SORRENTO I RISCHI DEI LAVORI DI MARINA GRANDE

0

Dopo l’articoli sui lavori di collegamento fra Marina Piccola e Marina Grande, con i lavori connessi, pubblichiamo un intervento di Raffaele Attardi già sindaco di Sorrento e oggi componente dell’associazione ambientalista Gaia che avverte i sorrentini dei rischi che corrono e di un’equilibrio che potrebbe alterare non solo l’ecosistema della Penisola Sorrentina ma anche le sue stesse prospettive e modalità di sviluppo turistico.

Andiamo a fare un bagno oggi? Ma che dici, non vedi come è sporca l’acqua! Lo so , ma domani sarà peggio .
Quest’anno avremmo potuto rispondere così anche parlando dell’aria che respiriamo a Sorrento e di altri aspetti ambientali: guai a dire andiamo a prendere una boccata d’aria , in alcune zone, fra puzza delle fogne e gas di scarico, si rischiava di morire soffocati; chi vive nel centro fra rumori del traffico , condizionatori , frigoriferi e schiamazzi ha ormai dimenticato che una volta cinguettavano gli uccelli o esisteva il silenzio.
Una volta si poteva dare la colpa del degrado ambientale a chi costruiva una casa abusiva. Oggi non è più così facile : le modifiche all’ambiente a cui stiamo assistendo sono l’impronta digitale rilasciata dall’insieme delle attività che si svolgono in penisola sorrentina. L’ambiente si modifica perchè aumentano i flussi su gomma, aumentano i parcheggi, si ampliano le strutture alberghiere , si creano nuove forme di accoglienza e sono nati nuovi flussi escursionisti legati alle navi da crociera .
Tutto questo mentre da una parte crea ricchezza, sta portando come conseguenza alla realizzazione di grandi opere infrastrutturali a costo dell’ impoverimento delle nostre risorse ambientali.
Se si legge il PUC , cioè il “Piano Urbanistico Comunale” che pianifica lo sviluppo urbano dei prossimi anni, si scopre che l ’Amministrazione di Sorrento, ha previsto la costruzione di altre migliaia di parcheggi, la possibilità di urbanizzare le aree contigue le strutture alberghiere, previo esproprio, riproposto il progetto di collegamento fra Marina Piccola e Marina Grande, che distrugge il costone tufaceo sottostate la Casa del Tasso e che impatta fortemente sui ruderi romani sottostanti l’Hotel Syrene.
Tra le opere previste c’è anche un centro commerciale sottostante la stazione della circumvesuviana, collegato con un tunnel a valle con il parcheggio Correale e a monte con il parcheggio Terminal di Cesarano , con l ‘obiettivo di far fluire sottoterra direttamente dal Porto al terminal e viceversa i turisti, con breve sosta per lo shopping sempre sottoterra. Quest’opera ha dei vantaggi, ma può produrre anche danni rilevanti : dirottare il flusso sottoterra e concentrare lo shopping in un centro commerciale riduce le opportunità per i commercianti ( i commercianti di P.zza Lauro farebbero bene a chiederete di poter costruire delle botole per attingere a questo fiume). Inoltre spostare il punto d’imbarco sui pulmann al Terminal non avrà alcun effetto sul traffico della statale sorrentina , che diventerà sempre più intasata.
Ognuno ha il diritto di scegliersi il futuro che vuole, anche i sorrentini, che come stanno facendo, possono liberamente scegliere per amore o per interesse o per egoismo di dare mano libera alle lobby che promuovono questo tipo di sviluppo e agli amministratori che li rappresentano.
Ma bisogna che tutti siano consapevoli dei rischi che corriamo :la tenaglia costituita da un impoverimento del territorio ed un aumento dei costi per la gestione delle attività e l’aumento dei tributi dovuto alla allegra finanza dell’Amministrazione locale, in un mercato caratterizzato da” competitors” sempre più agguerriti rischia di stritolarci.
