POSITANO VALLONE PORTO AL VIA I LAVORI

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Positano. I lavori di bonifica al Vallone Porto si faranno nonostante le contestazioni di tutte le associazioni ambientaliste.Entro metà febbraio cominceranno i lavori della parte bassa del Vallone Porto, appaltati dalla Comunità Montana penisola amalfitana prima delle festività natalizie, il 14 dicembre scorso, ad una ditta di Caserta, ma presto anche il Comune di Positano potrebbe fare altrettanto. A levare l’allarme fu il WWF penisola sorrentina e, successivamente, contro questi lavori, considerati inutili e dannosi, l’associazione locale Posidonia, ma anche l’associazione Gea, Legambiente e Italia Nostra hanno sollevato delle perplessità. Due le tranche dei lavori, progettati dall’ingegnere Amalia Pisacane, una quella della Comunità montana penisola amalfitana, riguarda la parte bassa e già soggetta ad altri interventi, meno contestata dagli ambientalisti, l’altra riguarda la parte interna dell’oasi che ne metterebbe a repentaglio l’ecosistema che ha visto insorgere quasi tutte le associazioni, con pareri tecnici e l’intervento del professor Aldo Cinque che paventava oltre al rischio per l’ecosistema anche il rischio della possibile scomparsa della spiaggia di Arienzo a causa delle briglie che fermerebbero lo scorrere dei detriti del fiume. Un danno nel danno secondo Cinque. Ma niente da fare, anche questa parte dei lavori di bonifica (briglie e interventi vari giustificati dal rischio idrogeologico) starebbero per essere appaltati. “Abbiamo avuto due incontri con il Genio Civile – dice il vicesindaco Gaetano Marrone -, non abbiamo nessuna intenzione di stravolgere l’ambiente, ma il progetto così com’è per loro va bene.” Riunioni e incontri, interrogazioni regionali e fiumi di inchiostro ma non si è riusciti a far nulla. Una richiesta di convocazione della commissione regionale ambiente, fatta dal consigliere regionale Tonino Scala, finita nel nulla. Così nell’indifferenza generale, salvo l’impegno del WWF anche in questi giorni di festa, i lavori si faranno. “Stiamo ancora aspettando che ci riceva l’assessore regionale Gabriella Cundari – ha detto Claudio D’Esposito del WWF -, stiamo cercando di far di tutto per salvare quest’area.” Il WWF è intervenuto con forza in una battaglia disperata (il progetto era stato già approvato e non c’erano i termini per ricorrere) ed ha investito in risorse umane e tempo facendo il possibile con un appello che è giunto, inascoltato, in tutte le istituzioni, compreso il Parco dei Monti Lattari che appena istituito vede realizzare un intervento che lo priverà quasi sicuramente di un’oasi unica nel suo genere, facile pensare che dopo questo intervento questa area Sic non sarà più la stessa come ha detto lo stesso WWF nel suo documentato appello. “Nella splendida cornice della Costiera Amalfitana, nel Comune di Positano, sono stati previsti e finanziati lavori di sistemazione idraulico-forestale del Vallone Porto per consentire “la mitigazione delle situazioni di paventata pericolosità e dissesto legate ad eventi alluvionali” – recita l’appello -, e per far ciò si vorrebbero realizzare briglie selettive di trattenuta in cemento armato di 2 metri, la pavimentazione di un antico sentiero sterrato per facilitare l’accesso e la manutenzione delle briglie, 1’eliminazione delle essenze arboree lungo il letto del torrente, la sistemazione dei versanti marginali l’asse del torrente tramite palizzate e gabbionate a contenimento delle scarpate. Tali opere saranno messe in essere – nel bacino del Vallone Porto che rappresenta nel suo insieme un geotopo di impareggiabile valore paesaggistico e ambientale nel contesto geografico della Costiera Amalfitana, già dal 1997 iscritta dall’UNESCO nell’elenco dei beni Patrimonio Mondiale dell’Umanità. – in area inserita in un Sito di Interesse Comunitario (SIC IT8050051); – in zona di massimo pregio naturalistico, caratterizzata da importanti emergenze faunistiche e vegetazionali (è presente nel Vallone Porto la rarissima Salamandrina dagli occhiali – Salamandra terdigitata – specie endemica italiana inserita nella lista rossa tra gli anfibi in via di estinzione oltre a specie botaniche in rarefazione e indicatrici di condizioni microclimatiche uniche e particolari del Vallone Porto come Pteris cretica L. – Pteris vittata L. – Carex pendula Huds. – Holoschoenus australis L.) – in zona A (dove non è possibile realizzare opere in cemento) e C del Parco dei Monti Lattari; – in area sottoposta a vincolo paesistico-ambientale; Ma le considerazioni e valutazioni tecniche che hanno portato all’elaborazione del progetto per gli interventi nel Vallone-Porto parrebbero non corrispondere alla realtà e si ha ragione scientifica di ritenere che gli interventi previsti non faranno altro che peggiorare la situazione. Inoltre le opere, così come in progetto, rappresentano una chiara minaccia per le specie animali viventi nel vallone, che verranno irrimediabilmente eliminate per sempre. “…i lavori di sistemazione Idraulico-forestale del Vallone Porto, avranno drammatiche ripercussioni non solo sui popolamenti vegetali ma anche sulle zoocenosi dell’area…mettendo a serio rischio la sopravvivenza di rare specie protette dalla Direttiva Habitat 92/43/CEE…” Tra l’altro appare evidente come il progetto manca del tutto di un reale Studio di Impatto Ambientale, così come previsto dalla direttiva 97/11/CEE, in quanto la relazione allegata al piano dei lavori, ad un attento studio, appare una banale copia di dati non pertinenti all’area! “…Tale relazione, infatti, lungi dall’essere una seria, approfondita analisi scientifica degli habitat e delle specie minacciate in situ risulta essere soltanto una pedissequa COPIA di ben 35 pagine di un lavoro sulla macchia mediterranea effettuato da Giuseppe Carpineto, ossia uno dei Quaderni Habitat, Ministero dell’Ambiente. In tale opera vengono descritte le specie animali e vegetali della Macchia mediterranea, a livello nazionale, pertanto comprendente specie che mai hanno vissuto nel Vallone Porto ma nemmeno in Costiera Amalfitana; basta ricordare che nel “presunto” studio di impatto ambientale vengono citati il muflone, la capra selvatica di montecristo, il daino, l’istrice, la lepre…” L’INTERVENTO NEL SITO IN OGGETTO, COSÌ COME PROGETTATO, COMPORTERÀ DI FATTO UNA SOSTANZIALE ED IRREVERSIBILE MODIFICA DELLO STATO DEI LUOGHI E DELLE CARATTERISTICHE VEGETAZIONALI E PAESAGGISTICHE DELL’AREA COSTITUENDO UNA NOTEVOLE MINACCIA A SPECIE IPER-TUTELATE DALLA DIRETTIVA COMUNITARIA; Il WWF, con una lettera indirizzata alla Soprintendenza di Salerno, all’Assessorato all’Ambiente della Regione Campania, all’Autorità di Bacino Regionale Destra Sele, al Presidente del Parco Regionale dei Monti Lattari, al Settore Provinciale Genio Civile di Salerno, alla Comunità Montana Penisola Amalfitana ed al Sindaco di Positano, ha chiesto: DI ANNULLARE IN SEDE DI AUTOTUTELA GLI ATTI AUTORIZZATIVI DEL PROGETTO DATA LA PALESE ILLEGITTIMITÀ DEGLI STESSI RISERVANDOSI ULTERIORI AZIONI A TUTELA DEL PATRIMONIO AMBIENTALE E PAESAGGISTICO. Si precisa che anche altre associazioni ambientaliste e forze politiche hanno manifestato le loro perplessità sulla bontà del progetto. A tale riguardo il Sindaco di Positano, in un incontro ufficioso con il WWF, svoltosi presso l’ufficio tecnico comunale, ha manifestato la sua personale volontà di non voler arrecare danni allo splendido ecosistema del Vallone Porto, ma (a distanza di oltre 2 mesi!!!) si è ancora in attesa di conoscere rassicurazioni e/o provvedimenti a riguardo. Successivamente i responsabili del WWF, contattati dalla Comunità Montana, hanno avuto un incontro a Tramonti in cui si è esaminato attentamente la parte del progetto proposta dalla Comunità Montana (che interesserebbe per lo più il tratto a valle della strada); da tale incontro è scaturito un verbale con precise richieste dell’Associazione per ridurre il grave impatto ambientale sulla parte del progetto che interesserebbe il segmento che va dall’antica calcara alla strada vecchia. A futura memoria.

 

Michele Cinque

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