LA FABBRICA DEL SESSO CINESE, SGOMINATA LA BANDA

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Operavano in tutta Italia con base in Campania, nel casertano, centinaia di prostitute cinesi utilizzate per la vendita di sesso come una vera fabbrica con una perfetta organizzazione industriale. In carcere sono finiti Qiulje Yang, 48 anni, una cinese residente a Rozzano (Milano) ma domiciliata a San Nicola La Strada; Zuolin Zhang, 45 anni e Bo Jiang, 45 anni, cinesi residenti a Milano (Bo Jiang era domiciliato anch’egli a San Nicola La Strada. Agli arresti domiciliari si trovano invece Arnaldo Mario Di Donna, 75 anni, originario di Trinitapoli (Foggia) e residente a Rozzano (Milano) e Gaetano Vincenzo Anabevoli, 70 anni, originario di Reggio Calabria, ma residente a Genova. Sono irreperibili i cinesi Lin Wang, 30 anni, residente a Bergamo, Jien Cao, 44 anni, e Gulqin Hou, 51 anni. A San Nicola gli agenti hanno anche sorpreso un uomo di Casapulla, L.P. il cui appartamento, che aveva locato ad alcune donne cinesi, è stato sequestrato.
Le indagini erano state avviate all’inizio dell’anno dalla Squadra mobile di Messina dopo l’individuazione di un appartamento utilizzato come alcova da alcune prostitute cinesi. Da lì, si è poi risaliti all’organizzazione criminale che gestiva case d’appuntamento anche a Ferrara, Bergamo, Caserta, Cremona Gorizia, Varese, Udine, Sassari, Genova e Treviso. A guidare la banda c’era la cinese Qiuljie Yang, di Rozzano, con nome d’arte «Anna», con precedenti penali specifici e regolare permesso di soggiorno in Italia. Era lei che faceva giungere, clandestinamente, giovani donne cinesi, da avviare alla prostituzione nei vari centri controllati dall’organizzazione. La banda faceva girare in continuazione le ragazze tra i vari appartamenti reperiti tramite agenzie immobiliari utilizzando documenti falsi. Le prostitute, tutte munite di telefoni cellulari, procacciavano clienti con l’inserzione di messaggi pubblicitari sui quotidiani.