ITALIA NOSTRA DEMOLITE A POGEROLA

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Cava dei Tirreni. L’emergenza rifiuti si è fatta sentire anche per il convengo “La tutela del paesaggio e lo sviluppo urbanistico della città a venticinque anni dalla pubblicazione del PUT” , Organizzato dall’associazione femminile “La Rosa di Gerico” e dalla sezione locale di “Italia Nostra” presso il convento Santa Maria al Rifugio di Cava dei Tirreni, per cui sono venuti a mancare il Ministro Pecoraro Scanio e gli assessori regionali, ma non motivi di spunto forti e denunce. In primis quella di Italia Nostra che ha fatto un appello, a distanza da dieci anni, per la demolizione dei 250 vani abusivi presenti ad Amalfi nella frazione di Pogerola.
“Nel settembre del 1997 Italia Nostra – ha detto Raffaella Di Leo, presidente regionale di Italia Nostra -, ha rivolto alle massime autorità dello Stato un appello per la demolizione di una colata di cemento abusiva di proporzioni devastanti che aveva sconvolto il paesaggio della vallata di Pogerola ad Amalfi nella Costiera Amalfitana, quell’appello aveva raccolto firme autorevoli ma nei dieci anni trascorsi nulla è cambiato, nel gennaio 2008 quando sono già state avviate le celebrazioni per i sessanta anni della Costituzione, Italia Nostra torna a rivolgere un forte appello alle massime autorità dello Stato perchè onorino nella Costiera Amalfitana l’articolo 9 della Costituzione.” Il convegno è stato introdotto da Giuseppina Buongiorno della associazione Rosa di Gerico che ha presentato per i 25 anni dall’istittuzione del Put volumetto “Piano urbanistico territoriale dell’area sorrentino-amalfitana” con contributi di Vezio De Lucia, Edoardo Salzano, Antonio di Gennaro, Bernando Rossi Doria, Mario De Cunzo, Luigi De Falco e con un testo di Luigi Scano, dà la possibilità di riparlare di questo strumento urbanistico, importante per la tutela dei due territori. “Senza questo strumento la Costiera Amalfitana sarebbe stata totalmente invasa dal cemento – ha detto l’architetto Vezio De Lucia -, ma esso comunque non è stato rispettato ne applicato. Purtroppo si moltiplicano i casi in cui sono gli Enti pubblici a proporre e sostenere opere incompatibili con le leggi esistenti, avallando la percezione dell’opinabilità delle norme. E’ largamente diffusa la convinzione, per molti rassicurante, per molti preoccupante, che il processo di pianificazione in atto (Ptr e Ptcp) ed in previsione (Piano del Parco), con la conseguente decadenza del PUT, ne vanificherà la logica e gli effetti. Invece il Put dovrebbe essere preso a modello per tutta la Campania” Fra gli argomenti in discussione il coordinamento fra i vari strumenti urbanistici che interesseranno Cava de Tirreni e la Costiera Amalfitana.I lavori, moderati dall’avvocato Giuseppina Buongiorno e dall’architetto Francesco Santoro, hanno visto gli interventi di Raffaela Di Leo, presidente della Sezione della Campania di Italia Nostra, Vezio de Lucia, urbanista, Maria Gabriella Alfano e l’assessore all’Urbanistica di Cava Rossana Lamberti. Un dibattito a più voci, sono intervenuti architetti, tecnici,avvocati (di rilievo l’intervento dell’avvocato Accarino che ha sottolineato che il piano sia uno strumento duttile, rispondente alle esigenze di un territorio che si sviluppa e quindi il superamento della visione statica del Put) portatori di esigenze, di bisogni della comunità, ma anche di una grande necessità di lavorare per la difesa del territorio. «La Rosa di Gerico si batte per il rispetto del territorio, ma anche per un coinvolgimento nelle sue scelte», ha affermato Giuseppina Buongiorno. Il nodo che assilla gli urbanisti e soprattutto i difensori del Put è il rapporto tra il piano dell’87 e il nuovo processo di pianificazione in atto il Ptr( piano territoriale regionale ) e il Ptcp ( piano territoriale ordinamento provinciale ). Di Leo, De Lucia e la stessa Alfano insistono il Put non va modificato. «I contributi sono voci autorevoli che raccontano dall’interno gli eventi, le battaglie ideali, che rappresentano le peculiarità del territorio ed hanno preservato per anni da scempi un territorio, hanno difeso gli interessi di comunità», hanno spiegato Di Leo e De Lucia e aggiungono che si augurano che il Ptr, il Ptcp rimuovino gli ostacoli culturali ed operativi per quella politica attiva di tutela e riqualificazione dell’ambiente. Sanno anche che, e lo ribadisce riferendosi all’adeguamento al Put di Cava Gabriella Alfano, responsabile nel passato all’Urbanistica, gli spazi di manovra sono esigui . Più possibilista e meno intransigente, anche se rispettosa del valore del Put, l’assessore alla qualità del Disegno Urbano di Cava. «L’amministrazione Gravagnuolo vuole dotare la città del Puc quale unico mezzo per la rinascita della stessa, A supporto di tale volontà l’analisi socio economica, una serie di dati di crescita. Tuttavia mentre ribadiamo e motiviamo tale scelta, confermiamo di non voler rinnegare la grande valenza del Put e dei suoi fini di tutela dell’ambiente».  “In questi mesi in Campania si vanno definendo il Piano territoriale regionale (Ptr) e i Piani territoriali di coordinamento provinciale (Ptcp) – spiega Raffaella Di Leo -.. I piani provinciali potrebbero avere valenza paesaggistica se elaborati rispettando le intese istituzionali stipulate dalla Regione Campania con i Ministeri dell’Ambiente e dei Beni Culturali. Contemporaneamente è stato istituito il Parco regionale dei monti Lattari e si avviano le procedure per la formazione del Piano del Parco. Questo momento intenso di attività pianificatoria naturalmente coinvolge i territori della penisola sorrentino-amalfitana per i quali è stato redatto negli anni settanta uno strumento di pianificazione (Ptpp) che era insieme piano territoriale di coordinamento (ai sensi della legge urbanistica del ‘42) e piano territoriale paesistico (ai sensi della legge sul paesaggio del ‘39), adottato dalla Giunta regionale nel 1977. Il PUT è stato (ed è) vissuto sul territorio come uno strumento rigidamente vincolistico, contrariamente alla sua vocazione ed alla logica che ha presieduto alla sua elaborazione, innovativa per i tempi e straordinariamente attuale oggi.. I forti interessi speculativi che la preziosità del territorio sollecita e che il comportamento della Regione ha in qualche modo favorito con l’approvazione di leggine che hanno indebolito la normativa di salvaguardia del PUT, hanno nel corso degli anni determinato il proliferare di interventi inadeguati, abusivi o legittimati in deroga, con la conseguente mole di improponibili richieste di condono, decreti di abbattimento non eseguiti, giornalieri sequestri di cantieri. Il caso di Pogerola è emblematico.”
Michele Cinque