Piuttosto che difendere ad oltranza ognuno le proprie ragioni forse sarebbe meglio collaborare per disegnare un futuro diverso per Sorrento. Non abbiamo molto tempo!
Esiste un proverbio che dice “ Si Salerno avesse nu porto, Napule fosse morto “ , speriamo che, dopo l’apertura dell’aereoporto di Pontecagnano programmata nel 2008, non si debba riscrivere dicendo “Se Salerno avesse nu aeroporto, Sorrento fosse morta”.
Salerno ha le carattertiche per essere un ” competitor” molto forte : ricchezza di ambienti, richiamo alla divina costiera, facilità di collegamenti con Pompei, Paestum , Roma e Capri. In più ha spazi e strutture che Sorrento non ha e non potrà mai avere.
Dobbiamo perciò renderci sempre più appetibili in quanto posto unico e irripetibile: non mancano le risorse ambientali, umane ed economiche per attuare questo progetto e fare in modo che Sorrento sia di nuovo la meta del “Gran Tour” invece di un accogliente autogrill .
Tante sono le cose che si possono e devono fare.
Prima di tutto dobbiamo puntare ad un diverso sistema di collegamenti.
“Mobilità sostenibile” non significa fare più parcheggi nel centro storico ma ridurre il traffico: bisogna ridurre il numero di pulmann e camion che accedono a Sorrento. Questo si può fare collegando la Circumvesuviana con Capodichino , e creando un polo d’interscambio merci \ pulmann a Moregine.
La difesa del mare non si fa a chiacchiere, pianificando porti ogni 500 metri o giocando a scaricabarile, ma piuttosto salvaguardando le spiagge, ammodernando la rete fognaria, realizzando l’impianto di depurazione di Punta Gradelle, ancora fermo dopo anni di inutile e costoso commissariamento dei lavori, e chiedendo alle grosse strutture , dotandosi ove richiesto d’impianti di pretrattamento .
La lotta al rumore e il miglioramento della qualità dell’aria si attua facendo rispettare i limiti di legge previsti per le emissioni sonore, chiudendo al traffico progressivamente la Città e regolamentando l’accesso alle atre zone consentendolo solo ai veicoli elettrici e a quelli conformi alle recenti direttive Euro 3\4 e imponendogli impianti per ridurre i fumi e le emissioni moleste .Invece di migliorare abbiamo fatto dei passi indietro: il piano di zonizzazione acustica, è divento obsoleto, senza mai essere utilizzato e c’è il fondato sospetto che il livello di rumorosità sia aumentato; il trasporto dei turisti per il Porto, che doveva avvenire con mezzi elettrici, viene effettuato con mezzi di tutti i tipi , vecchi e nuovi , talvolta riportanti scritte ecologiche che aggiungono al danno la beffa .
La cultura di una Città pedonale si deve acquisire chiudendo al traffico in modo stutturale parti sempre più ampie della Città per introdurre cambiamenti di abitudine. Non servono le manifestazioni ecologiche, una tantum o la chiusura al traffico per poche ore della strada principale .Oggi siamo al punto che tutti i mezzi arrivano al Centro , Piazza S.Antonino è stata rinominata in Piazza Motorino. Fra poco avremo disponibile il parcheggio Correale:è il momento buono per determinare una svolta : bisogna utilizzarlo come strumento per evitare che auto e motorini sciamino al Centro, riservandolo parzialmente, a costi ridotti, a chi abita o lavora al centro.
Dobbiamo investire nell’Ambiente, nella Qualità, nella Sicurezza .
Dobbiamo guardare verso l’orizzonte con lo spirito di chi ha oggi 8 anni e che ascolta dalla maestra la storia di Sorrento, resta affascianato dalla sua bellezza ed è capace d’immaginare nuovo traguardi.
E’ una sfida difficile, comporta sacrifici e comportamenti coerenti
Dobbiamo affrontarla uniti, consapevoli che possiamo vincerla.
Dobbiamo essere certi che con il nostro impegno è possibile garantire un futuro ricco di opportunità per tutti
RAFFAELE ATTARDI
ASSOCIAZIONE “GAIA “SORRENTO

Lascia una risposta