DE MASI, PER IL CILENTO BISOGNA PUNTARE AI BENI IMMATERIALI

0

Pubblichiamo l’intervista al professor Domenico De Masi appena nominato presidente del Parco del Cilento uscita su Unico


1-  Le identità del professor De Masi.

Se proprio vi interessa, sono nato a Rotello in provincia di Campobasso e ci sono rimasto fino a nove anni. Poi ho studiato a Caserta, Perugia e Parigi. Ho lavorato a Milano, Roma e San Paolo (Brasile). Ho insegnato a Sassari, Salerno e Napoli. Attualmente insegno Sociologia del Lavoro alla “Sapienza” di Roma, dove sono stato Preside della Facoltà di Scienze della Comunicazione. Lavoro in Brasile e in Cina. Ho la cittadinanza onoraria di Ravello (SA) e di S.Agata dei Goti (BN).


2- Quali sono i suoi rapporti passati con il Cilento?


Quelli di meridionalista e di turista.


3- I suoi predessori sono stati Vincenzo La Valva e Giuseppe Tarallo. Li ha conosciuti?

A quale delle due figure si sente più vicino. Lo studioso o il politico ambientalista?
Non conosco personalmente né Trallo né La Valva. Ma conosco e stimo il loro lavoro.



4- La struttura interna del Parco è sbandata non solo dal lungo periodo di commissariamento ma anche da uno “smarrirsi” progressivo dei fini dell’Ente. Come farà a rimotivarli?



Bisogna analizzare e comprendere con approccio scientifico (cioè umile) la vera mission dell’Ente, cosa è stato fatto per realizzarla, cosa resta da fare. Occorre comprendere i motivi dell’eventuale demotivazione delle persone e rimontare la china.

Noi meridionali siamo capaci di grandi colpi d’ala, se guidati con onestà e intelligenza.



5- Un’aggressiva popolazione di cinghiali non autoctoni, ma d’importazione ungherese, sta minando – più di ogni altra cosa – la fiducia della popolazione, soprattutto dei piccoli contadini, rispetto alle motivazioni originarie del Parco. Autorizzerà abbattimenti selettivi oppure lascerà, come avvenuto finora, che il fenomeno si incancrenisca. Il Parco del Cilento senza chi coltiva viti e raccoglie olive non è più tale…



Dice Leopardi che il miglior modo per non mostrare agli altri i confini del proprio sapere consiste nel non superarli. Non sono un esperto di cinghiali ma di scienze organizzative, che insegno e sperimento da quaranta anni. Per ogni problema di cui sono incompetente, uso affidarmi a chi ne sa più di me.



6- A Piaggine, sulla vetta del Cervati (oltre 2mila metri d’altitudine, la vetta della Campania) sono in corso abbattimenti di grandi boschi di faggio. Il comune chiede “un indennizzo” dal Parco per rinunciare….



Dedicherò i prossimi mesi a studiare attentamente la situazione, i problemi, le professionalità, le potenzialità del Parco. Prenderò decisioni solo quando me ne sentirò in grado. Quando ne sarò incapace, mi dimetterò per lasciare il posto a chi ne sa più di me.




7 – Come gestirà le varie strutture che presiede? Farà una scelta o è già in procinto di farla oppure si organizzerà in modo da gestire tutto? In particolare lascierà il suo gioiello che è il Ravello Festival?



Non lascerò la Fondazione Ravello, che rappresenta un vero laboratorio per tutta la Campania. Cercherò, piuttosto, di creare la massima sinergia possibile tra la Costiera e il Cilento: due località di livello internazionale, degne del migliore sviluppo postindustriale.



8 – Ha pensato già a qualche esperto da coinvolgere nella struttura del Parco o di valorizzare maggiormente qualche aspetto particolare all’interno della sua struttura?



Ovviamente no. Farò grande affidamento su tutte le personalità realmente eccellenti del Parco, soprattutto se giovani, chiamandole a offrire il loro disinteressato contributo all’ulteriore sviluppo della zona.





9 – Di cosa pensa che abbia bisogno il Cilento per svilupparsi?



Siamo in piena società postindustriale. Ogni area che vuole restare nel Primo Mondo deve puntare sulla produzione di beni immateriali: informazioni, servizi di qualità, conoscenza, simboli, valori, benessere, estetica.





10 – Parte del Cilento si sente schiacciato nella Regione Campania e vorrebbe avere una provincia autonoma o passare con la Basilicata che ne pensa?



Il Cilento è sufficientemente complesso e ricco di risorse per progettare il proprio futuro guardando all’Europa e al mondo, non al proprio ombelico. Il problema delle alleanze è concreto e importante, ma va inteso come alleanze a livello di pianeta, non a livello di quartiere.



11- Al di là delle questioni specifiche, ci può dire da “dove comincerà” la sua Presidenza…



Dall’ascolto.