Le ragazzine e il sesso: a 12 anni senza limiti

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NAPOLI – «Le ragazzine e il sesso: a 12 anni senza limiti» titola il Corriere della Sera, valutando una ricerca sulle adolescenti italiani. Michele Serio, lei ha da poco pubblicato «La dote», libro in cui protagonista è una procace lolita della Sanità concupita da tutti.
Stringiamo il discorso alle giovanissime napoletane. Che idea ne ha?
«Al pari delle loro coetanee del resto d’Italia, le teenager di Napoli, soprattutto quelle dei quartieri più popolari amano semplicemente divertirsi. Spesso vedono il sesso e in generale la “trasgressione” in senso ludico, o almeno in senso più gioioso rispetto al passato».
Meno freni inibitori, perchè?
«Come perchè? Oggi è in gran parte venuto meno il senso del peccato, si è allentata la morsa dogmatica della religione cattolica. Perciò in moltissime adolescenti, anche di 12 anni, sbocciano presto i desideri sessuali».
È l’influenza «licenziosa» dei media?
«Macchè. Napoli è la città più impermeabile al tam tam mediatico di internet e tv. Qui, come in tutto il Sud, si asseconda innanzitutto l’istinto. Il senso di emulazione viene dopo. Un istinto tenuto a bada, diciamo così, per secoli dal cattolicesimo, e che ritorna adesso in tutta la sua voracità».
Altro che visione sociologica. Lei ne fa una questione etologica, interpreta la disinibizione spinta come un comportamento naturalmente «animale»…
«Sì, perchè no. Pura etologia, un fatto, ripeto, che riguarda gli appetiti. E poi diciamola tutta…».
Cosa?
«Le ragazze, le donne del Sud sono più sensuali. Lo sono antropologicamente. Visto che ogni tanto si tira fuori l’antropologia per dirne di tutti i colori ai meridionali, per una volta la tiriamo in ballo noi, ma a nostro favore».
Generazione Melissa P?
«No, nella trasgressione del personaggio Melissa pulsa ancora forte il senso del peccato. Il “divertimento” in quel caso è nel rompere i tabù. Non c’è il gioco edonista fine a se stesso che noto oggi. Melissa, insomma, resta un passo indietro rispetto alla realtà, al quotidiano anni 2000. Leggevo su Dagospia che in Giappone…»
In Giappone?
«Su internet si può assistere a un giochino in cui vengono sorteggiate ragazze per fare sesso orale con coetanei. Non c’è costrizione, sono curiose e felici di farlo…».

Alessandro Chetta