ECONOMIA E SENSO DI COMUNITA´

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‘Italia è a un bivio e la scelta da intraprendere dipende da tutti noi.La ripresa economica è debole ma c’è e potrebbe essere duratura solo se ognuno di noi decide di rinunciare a piccoli o grandi privilegi.Smetterla di assecondare,ad esempio,coloro che ti chiedono vuoi la fattura?a fronte di un sedicente sconto;piantarla con le arguzie contabili per eludere il fisco.


Certoè dura convivere con l’idea che lo Stato sia il socio di maggioranzadella nostra azienda ma lamentarsi non serve a niente,è ARRIVATO IL MOMENTO DI AGIRE.Operare sugli sprechi per ridurre la pressione fiscaleè il primo passo.Abbiamo uno stato che costa troppo per cio che ‘in servizi riesce a rendere sia in quantità che in qualità e abbiamo l’esigenza di avere una tassazione che progressivamente sia trasferita sui consumi e non praticamente solo sul reddito.Una riforma in tal senso sarebbe in grado di far emergere quel prodotto interno lordo cosiddetto nero,si stima intorno al 25%del Pil,nel momento in cui tutti i cittadini possono detrarre dal proprio reddito le più importanti spese e sarebbero quindi,i primi a pretendere la fattura o la ricevuta fiscale.Pagare tutti per pagare meno è un detto che ha un fondamento di verità ma non riesce a penetrare nelle coscienze degli italiani.Una coscienza priva di senso di comunità legato solo alle proprie radici,alla propria storia e alle proprie tradizioni ma dovrebbe comprendere soprattutto la consapevolezza che oltre il nostro nucleo familigliare vi è una famiglia superiore che ha il compito di offrire i servizi e di governare lo stato sociale cercando di equilibrare le classi,di cui è formato,per evitare i conflitti.


Questa famiglia superiore costa molto e vive grazie ai cittadini contribuenti che pagano le tasseil più delle volte malvolentieri e questo senso di comunità lo possiamo raggiungere solo se le istituzioni,e quindi la politica diano il buon esempio su tutti i fronti.Siamo in piena crisi tra le istituzioni ed il cittadino che nota contraddizioni molto evidenti tra la propria vita quotidiana e i grandi privilegi della classe politica.Questo aspetto è moltoimportante perchè è vero che la rinuncia di un parlamentare o di un ministro a qualche benefit o all’auto blu non risolve certo i problemi di bilancio di una nazione ma è anche vero che il buon esempio si ripercuote positivamente sulle coscienze di tanti cittadini che evadono o eludono mentre rinunciare ad esempio alle provincie,enti ormai inutili,e alle tantissime agenzieo enti statali e regionali,altrettanto improduttivi,sarebbe un bel risparmio a favore del miglioramento di alcuni servizi e temi primari come il trasporto pubblico,la sanità,la sicurezza,l’ambiente.


Solo con il nuovo corso potremmo accendere le coscienze degli italiani e la dovuta attenzione su questa famiglia superiore che dovrebbe curare gli interessi di ogni nucleo famigliare e di ogni individuo che a sua volta dovrebbe sentire il piacere e il dovere di sostenerla attraverso l’impegno sociale e il pagamento di tasse giuste.


Michele De Lucia