Amalfi Comitato civico a tutela del porto di Amalfi, Un referendum contro il project financing

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            Comunicato Stampa




Primo passo del neo-costituito Comitato civico a tutela del porto di Amalfi: richiesta di un referendum popolare a tutte le forze presenti nel Consiglio Comunale di Amalfi. La mobilitazione seguita alla Assemblea Pubblica promossa da P.R.C-Amalfi, la lista civica Uniti per Amalfi e varie personalità della società civile chiede con forza che la parola passi ai cittadini diretti interessati, utilizzando le procedure che una vera democrazia partecipata mette a disposizione. Così riassume le fasi della vicenda, in una lettera aperta indirizzata all’intero Consiglio Comunale, il portavoce e coordinatore di NO PORT , Vincenzo Ferrigno “In data 10\12\2007 si è costituito il Comitato civico per la tutela del porto di Amalfi. Questa iniziativa è sorta dopo una serie di incontri e dibattiti avviati nella città circa l’utilizzo della procedura del project-financing per la riqualificazione e messa in sicurezza del water-front del porto di Amalfi. Il confronto fra cittadini ed amministratori comunali ha visto il momento di più alta partecipazione nell’assemblea pubblica tenuta l’8\12\2007 presso il Salone Morelli. Un dibattito serrato, a tratti aspro, che ha visto la partecipazione di esponenti di organizzazioni ambientaliste, nonché di cittadini e dello stesso Sindaco. Da questa assemblea è emerso un dato importante che ha accomunato cittadinanza, operatori portuali ed amministratori: l’irricevibilità del progetto così come formulato e proposto. Il Sindaco stesso si è impegnato pubblicamente nel richiedere un intervento progettuale che tenga conto delle osservazioni e delle perplessità da più parti manifestate. Questo è di per sé un risultato, vedremo alla prova dei fatti cosa cambierà davvero. Ma la questione cardine è la formula stessa del project-financing. Cioè la privatizzazione dell’intera zona portuale, ovvero un vero e proprio esproprio di aree pubbliche a beneficio di interessi privati che per un trentennio sottrarranno territorio alla comunità degli amalfitani tutti. Riteniamo pertanto che l’unica soluzione possibile sia una partecipazione di garanzia dell’ente territoriale che controbilanci gli eccessi di un intervento unicamente del privato. È necessaria una partecipazione dell’ente sia in veste di garante della compatibilità ambientale dell’intervento, ma anche come arbitro imparziale per quanto riguarda la gestione economico-finanziaria. A questo punto c’è da chiedersi se sia possibile espropriare gli amalfitani della facoltà di esprimersi in merito ad un’opera di siffatta importanza. Ovviamente no. Bisogna quindi dare la parola ai cittadini con l’unico strumento previsto dallo Statuto Comunale: il referendum popolare. Per rendere questo possibile è necessario adottare immediatamente il regolamento di attuazione del referendum.
Con la presente invitiamo il Sindaco e tutti i consiglieri comunali di maggioranza e di opposizione a manifestare la propria sensibilità democratica nel predisporre il regolamento attuativo in tempi rapidi, per consentire agli amalfitani l’esercizio di un elementare diritto di democrazia partecipativa”.
Anche Stanislao Balzamo, segretario del P.R.C-Amalfi, fra i promotori dell’iniziativa, precisa “ era necessario dare un seguito all’onda di malcontento che si respira nel paese, questo è da considerarsi solo un primo passo, sono contento che la nostra idea abbia raccolto plauso e consenso, nonché la proficua collaborazione di nuovi compagni di viaggio, finalmente ci avviamo verso una nuova fase che oltrepassi gli steccati dei partiti, spesso collusi con gli interessi di pochi. Le linee guida della nostra azione sono semplici e chiare: no a cementificazioni selvagge, ad interventi che stravolgano la natura dei luoghi e la loro storia, su cui si fonda anche la loro economia. Si ad interventi mirati di riqualificazione e messa in sicurezza, nel RISPETTO SACROSANTO del patrimonio dell’Umanità che è, e deve rimanere, la nostra Città. No al project financing, a privatizzazioni che portino via alla Comunità una risorsa di cui siamo orgogliosamente custodi e gestori da secoli. Si a gestioni pubblico-private, per il riordino e la trasparenza delle attività portuali, per la salvaguardia degli interessi e della dignità dei lavoratori dipendenti del porto.Si al referendum popolare contro il project financing, per la cui attivazione chiediamo l’immediata adozione del necessario regolamento comunale di attuazione (art. 51 dello statuto).