RAI-MEDIASET: APERTA UN´ISTRUTTORIA. BERLUSCONI, SCIACALLI

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ROMA – Non si placa la bufera politica sul presunto ‘patto segreto’ fra Rai e Mediaset al centro delle intercettazioni pubblicate da La Repubblica, uscita con una nuova puntata. Lancia un monito il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, invitando a non abusare delle intercettazioni e l’Autorità per le Comunicazioni apre un’istruttoria sul caso.

Scende in campo anche Silvio Berlusconi: “Sono tutti attacchi contro di me”, dice, orditi da “iene e sciacalli”. Un’analisi dalla quale si smarca Gianfranco Fini, pur riconoscendo che la vicenda “merita di essere approfondita”. Intanto il direttore generale della Rai, Claudio Cappon, promette la linea dura: “Agiremo con determinazione”. “Le intercettazioni sarebbe bene che restassero dove devono restare, in linea di principio, almeno fino a che c’é il segreto istruttorio”, ammonisce Napolitano, che con le sue parole ha inteso quindi ribadire un principio generale, evitando di entrare in questa specifica vicenda. Anche se poi ha ricevuto al Quirinale il presidente della Rai Claudio Petruccioli.

Nel ribadire i principi del pluralismo dell’informazione e la funzione del servizio pubblico radiotelevisivo, il Capo dello Stato, si apprende, ha manifestato attenzione e rispetto per gli orientamenti che gli sono stati esposti da Petruccioli sulla vicenda. “Napolitano – commenta il Guardasigilli Clemente Mastella – ha detto una cosa che nel mio piccolo segnalo da tempo. Bisogna garantire la libertà delle persone: ciò che non rientra nello schema penale non può essere pubblicato”.

 Sull’eventuale uso improprio delle intercettazioni “si esprimeranno il Garante per la Privacy e l’autorità giudiziaria”, spiega il presidente dell’Agcom Corrado Calabrò, annunciando l’istruttoria aperta proprio dall’organismo di garanzia per valutare eventuali violazioni “dei principi del pluralismo, dell’indipendenza dell’informazione e del rispetto delle regole in campagna elettorale”. Del resto, rileva Calabrò, che il duopolio Rai-Mediaset potesse favorire forme di “collusione”, l’Autorità lo aveva già rilevato da tempo. Il ministro delle Comunicazioni, Paolo Gentiloni, chiede che si restituisca “l’onore al servizio pubblico”.

Il presidente della Camera, Fausto Bertinotti, parla di “una Rai sfigurata” e punta il dito contro la sua “perdita di autonomia”. Mentre anche la commissione di Vigilanza apre un faro sul caso, preparandosi ad ascoltare il direttore generale della Rai Claudio Cappon (martedì) e l’ex dg Flavio Cattaneo (mercoledì o giovedì), prosegue l’indagine interna Rai e Cappon assicura inflessibilità: “Siamo garantisti fino all’accertamento dei fatti, ma nei singoli casi, se ci sono stati errori, agiremo con determinazione, come abbiamo fatto per Calciopoli e Vallettopoli”. Della vicenda si parlerà comunque anche nel Cda, che Petruccioli ha convocato per giovedì prossimo. Una curiosità: sono stati invitati sia Angelo Maria Petroni, il consigliere revocato dall’azionista ministero dell’Economia e reintegrato dal Tar del Lazio, sia il suo sostituto Fabiano Fabiani, con una postilla: “Dovrà presentarsi se abilitato dalla giustizia amministrativa”.

 L’Avvocatura dello Stato ha infatti depositato il ricorso al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar e la pronuncia è attesa per martedì 27. Batte un colpo anche l’Ordine dei giornalisti del Lazio, convocando Deborah Bergamini, Fabrizio Del Noce, Clemente Mimun, Francesco Pionati e Bruno Vespa, e segnalando all’Ordine della Lombardia Mauro Crippa e Carlo Rossella e a quello della Toscana Antonio Socci. Bergamini rivendica di aver svolto il suo lavoro in Rai “con correttezza e lealtà”, parla di “violenza barbara e illegittima” nell’uso delle intercettazioni e si affida alle vie legali. Analoga la scelta di Fabrizio Del Noce. E Crippa, consigliere di amministrazione e direttore generale per l’informazione Mediaset, si chiede: “E’ un pericolo per la democrazia se, con un Pontefice in fin di vita, due grandi poli televisivi in concorrenza tra loro si parlano per coprire al meglio un evento di tale portata?”.


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                                    MICHELE DE LUCIA