SORRENTO CONTINUANO LE INDAGINI SUL PARGHEGGIO CORREALE

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GIUSEPPE DAMIANO SORRENTO. Prosegue senza sosta l’attività investigativa degli inquirenti per accertare le responsabilità sulle forniture di calcestruzzo al parcheggio di via Correale e definire le eventuali misure da adottare per la sicurezza della struttura già in fase di completamento. Dopo il sequestro preventivo del cantiere, formalizzato sabato dai carabinieri di SORRENTO su delega della Procura di Torre Annunziata, l’inchiesta punta ad accertare ora eventuali responsabilità per l’azienda «Gargiulo calcestruzzi» di Vico Equense, con sede legale a Napoli, per la prima erogazione dei materiali ritenuti non conformi ai parametri stabiliti dal progetto. L’impresa avrebbe fornito per cinque mesi partite di calcestruzzo alla «Rcm», azienda che nell’ottobre 2006 avviò l’appalto del comune di SORRENTO per realizzare il progetto di ampliamento e restyling del parcheggio di via Correale. Dai rilievi effettuati dai carabinieri del nucleo operativo di SORRENTO (coordinati dal capitano Federico Scarabello) e ribaditi dai consulenti tecnici nominati dal pm Stefania Didona della procura di Torre Annunziata, quel calcestruzzo sarebbe stato utilizzato nella lavorazione della nuova struttura. Un dato confermato anche dall’impresa Rcm e dal direttore dei lavori Antonio Elefante che, attraverso un atto di autotutela, trasmisero in procura i primi esiti di indagini (carotaggi) autonome. Ora l’inchiesta della procura si snoda su due filoni: individuare eventuali omissioni degli addetti alla vigilanza e al controllo del cantiere. Il reato che si potrebbe ipotizzare è «truffa ai danni della pubblica amministrazione»: il costo del calcestruzzo utilizzato, infatti, è inferiore del 20 per cento rispetto a quello in preventivo. Sull’altro fronte, invece, si cerca di affrettare i tempi per la conclusione dell’ultima tranche di indagini dei tecnici della procura. Il progetto, la cui consegna dei lavori era prevista per la primavera 2008, prevede la realizzazione di tre piani interrati (già costruiti) e uno a raso. L’area potrà ospitare circa 300 autovetture, 100 ciclomotori, una zona di meeting-point per 9 bus. La seconda fase prevede un collegamento interrato, attraverso tapis-roulant, con il porto di Marina Piccola.


Il Mattino