convegno dell’Ibis: più legalità per tutelare i minori anche su internet

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convegno dell’Ibis: più legalità per tutelare i minori anche su internet

FULVIO SCARLATA Pedofili nella rete, anche nel salernitano. La denuncia arriva dal convegno di ieri organizzato nell’ambito degli Ibis Awards 2007. Costantino Borraccia, agente della polizia postale, parla di «situazione campana in fermento». Sembra tuttavia che l’attenzione si stia concentrando su un professionista della provincia che non solo commercializza materiale pedopornografico ma lo produce anche con le violenze ai bambini. L’Ibis (International blog interactive show), ideato da Mariano Iodice, consegna i premi e ne approfitta per tornare a parlare di web con un convegno su “Internet e legalità: i diritti dei minorenni tra tutele e violazioni” moderato da Francesco D’Ambrosio. Il concorso è riservato ai bloggers di tutto il mondo, coinvolgendo 850 blog da Italia, Argentina, Canada e mezza Europa ottenendo 25mila contatti. «Contatti che finiscono per essere con Salerno – dicono gli organizzatori – per un tale ritorno di immagine si dovrebbero fare seri investimenti. Speriamo per il prossimo anno di ottenere qualche finanziamento. Intanto la Cà Foscari di Venezia vuole collaborare con noi: il movimento cresce». Ieri al convegno con l’avvocato Gian Ettore Gassani, il sociologo Massimo Paolini, don Franco Fedullo e Alfonso Andria, mille temi e spunti, ma occhi puntati su Costantino Borraccia. «In Campania – dice l’agente scelto della polizia postale di Napoli – gran parte dei reati via web sono truffe, specialmente su e-bay o carte di credito clonate. Di recente abbiamo scoperto una banda dedita allo spaccio di hashish. Poi c’è la pedofilia, un mondo in fermento nella nostra regione». L’agente spiega le difficoltà nel lavorare in un mondo in cui siti e bambini violati sono soprattutto non italiani. «Però un produttore napoletano lo abbiamo individuato – racconta Borraccia – Durante i mondiali adescava bimbi di strada soli promettendo di vedere la partita su un maxischermo. Poi li faceva bere, li stordiva, infine li violentava, li filmava e vendeva lui stesso i video: è stato condannato in via definitiva a 27 anni di reclusione». E, secondo quanto è stato possibile verificare, una figura simile di un «produttore» è stata individuata anche in un professionista della provincia di Salerno. E sempre in difesa dei bambini ecco il sito «troviamoibambini.it». «C’è un vuoto in Italia – dice Franca Sellitto – tra il momento dello scoop dei giornali e il dopo. Dopo infatti non girano più le foto dei bambini. Nel resto d’Europa le immagini dei bimbi scomparsi sono sulle confezioni del latte o delle merendine. Da noi quando lo proponiamo ci prendono per pazzi. Si potrebbero usare i telefonini raggiungendo tutti con un Mms, infatti quando si firma il contratto si dà l’assenso a ricevere messaggi d’emergenza ma nessun operatore è disponibile. Resta la rete dove cerchiamo aiuto». E nella rete si trova anche un diacono salernitano. Don Antonio Zolferino con «ipensieridioggi.splinder.com» prova a dialogare con i ragazzi via internet, ottenendo spesso risposte ma via mail i cui «giovani e meno giovani si scoprono, raccontano problemi, chiedono aiuto per esempio di fronte ad un lutto improvviso – racconta il 22enne diacono dei salesiani – Conversioni? No, in quattro mesi ho solo aiutato le persone. Senza mai ricevere censure dalla Chiesa».