Donadoni: Andremo lì per giocare e vincere

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Immagino un Europeo non meno difficile del Mondiale. Andremo lì con le solite ambizioni, giocando per vincere.” Roberto Donadoni all’indomani della gara vinta contro la Scozia lancia la sfida agli avversari del prossimo Europeo. Con la qualificazione in tasca, la panchina della nazionale non cambierà, Abete ha già riconfermato l’incarico al giovane cittì. Donadoni con il passare del tempo, si è reso conto di gestire un buon gruppo, solido, compatto e vincente. “Immagino che non sarà meno difficile del Mondiale. Ma noi dovremo scendere in campo tutte le volte per il risultato migliore“. La ricetta per vincere Donadoni la conosce bene “Il mio sogno è creare una squadra che abbia una mentalità vincente, capace di pensare in grande. Come il mio Milan.” Per quanto riguarda il futuro, il ct azzurro non chiude la porta della nazionale a nessuno, “Del Piero è stato tra i primi a chiamarmi prima, e tra i primi a congratularsi dopo. E con lui Cassano, il cui messaggio era un po’ più colorito – ha svelato – Questo dà il senso di che spessore abbiano questi giocatori, le loro parole erano sincere, non un messaggio subdolo per candidarsi a un posto agli Europei. Io aspetto solo segnali da loro. Non ho chiuso nessun ciclo per nessun giocatore. Però nelle mie scelte vado sempre sul concreto“. Con la vittoria ai danni della Scozia, la nazionale Italiana sta per iniziare una nuova avventura. Quest’avventura, come quella mondiale nasce dopo la fuoriuscita delle brutture del calcio italiano. L’anno scorso la nazionale di Lippi partitì alla volta della Germania con l’avvento di Calciopoli. Quest’anno l’Italia di Donadoni accede agli Europei del 2008 nel bel mezzo dell’arrivo del calcio violento. La vittoria di Berlino riuscì a scacciare il buco nero che stava per risucchiare il “pallone” italiano. Ora con l’europeo si potrà scacciare questìaltro incubo, il calcio violento. Donadoni è sicuro, “Se si userà ancora una volta il veicolo calcio per far scivolare via tutto saremo i soliti italiani“. Anche Gattuso segue la linea di Donadoni “La Nazionale ieri ha dato il buon esempio, può fare da traino a un calcio che vuol cambiare, però c’è da imparare molto da quel che è successo a Glasgow, dalla gioia e dalla compostezza dei 50 mila tifosi scozzesi che sono stati eliminati, ma alla fine festeggiavano nelle piazze, magari ubriachi, ma senza sfasciare vetrine. Credo che sia giunto il momento di cambiare: non a parole, ma nei fatti.


Umberto Gallucci – ag. partenopress.com

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