano di mitigazione del rischio idrogeologico, non si adattano alle reali necessità del luogo e avrebbero un negativo impatto ambientale. Si tratta di una zona estremamente fragile, con fauna e flora uniche al mondo. Non possono essere fatti interventi invasivi come briglie di cemento armato previste dal progetto”.
“La soluzione trovata nell’audizione, – continua Scala – grazie anche alla sensibilità e all’intervento del Presidente Ragosta, soddisfa tutti. Non si perderanno i fondi, peraltro, già stanziati, perché il dirigente del settore difesa del suolo ha garantito una proroga dei finanziamenti, quindi, al Comune sarà dato il tempo necessario per rivedere il progetto. La Comunità Montana ha dichiarato che è sempre stata disponibile ad eventuali variazioni. Associazioni ambientaliste, insieme al sottoscritto, che si è fatto loro portavoce, hanno allontanato il timore reale che il prezioso ecosistema di Vallone Porto possa subire alterazioni o devastazioni”. “Ora – conclude Scala – non resta che aspettare la stesura del nuovo progetto. Ma la disponibilità mostrata da tutti al tavolo dell’audizione, fa sperare in un intervento, sicuramente, più mirato”.


Eleonora Gitto


(Nella foto di E’ Costiera  la tombatura ad Arienzo che ha causato problemi in passato e che non è stata oggetto di interventi in alcun progetto, Ndr)


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