Amalfi rafforza la “porta del mare”. Ed è già scontro politico

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Amalfi. La questione della riqualificazione del porto di Amalfi è giunta ad un punto molto importante. Ormai la fase progettuale è  pressoché al termine e,dopo l’ultimo consiglio comunale,l’amministrazione ha ribadito con fermezza,tra le proteste dell’opposizione,che il nuovo porto turistico si farà. In realtà il ruolo del comune nella vicenda non è stato di primissimo piano,in parte perché i poteri conferitigli dalla legge in materia erano di scarsa rilevanza,in parte  per una precisa volontà politica. C’è infatti un disegno di portata nazionale sulla portualità turistica che coinvolge ben 35 località balneari italiane,tra cui Marina di Pisa,Siracusa,Imperia e Nettuno. La Regione Campania si è inserita nel discorso proponendo anche la  nostra città tra quelle interessate. Lo scopo è quello di rafforzare le vie di ingresso per mare in intere zone turistiche d’Italia per catalizzarne al lo sviluppo e, in alcuni casi,risolvere alcuni problemi legati al traffico terrestre e alla viabilità.


Come “cambia” il porto…


Forse parlare di cambiamenti è usare un eufemismo. Si parla di 337 posti barca complessivi,il che vuol dire allungare il braccio dell’attuale “Darsena”di 75 m,portandolo a una lunghezza complessiva di 165m, e il molo del “Porto” di 153 m,per una lunghezza complessiva di 338 m. Gli attuali pontili verranno eliminati per far posto ad una struttura galleggiante “a spina di pesce”che occuperebbe l’intero specchio d’acqua. Ma non è tutto. Gli interventi sono mirati a creare un vero e proprio “polo d’attrazione”per il turismo da diporto. Allo scopo verranno realizzati dei locali per accogliere ristoranti,club house,attrezzature di assistenza alle imbarcazioni ecc. e un parcheggio da 160 posti auto che sostituirà quello esistente. Gli edifici dovrebbero essere costruiti per lo più al di sotto del Lungomare Cavalieri e al posto degli attuali ristoranti. Inoltre lo stesso Lungomare sarà interessato da un’opera di ristrutturazione.


I dati di Euromarina(la federazione europea del settore),pubblicati di recente su Repubblica/Affari e Finanza,dimostrano che l’impatto dei porti turistici  sulle realtà locali è dirompente. L’effetto moltiplicatore sull’economia locale va dal 2 al 15% e addirittura il valore degli immobili può aumentare del 200%. “Il porto-scrive Adriano Bonafede su Repubblica- crea un polo di attrazione commerciale e urbano,un polo di attrazione turistico(visitatori,scalo per la notte,attività varie…),mentre può diventare un centro di eventi e manifestazioni nautiche,sportive,mostre e pubblicità. Si prefigura dunque una  Amalfi da sogno,una piccola Montecarlo “invasa”  da sceicchi e “paperoni” americani con un notevole ritorno per l’economia del paese. O almeno questo è quando affermano Regione e Comune,sostenitori del progetto. In realtà molte ombre rischiano di offuscare tanta luce. Vediamo perché.


Il “project financing”e l’impatto ambientale


La Regione  ,che con la riforma del Titolo V della Costituzione del 2001 ha acquisito piene competenze in materia portuale,ha deciso di affidare l’opera,per un valore di 25 milioni di euro,ad un promotore finanziario. Questi,ai sensi dell’art. 37 della legge n. 109 del 1994(la “Merloni”,legge quadro  sui lavori pubblici),si accolla tutti gli oneri del progetto,senza alcuna spesa per lo stato,ricevendone in cambio la successiva gestione  dell’opera stessa per un determinato periodo di tempo, da esercitare personalmente o tramite terzi. La società di progetto che costruirà e gestirà l’opera è un cartello di quattro grandi imprese italiane,tra le quali spicca la veneziana SACAIM,capogruppo mandataria e socio di maggioranza,che sta già realizzando ad Amalfi il parcheggio in roccia “Luna Rossa” .L’accordo stipulato prevede che il promotore finanziario gestirà tutte le attività che ci sono e che sorgeranno per trent’anni. Un vero e proprio colpo di scure si è abbattuto sulle teste degli attuali concessionari(gestori di pontili,ristoratori ecc.)che potrebbero dunque essere estromessi dalle attività future che sorgeranno nell’area portuale. Ma non è solo questo a destare preoccupazioni. C’è anche una questione ambientale e morfologica che,pare,non sia stata debitamente valutata. L’area destinata alla balneazione potrebbe notevolmente ridursi e la ristretta imboccatura dell’ingresso del porto andrebbe ad alterare il normale ricambio delle acque. Insomma,il rischio di trasformare il water front  in una palude sporca e stagnante c’è,con gravi conseguenze per le attività di balneazione. Senza contare che un’opera di grande moderna come questa difficilmente si potrebbe armonizzare con il sublime paesaggio della Costiera e con l’antica struttura urbana ed architettonica dell’antica città repubblicana.


