MOZZARELLA DI BUFALA E ORTAGGI CROLLANO DEL 35 PER CENTO

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l’emergenza rifiuti in Campania sta portando le aziende del comparto agroalimentare al tracollo. A causa del problema sembra essersi sviluppata, dice l’organizzazione, «una vera e propria psicosi per i prodotti campani». Più del 35 per cento della produzione di frutta e ortaggi, denuncia la Cia, è rimasta invenduta. «Gli allarmismi scaturiti dalle immagini dei rifiuti che hanno fatto il giro del mondo e dalla paura di contaminazione da diossina hanno fatto crollare anche le vendite di latte (-20%), formaggi, mozzarella di bufala in testa (-40%) e di olio e vino (-25%)». Anche per l`agriturismo «è una dèbacle», aggiunge la Cia, con calo tra il 25 e il 35 per cento delle presenze. «Come nel 1986 – spiega l’organizzazione – occorre adottare una serie di misure per risarcire gli agricoltori che hanno subito danni ingenti e bonificare i terreni». urgente rimuovere al più presto la spazzatura dalle strade delle città, «anche per proteggere le campagne intervenendo in modo strutturale con un piano di bonifica e riqualificazione del territorio e del paesaggio messo a rischio dalla cattiva gestione ambientale». A sostenerlo è Coldiretti, che annuncia una iniziativa promossa da venti associazioni ambientaliste, dei consumatori e della società civile «che prevede tra l`altro bonifica dei territori e riconversione a fini energetici delle coltivazioni». A causa dell’emergenza continuano, denuncia l’organizzazione, a piovere disdette negli agriturismi. Non solo, ma anche molte richieste di prodotti alimentari sono annullate. Le disdette, spiega Coldiretti, riguardano il 30% delle operazioni. Il danno complessivo, secondo una stima della stessa organizzazione, potrebbe ammontare a mezzo miliardo di euro