Discarica a Caggiano, in piazza la Basilicata

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Si sposta in Basilicata la protesta contro la discarica di Caggiano. Ieri venti sindaci hanno manifestato davanti alla Regione.


 
SALERNO — Le proteste per la discarica di Caggiano arrivano in Basilicata. Ed è scontro istituzionale. Ad alzare gli scudi sono venti sindaci. Campani e lucani. Ad oltrepassare il confine salernitano c’erano, ieri mattina, tutti gli amministratori del Tanagro. In prima fila Giovanni Caggiano, sindaco di Caggiano, che annuncia nei prossimi giorni «azioni legali». I primi cittadini in testa ad un corteo di manifestanti armati di striscioni, hanno attraversato le vie di Potenza per poi fermarsi sotto la sede della Regione Basilicata. Slogan, traffico paralizzato, sacchetti di rifiuti collocati all’ingresso del palazzo. Verso mezzogiorno la compagine istituzionale viene ricevuta dal presidente della giunta regionale Vito Di Filippo al quale chiede di fare pressione sul neocommissario per l’emergenza rifiuti Umberto Cimmino, su Regione Campania e Ministero dell’Ambiente, affinchè decada l’ipotesi discarica a Caggiano.
Il pomo della discordia tra la Regione Basilicata e la Provincia di Salerno ruota intorno al fatto che la cava individuata, in località Serra Arenosa a Caggiano, sia al confine con il territorio lucano. E precisamente con Vietri di Potenza. «Siamo attenti alle questioni della Campania- chiosa il governatore della Basilicata- ma mi pare di poter dire che gli atti di alcuni enti campani, assunti in questi ultimi tempi, sono fuori da ogni quadro di riferimento coordinato chiaro e preciso delle norme e del rispetto istituzionale».
Intanto presso la Regione Basilicata ieri è stata istituita un’unità di crisi, guidata dallo stesso governatore, e composta da Vincenzo Santochirico, assessore regionale all’ambiente, da Giuseppe Pitta sindaco di Vietri di Potenza, dal comitato cittadino «No discarica Serra Arenosa», da rappresentanti dell’Anci e dell’Upi, queste ultime pronte ad impugnare l’atto della provincia di Salerno. Insomma, un vero e proprio fuoco di sbarramento interregionale.
«La scelta di Salerno- precisa Caggiano, sindaco del comune valdese – è stata una furbata». Dopo l’incontro, i sindaci sono stati accolti con un applauso. E il presidio è stato sciolto. Dalla Provincia di Salerno però ogni possibile mediazione con le istituzioni lucane appare un miraggio. «Mi sembra spropositata la reazione della Regione Basilicata – dice l’assessore provinciale all’ambiente, Angelo Paladino – in fondo si tratta di una discarica che sarà attiva solo sei mes i e inghiottirà appena 300mila tonnellate di rifiuti. Mica si tratta di scorie azotate o atomiche?»› Nel frattempo oggi alle 10.30 a San Rufo, la questione del sito di stoccaggio provvisorio a Santa Marina, nel golfo di Policastro, ritorna all’attenzione dell’assemblea dei sindaci del Corisa3. E proprio ieri una nota del Corisa3 ha informato della sospensione del servizio di raccolta dell’indifferenziato per 45 comuni. Provvedimento diretta conseguenza della saturazione dell’impianto di trasferenza di Polla a sua volta in tilt a causa della mancata evacuazione delle ecoballe dai piazzali del Cdr di Battipaglia.

Stefania Marino
(ha collaborato Angela Cappetta)
Corriere del Mezzogiorno