Il “sistema Amalfi”


Tutte queste riserve sono state  inserite in un documento presentato lo scorso 12 Settembre al Consiglio Comunale da Giovanni Torre,capogruppo della minoranza di centrodestra,che inoltre ha accusato l’amministrazione di scarsa trasparenza nelle procedure. “Non si possono realizzare progetti di questa portata, destinati a mutare profondamente l’assetto economico e ambientale della città,senza chiamare in causa prima di tutto i cittadini-dice Giovanni Torre- noi affiggiamo manifesti,cerchiamo di informare la popolazione della gravità del momento,ma il silenzio della maggioranza ci spaventa”. Reazioni ancora più dure vengono dal circolo locale di Rifondazione Comunista. “Nel 2005 ,quando eravamo ancora in maggioranza,-spiega il segretario Stanislao Balzamo – votammo con l’opposizione contro il progetto. Qui si vuole creare un’area della città che sarà sottratta agli amalfitani per essere data in pasto a potenti investitori stranieri. Nella convenzioni non c’è alcuna garanzia che la società di progetto affiderà le concessioni agli attuali concessionari. Dei privati diventeranno i proprietari di un bene pubblico e ciò favorirà la nascita delle solite clientele di questo o quel potentato che potrebbero condizionare non poco la vita politica della città. Tutto questo ci ricorda un film degli anni’ 60: “Le mani sulla città”.


Il Comune sembra dunque essersi appiattito sulle posizioni della Regione. Fermo restando che la competenza in materia è della Regione,l’Amministrazione avrebbe potuto agire sul piano politico  per tutelare gli interessi degli operatori economici locali e quelli dell’ambiente. Questo nei vari studi di fattibilità,valutazioni di pubblico interesse,conferenze dei servizi non è stato fatto. Il sindaco De Luca continua a difendere il sistema Amalfi , concertato con l’Assessore regionale ai Trasporti Ennio Cascetta, che dovrebbe risolvere i problemi di viabilità e rilanciare l’economia amalfitana:parcheggio Luna Rossa,riqualificazione del porto,strade interpoderali. Ma quando ciò viene realizzato con degli accordi a tavolino,senza coinvolgere tutte la parti in causa(cittadini,operatori economici,ambientalisti),c’è il rischio di creare qualche “pasticcio”. In questo caso i sogni di gloria(e non solo…)di pochi potrebbero sacrificare gli interessi reali di una città.


 


Ma il Sindaco De Luca tranquillizza i cittadini: “Siamo solo alla fase preliminare,tuteleremo il territorio e rilanceremo l’economia”E promette un incontro pubblico…


 


Sindaco,perché i cittadini di Amalfi possono stare tranquilli?


Perché fino ad ora nulla è stato deciso,o meglio nulla di irreversibile. Siamo in una fase preliminare,in cui si sta valutando la progettazione presentata dal promotore finanziario. Tutte le decisioni verranno prese successivamente, e a seguito di analisi attente ed oneste.


Intanto però un progetto c’è. Qual è la vostra posizione a riguardo?


