Rissa interrompe la messa del Card.Sepe in ospedale a Napoli

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NAPOLI – “Vergogna, mio fratello sta morendo e voi non avete una Tac in ospedale”. E’ la disperazione del fratello di un paziente ricoverato al Cotugno che al momento della benedizione ha interrotto la messa di Natale officiata dal cardinale Crescenzio Sepe, arcivescovo di Napoli, nella sala conferenze Ferruccio De Lorenzo. Minacce di morte ed insulti al direttore generale, Antonio Giordano, salvato dalla furia dell’uomo, che ha cercato perfino di colpirlo con calci e pugni, dall’intervento delle guardie giurate, e parole durissime per Agostino Sassele, direttore del dipartimento staff della direzione generale. “Mio fratello sta male e attende una tac da 15 giorni, se lui muore la pagherete” ha urlato l’uomo dando sfogo a tutta la sua rabbia e chiedendo scusa al cardinale Sepe per aver interrotto la messa. “La Tac avrebbe dovuto essere inaugurata oggi, ma lo sciopero dei Tir dei giorni scorsi ha permesso di installarla – ha detto il dottor Sassele – in ogni modo al paziente era stata già prenotata una tac altrove”. Il ragazzo ricoverato ha problemi di tossicodipendenza. “Il paziente ha delle convulsioni – ha spiegato Raffaele Pelella, direttore dell’Unità di Rianimazione ed Anestesia – ma non è in pericolo di vita. Comprendo la preoccupazione dei parenti ma la tac non rappresenta per lui un esame salvavita”. “Comprendo la crisi di sconforto dell’uomo – ha commentato il cardinale Sepe – lui credeva che il fratello stesse morendo, ma i medici mi hanno assicurato che non è così


                                                            MICHELE DE LUCIA


 

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