BENZINA: ALLARME PREZZI, DA GENNAIO CARO-PEDAGGIO

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ROMA – Continua a correre il divario tra i prezzi industriali della benzina in Italia e quelli medi dell’Europa a 25, portandosi a 5,3 centesimi al litro. La forbice con il resto dell’Ue si riporta così sui massimi dell’anno e sui livelli dell’estate scorsa quando ad agosto, nel pieno dell’esodo estivo, l’andamento del differenziale fece scattare un allarme che vide scendere in campo il Governo, convocando i petrolieri. Divario ai massimi da agosto scorso – secondo gli ultimi dati del Ministero per lo sviluppo economico, anche nel confronto con i soli 13 paesi di Eurolandia: 5,2 centesimi in più, anche in questo caso sui massimi dall’estate.

Secondo gli ultimi dati del Ministero per lo sviluppo economico – aggiornati alla settimana scorsa – il differenziale tra i prezzi industriali italiani e quelli con il resto dell’Europa a 25 mostra così una ulteriore accelerazione. In aumento anche lo ‘scarto’ con le medie europee per il diesel che registra un +4,7 centesimi nei confronti dei 25 partner e di 4,3 centesimi con quelli della sola area euro. Nonostante il divario sul diesel registri un andamento più moderato rispetto a quello della benzina, per il gasolio auto l’Italia continua comunque a mantenere il primato del caro-pieno: i prezzi al consumo del carburante si attestano infatti ai massimi di Eurolandia con una quotazione – quella media registrata dal Ministero – di 1,290 euro al litro. Un livello quello dei distributori italiani sorpassato nell’intera Europa a 25 solo dalla Gran Bretagna con una media di 1,494 euro al litro. Per quanto riguarda invece il confronto tra i prezzi al consumo della benzina in Italia e quelli del resto del vecchio continente, la penisola con una media di 1,362 euro al litro registra conti tra i più salati. E’ superata infatti, nel caro pieno dell’Europa a 25 ‘solo’ da Uk, Portogallo, Olanda e Belgio.

BERSANI, PRONTI A CONVOCARE LE COMPAGNIE PETROLIFERE
“Negli ultimi giorni” la forbice con la media europea sul prezzo dei carburanti “ha ripreso ad allargarsi. Abbiamo avvisato le compagnie petrolifere e, con un andamento di questo genere, siamo intenzionate a convocarle. Osserveremo la prossima settimana se questo andamento si conferma o meno”. Lo ha dichiarato il ministro per lo Sviluppo Economico, Pier Luigi Bersani, nel corso del question time in merito all’andamento dei prezzi della benzina, ma “lo stesso vale anche per il gasolio”. Bersani ha ricordato l’andamento del differenziale rispetto all’Europa, che aveva raggiunto i 5 centesimi in estate per poi scendere a 2 centesimi prima di ricominciare ad aumentare. Il ministro ha sottolineato come nella terza lenzuolata di liberalizzazioni attualmente al Senato ci siano diverse misure per calmierare l’aumento dei prezzi che, comunque, “non è legato alla fiscalità, perché se paragonata ai livelli europei é in media o leggermente inferiore”. Il Governo, ribadisce il ministro, “non è interessato o cointeressato” agli aumenti del prezzo dei carburanti.

AUTOSTRADE: DI PIETRO, DA GENNAIO AUMENTI FINO A +3,6%
Dal primo gennaio i pedaggi autostradali aumenteranno, in modo diverso per ognuna delle concessionarie autostradali, fino al massimo del 3,61% riconosciuto ad Autostrade per l’Italia, la prima concessionaria autostradale in Italia del gruppo Atlantia. LO ha anticipato il ministro delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro. Gli aumenti dei pedaggi autostradali riconosciuti a partire dal 1 gennaio tengono conto anche del recupero degli aumenti che dovevano partire da gennaio 2007 e furono sospesi; in quel caso il governo aprì un contenzioso con le società di gestione autostradale sul mancato raggiungimento degli obiettivi di investimento previsti dalle convenzioni. Un percorso che ha poi portato alla riforma del settore e al nuovo schema di convenzione unico per i rapporti tra l’Anas e le società di gestione autostradale. Anche in questo caso, ha spiegato il ministro, in diversi casi gli aumenti sono stati sospesi, e in altri sono stati solo parzialmente riconosciuti. Autostrade per l’Italia aveva richiesto un aumento dei pedaggi del +6,37%: gli è stato riconosciuto solo il 3,61%. Il secondo aumento più alto riguarda la tangenziale di Napoli, che dal 1 gennaio aumenterà i pedaggi del 3,22%. Tra le principali concessionarie è previsto un aumento dello 0,85% per la Milano-Serravalle, dell’ 1,23% per le Centropadane, dell’ 1,48% per le Autovie Venete, dello 0,68% per la Brescia-Padova e per la Cisa. Tra gli altri aumenti, +2,75% per l’Autobrennero, +2,46% per la Torino-Savona, +2,55% per la Sitaf. Per cinque concessionarie autostradali gli aumenti sono stati sospesi.
















APPROFONDIMENTI
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                                                        MICHELE DE LUCIA