SCALA RICORDA LA TRAGEDIA DI MONTE CARRO

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Il 18 novembre 1947 ventuno cadetti dell’areonautica svedese si schiantarono sulla cittadina più antica della Costiera Amalfitana dirimpettaia a  Ravello


SCALA – Questa mattina, con inizio alle ore 11,30, la Città del Castagno, in Costiera Amalfitana,  ricorda la tragedia del 18 novembre 1947, rendendo onore ai ventuno cadetti dell’Aeronautica Svedese che sessant’anni fa, con il loro velivolo, si schiantarono sul Monte Carro. La manifestazione, promossa dall’Ambasciata di Svezia a Roma e dal Comune di Scala, prevede anche la presenza di una folta delegazione dei parenti delle vittime; la cerimonia commemorativa avrà inizio attraverso un corteo che si muoverà da piazza Municipio e giungerà sino al “Giardino della Memoria” dove verrà deposta una corona d’alloro con i colori di Svezia ai piedi del cippo che riporta i nomi dei ventuno “Aquilotti del nord”. Le autorità militari svedesi saranno rappresentate dall’addetto militare Navale ed Aeronautico dell’Ambasciata Svedese a Roma; il Generale Franco Marsiglia, Comandante dell’Accademia Aeronautica di Pozzuoli, rappresenterà invece la forza armata tricolore. Era il 18 di novembre del 1947. La seconda guerra mondiale si era conclusa da circa due anni ma in quella sera buia e tempestosa d’autunno, un forte boato scosse la quiete di Scala. A causa di una fittissima nebbia mista a pioggia, un velivolo dell’Aeronautica Svedese, si schiantò sul monte Carro, una cima dei Monti Lattari. L’aeromobile era diretto a Capodichino, proveniente dall’Africa dove gli svedesi avevano consegnato una fornitura di aerei all’Egitto. I primi a prestare soccorso ai giovani militari furono per lo più guardie campestri, gente del posto, pastori: Egidio Maniglia, Gabriele Manzi, Raffaele Bottone, Luca Bottone, Ferdinando Bottone, Alfonso Bottone, Andrea Mansi, Pasquale Mansi, Nicola Giordano, Lorenzo Giordano, Nicola Pagano e Lorenzo Oliva. Questi gli eroi che tra la pioggia e il freddo tirarono fuori dai rottami i corpi dei ventuno cadetti dando asilo ai tre superstiti nel rifugio di Santa Maria dei Monti.
Al termine della cerimonia di commemorazione, dopo i saluti del Sindaco di Scala, Gabriele Mansi, la delegazione scandinava incontrerà la popolazione scalese ed in particolare alcuni cittadini che in quella tragica sera di sessant’anni fa si mobilitarono per portare i primi soccorsi. Ad essi l’ambasciata svedese rinnoverà il ringraziamento per l’opera prestata in quei drammatici giorni. La sciagura, forse la più grave subita dall’Aviazione Militare Svedese, commosse non poco l’intera Nazione scandinava ma al tempo stesso la legò per sempre alla Città di Scala. L’anno successivo infatti, il popolo svedese costituì in favore del Comune di Scala un fondo dell’importo di un milione di vecchie lire per la costruzione di un edificio destinato all’accoglienza, alla cura, all’educazione e alla formazione dei figli dei “Pastori Buoni di Scala”. Domattina infine, i parenti degli “Angeli biondi” si recheranno sul Monte Carro per raccogliersi in silenzio e pregare per i loro cari sul luogo che li vide crudelmente cadere.
Emiliano Amato