IL KILLER SI PRESENTA CON UN SMS

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Gli invia un sms: «Scendi» E poi gli spara in faccia Pusher di 24 anni ucciso per un debito di droga Sabato Rinaldi freddato con tre colpi di pistola. Gianpaolo D’Alessio il «cliente» che l’ha assassinato SALERNO — Ha ucciso per dieci euro, per una dose di eroina non pagata. Ha ucciso perché non sopportava più di essere picchiato per quel misero debito che non riusciva ad estinguere. Ha ucciso impugnando un arma e sparando tre colpi a distanza ravvicinata nel portone dell’abitazione della vittima. Con la freddezza di un tipico agguato camorristico. Ma, questa non è una storia di camorra. E’ solo l’epilogo di un rapporto burrascoso tra il fornitore- vittima e l’acquirenteassassino. Sabato Rinaldi, 24 anni di Salerno, è stato ammazzato nella notte tra venerdì e sabato da Gianpaolo D’Alessio, che di anni ne ha 22, e di precedenti penali nessuno. Un unico vizio: l’eroina, di cui la sua vittima era consumatore e pusher al tempo stesso, oltre che creditore. Gianpaolo D’Alessio è stato fermato dopo sei ore dall’assassinio dalla squadra mobile di Salerno, diretta dal vicequestore Carmine Soriente, nella sua casa sulla litornaea di Salerno. Voleva togliersi la vita, Gianpaolo, lanciandosi da una finestra da oltre 12 metri di altezza. Adesso è rinchiuso nel carcere di Fuorni. Il pubblico ministero, Vincenzo Senatore, ne ha chiesto immediatamente il fermo. Sarà interrogato dagli inquirenti entro i prossimi quattro giorni. I fatti. E’ da poco passata la mezzanotte. Sabato Rinaldi è nella sua abitazione di via Generale Fulgenzio D’Allora al civico 5 di Pastena, dove viveva con sua madre, quando sul cellulare gli arriva un «sms» che lo invita a scendere. Il mittente è proprio Gianpaolo D’Alessio che si serve di una cabina telefonica posta nei pressi dell’abitazione della vittima per inviare il messaggio. L’assassino arriva in via D’Allora a bordo della sua auto. Parcheggia nelle vicinanze e si avvicina al portone che è già aperto. Rinaldi scende le scale ed il suo tono di voce non promette niente di buono. E’ arrabbiato Rinaldi. Perché D’Alessio non paga e l’ultima volta che ha dovuto pestarlo per ottenere quanto prima il denaro è stato giovedì sera scorso. Ma, anche D’Alessio è agitato. Talmente nervoso che impugna una pistola calibro 9 corto e spara quattro colpi in direzione della vittima. Tre i colpi mortali: due al cuore e l’altro allo stomaco. Rinaldi muore nel portone della sua abitazione alle 12.35 di notte. D’Alessio salta in macchina e scappa via. Una telefonata anonima al 118 fa scattare l’allarme. Saranno i soccorsi che, giunti sul posto, contatteranno la polizia. Partono così le indagini della squadra mobile e della procura di Salerno. Gli uomini di Soriente non possono contare sull’aiuto di nessun testimone. Non c’è persona a via D’Allora che abbia visto o sentito qualcosa ed il muro di omertà rimane in piedi fino a tutta la giornata di ieri, quando le persiane delle finestre degli appartamenti vicini al luogo del delitto sono rigorosamente abbassate. Sarà la telecamera posta nella pompa di benzina di via Medaglie d’Oro a condurre gli inquirenti verso un gruppetto di ragazzi che frequentano la zona. Tra di essi spunta il nome di Gianpaolo D’Alessio. E’ lui l’assassino: per lui l’accusa è di omicidio colposo. Ora gli inquirenti, che sono ancora alla ricerca dell’arma del delitto, dovranno accertare se l’omicida fosse solo al momento del fatto o se con lui ci fossero altre persone. L’omicidio di Rinaldi è il terzo episodio di violenza estrema consumatasi a Salerno nell’ultimo anno. Prima toccò a Donato Stellato, ucciso da due sicari in moto nel traffico della movida del febbraio scorso. Poi la fu la volta di un giovane di via Liguori, sparato da un coetaneo all’interno di un circolo di via Capone a giugno. Angela Cappetta Dal Corriere del Mezzogiorno