A rischio 14 lavoratori a Pomigliano d’Arco

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A rischio 14 lavoratori a  Pomigliano d’Arco. La fabbrica della Fiat con oltre 5mila addetti diretti e 9mila nell’indotto, dovrebbe chiudere per due mesi ufficialmente per procedere a un programma di formazione del personale. Tale passaggio sarebbe necessario per affrontare le sfide del futuro. Anche se il presidente della Regione Antonio Bassolino ed il premier, Romano Prodi, nella stessa circostanza sono apparsi ottimista: “Qui in Campania c’é la scommessa della Fiat su Pomigliano. Non bisogna sottovalutare questa sfida che deve avere successo” molti temono che Napoli rischi di ritrovarsi con migliaia di disoccupati, spesso queste manovre nascondono progetti di ristrutturazione aziendale che portano a licenziamenti.
Ma i Cobas non sono dello stesso avviso. Questa mattina, durante l’incontro che all’Unione Industriali, ha messo faccia a faccia azienda e sindacati, hanno tenuto un presidio in piazza dei Martiri, portando la protesta della fabbrica fin nel salotto buono delal città. In particolare, il leader Mimmo Mignano, ha spiegato le motivazioni della protesta.
(Intervista in file allegato)
Tra i nodi della questione quello relativo ad un accordo ancora in piedi che prevedeva la realizzazione di Alfa 147 e 159. Dalle parole dell’ad Marchionne, al contrario, si ipotizza che a Pomigliano possano essere trasferite anche produzioni nuove, come quelle per la Daimler, in virtù di sviluppi che potrebbero nascere nei prossimi giorni. A tutt’oggi la protesta continua e i lavoratori non hanno avuto le loro debite rassicurazioni.