CALL CENTER FANTASMA CONDANNATO BASSOLINO

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Il call center fantasma, creato nel 2001 dal commissariato straordinario ai rifiuti, costerà ad Antonio Bassolino un risarcimento milionario. È quanto riporta il quotidiano Roma, riferendo di una condanna a tre milioni e 200mila euro inflitta dalla Corte dei conti al governatore, all’epoca commissario all’emergenza rifiuti, a causa dell’istituzione del call center ambientale gestito dalla società Pan attraverso l’assunzione di 100 lavoratori socialmente utili. La somma dovrà essere risarcita alla Regione Campania.
LA SENTENZA – La decisione risalente al 6 dicembre è stata presa dalla sezione giurisdizionale della Corte dei conti (presidente Salvatore Staro). A Bassolino, secondo i magistrati contabili, non competeva in qualità di commissario delegato la creazione di un call center di quel genere. Dell’inchiesta, come scrive il quotidiano, la Procura della Corte dei conti era venuta a conoscenza attraverso la relazione Monsurrò sulla verifica della gestione amministrativo-contabile della gestione commissariale.
APPELLO – Il legale del presidente della Regione Antonio Bassolino ha presentato appello contro la decisione della Corte dei Conti. La presentazione dell’appello, in cui si afferma di considerare infondate le argomentazioni giuridiche della sentenza, sospende l’efficacia della sentenza stessa. «Siamo sereni – è il commento dell’avvocato Felice Laudadio, che rappresenta Bassolino – perchè, a nostro avviso, la condotta del Commissario è stata pienamente legittima e conforme ai dettami di legge, come motiviamo con inoppugnabili argomenti giuridici nel nostro appello, sia per quanto riguarda l’informazione ambientale che la stabilizzazione degli Lsu».