Come ho detto anche nell’ultimo consiglio comunale,anche noi abbiamo non poche perplessità sul progetto,ma ci conforta il fatto che,essendo ancora nella fase istruttoria del procedimento,siamo in tempo per  far valere le nostre perplessità. Il luogo più adatto sarà la Conferenza dei  Servizi,dove verranno poste tutte le eccezioni e le varianti necessarie per rendere il progetto veramente funzionale alle esigenze del territorio,dell’ambiente e dell’economia di Amalfi. Chi prefigura scenari catastrofici,con le ruspe già alle porte della città,lo fa in maniera strumentale e demagogica.


Finora abbiamo firmato solo un Accordo di Programma,con il quale nella sostanza abbiamo aperto un canale di dialogo con Regione e Promotore Finanziario.


Comunque sulla necessità dell’opera,con le dovute riserve,non avete dubbi.


Su questo non ci piove. La riqualificazione del porto di Amalfi è di una rilevanza fondamentale per rilanciare l’economia e risolvere i problemi di  viabilità dell’intera Costiera. Non è accettabile che una località come la nostra abbia un porto che viene qualificato come “commerciale” invece che turistico. Noi possiamo fare concorrenza a Capri,Ischia e Sorrento. Ma per fare questo bisogna rafforzare le “porte del mare”,aprirle ai turisti e alla nautica da diporto e soprattutto offrire loro quei servizi che allo stato attuale mancano. Il “ Sistema Amalfi”(Luna Rossa,porto e strade interpoderali ndr.) si basa su una strategia semplice ma efficace:più turisti,meno problemi di viabilità e parcheggi. E su questo concordiamo in pieno sulla Regione.


Il quadro che lei prospetta è decisamente ottimistico. Ma non tutti sono d’accordo. Si dice che il water front diventerà una acquitrino,che riverserete tonnellate di cemento sul porto,con grave danno per l’ambiente e il paesaggio…


Per  quanto riguarda il water front bisogna fare due considerazioni. La prima è che le competenze s in materia sono del Comune ,e che quindi ,per qualsiasi aumento di volume che non riguardi strettamente l’area portuale,le concessioni edilizie saranno rilasciate dal Comune, in conformità agli strumenti urbanistici esistenti. Sarà dunque nostra  premura fare in modo che tutto quello che viene realizzato venga fatto nel rispetto del paesaggio e dell’ambiente,che è fondamentale. La seconda è che attualmente le acque della nostra città sono in uno stato deplorevole perché molte imbarcazioni scaricano direttamente in mare. Con i nuovi impianti di rimessaggio ciò non sarà più possibile,e non è escluso che si possa realizzare un sistema di riciclaggio delle acque. E non dimentichiamo che sul progetto devono ancora esprimersi i due enti che,più del Comune,sono preposti alla salvaguardia dell’ambiente e del paesaggio:la Sovrintendenza e il Parco dei Monti Lattari.


Un’altra eccezione che viene posta è quella del “project financing”. Si dice che gli operatori economici locali saranno estromessi dalla gestione delle attività..


In questo caso credo ci sia una grossa disinformazione. Il promotore finanziario gestirà le concessioni per trent’anni al posto della  Regione. Quindi l’unica cosa che cambia è il soggetto che gestisce le concessioni. Gli attuali concessionari dovranno rivolgersi al promotore finanziario per ottenere le concessioni,invece che alla Regione.


Ma il promotore finanziario potrebbe anche optare per una gestione in proprio delle attività…


Non credo che abbia queste intenzioni. E poi nell’Accordo di Programma ha dato la massima disponibilità nel venire incontro agli operatori economici locali.


Tra le altre accuse che lo sono state mosse c’è quella di scarsa trasparenza(sul piano politico,non giuridico) nel gestire questa fase. Non sarebbe stato più opportuno un maggiore coinvolgimento della popolazione fin dall’inizio?


Coinvolgere già ora la popolazione avrebbe potuto paralizzare l’azione amministrativa,nel momento in cui ognuno dei 5mila cittadini di Amalfi avrebbe voluto dire la sua…Del resto sul fatto  che la riqualificazione del porto sia necessaria è d’accordo la stragrande maggioranza degli amalfitani. Ora che abbiamo in mano progetti concreti chiameremo i cittadini a fare una valutazione. Ci sarà presto un incontro pubblico…


 


Simone Sormani (da INSIEME GIOVANI N°3, a cura del FORUM DEI GIOVANI AMALFI)


 

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