PIANURA SEMBRA BEIRUT

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La redazione di Positanonews è stata a Pianura ben quattro volte, anche questa notte, il solo Giovanni Russo (videoporatore e fotografo che sta seguendo la cosa per noi e per Metropolis Tv) è rimasto sul posto. “Sembra di vivere il clima delle quattro giornate di Napoli dopo la seconda guerra mondiale o di stare a Beirut il giorno dopo un bombardamento”, dice Giovanni Russo, “ho potuto usare poco la cinepresa, la gente è inferocita, ma in buona fede si sente presa in giro, una protesta che non sembra nascere dalla camorra ma da cittadini che reclamano il loro diritto a vivere ” D’altra parte la camorra ha interesse a che si usano le discariche (vedete sezione news Campania per i retroscena) e non che si risolva il problema, ma spesso e volentieri si usa la camorra come paravento, poi perchè a Salerno non si presentano gli stessi problemi? Non a caso De Luca aveva chiesto inutilmente quei poteri che solo oggi Prodi gli ha conferito ma che proprio per il contrasto politico con Bassolino non ha mai avuto. Ma non vorremmo andare in un campo minato. La politica ha sbagliato. Punto. Camorra o non camorra. I call center fantasma, con una condanna a tre milioni di euro di cui nessuno ha parlato se non ora, le consulenze ed altro ancora, già dopo il servizio di Report dell’anno scorso Bassolino doveva dimettersi. Altro pretesto, c’è il Commissario. Colpa della camorra, colpa del Commissario, colpa degli ambientalisti, colpa dei Vescovi, la prossima volta sarà colpa del lupo cattivo. Basta. Le dimissioni sono l’unico atto dignitoso in situazioni del genere. Ma si perderebbe potere e prebende. Forse dovrà pensarci il Governo, promeatur ut remoatur. Si vedrà. Si cammina tra le macerie di una battaglia: pietre, pezzi di vetro e di ferro, cassonetti rovesciati, rottami di auto annerite dall’incendio e montagne di rifiuti. Un’altra giornata di guerriglia a Pianura. I manifestanti non abbandonano le barricate. Se la prendono con le istituzioni, con i pompieri, con i giornalisti e gli operatori tv. Strappano i cartelli stradali, ritornano a dar fuoco agli autobus. Alcuni giovani si muovono tra i manifestanti con il volto coperto. Scandiscono slogan contro gli agenti. Il clima resta teso. Con gli sfollagente, la polizia cerca di allontanare i più facinorosi. Un gruppetto di adolescenti in motorino fa la spola tra i manifestanti e le piazze dove sono radunate le forze dell’ordine per avvertire di improvvisi spostamenti delle unità antisommossa. “Ieri c’erano migliaia di persone inferocite, poi sono arrivate 50 camionette della polizia da aver paura – racconta Giovanni Russo -, poi in serata se ne sono andate quasi tutte, lo scopo è di far andar via donne e bambini perchè la polizia non vuole avere giustamente problemi, ma poi ritornano. Sono stato a dormire in auto che ho lasciato all’uscita della tangenziale perchè non si può andare più avanti anche se è stato tolto l’isolamento a Quarto per la discarica si può andar solo a piedi.” Video e reportage di Giovanni Russo verranno inseriti nella sezioni Web Tv al momento sono visibili con Metropolis Tv.

Michele Cinque

Rotti i blocchi intorno a Quarto. Le scuole, quelle aperte, restano vuote; le altre sono chiuse. In giro non si vede un autobus; la ferrovia Cumana è ferma. I banchi dei mercati della città sono sempre più vuoti; le farmacie lamentano difficoltà nell’approvvigionamento delle medicine. Dopo 48 ore, la polizia ha rotto i blocchi che isolavano i quarantamila abitanti di Quarto. Sono serviti i lacrimogeni e duecento agenti per scortare la pala meccanica che ha rotto i blocchi. Ma in strada restano migliaia di persone che si oppongono alla riapertura della discarica e i blocchi appena disciolti si riorganizzano più duri e decisi di prima.

Pronti a cospargersi di benzina. Per trascorrere la notte si sono portati tavoli e seggiole da casa. Non li spaventano né il freddo né le centinaia di agenti con il casco e lo sfollagente alla cintola. La gente è esasperata: c’è chi si dice pronto a cospargersi di benzina se i camion di spazzatura varcheranno il cancello della discarica. Su un lungo striscione con le foto del premier Romano Prodi, del sindaco Rosa Russo Iervolino e del ministro dell’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio campeggia la scritta: “La camorra non siamo noi, il nostro tumore siete voi”.




Notte di guerriglia. Una giornata di caos preceduta da una notte di guerriglia con molotov lanciate contro le auto della polizia e i camion dei vigili del fuoco. Un manifestante è stato arrestato, un altro è stato sorpreso con in mano una mazza di ferro. Otto i contusi negli scontri con le forze dell’ordine. In un rapporto inviato dalla questura al ministero dell’Interno, è emerso che a capo di un gruppo di facinorosi, c’era il figlio del sindaco di Quarto, Davide Secone, militante di un centro sociale della zona flegrea e considerato vicino all’area dei Carc, i Comitati di appoggio alla resistenza per il comunismo.

Strade invase dalla spazzatura. I roghi non accennano a diminuire. E anche oggi altre 1.500 tonnellate di immondizia sono rimaste abbandonate lungo le strade di Napoli. La Campania è al collasso: contro le 120 mila tonnellate di rifiuti in strada o accantonate in piazzole d’emergenza, l’azienda speciale per l’igiene urbana è riuscita a raccoglierne solo 100 tonnellate. Ma la gente di Pianura non vuole che la discarica riapra neppure un giorno. Dopo che per 42 anni ha assorbito l’immondizia di Napoli, della Campania, di pezzi d’Italia e d’Europa, gli abitanti della zona chiedono che sia mantenuta la chiusura decretata nel 1996.

A rischio i fondi Ue. L’Unione Europea minaccia di non versare i 330 milioni di euro destinati allo smantimento dei rifiuti in Campania per i prossimi sei anni. Il governo annuncia un piano speciale per combattere l’emergenza e nomina l’ex capo della polizia Gianni De Gennaro nuovo super-commissario. Gli occhi dell’Europa sono puntati su Pianura e la Campania. Anche se il rischio fondi non è “a breve termine”, la portavoce del commissario Ue all’Ambiente ha detto chiaro che per evitare il blocco dei finanziamenti, “gli annunci non possono più bastare”.

La Procura indaga. L’esercito chiamato a risolvere l’emergenza a Napoli è pronto a intervenire ma vuole 100 ruspe per contribuire alla rimozione dei rifiuti. Domani pomeriggio, i manifestanti di Pianura si riuniranno in piazza del Gesù per una fiaccolata nel centro di Napoli, “sotto le finestre dei palazzi del potere” mentre la Procura ha avviato un’indagine per comprendere se dal primo gennaio “le istituzioni abbiano preso misure a tutela della salute dei cittadini”.