PRAIANO INCINTA MINORENNE RIFLESSIONI SUL SOCIALE

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Un episodio che sta scombussolando la tranquilla cittadina cuore della Costiera Amalfitana. A Praiano una minorenne in incinta di un suo quasi coetaneo. Diverse le voci che si susseguono da mesi sull’età molto bassa indicata genericamente e sulla veridicità del fatto. Ma a Praiano, Positano, Ravello e Amalfi corre d’obbligo fare una riflessione che riguarda il sociale in tutta la Costiera Amalfitana. Speriamo che le famiglie degli interessati siano vicini ai due senza pregiudizi ne preconcetti, ma gli siano vicini quale che siano le scelte che facciano. Perchè ne parliamo? Non per il fatto specifico ma perchè è meglio sapere che non sapere per prevenire. Tutte le istituzioni preferiscono il silenzio. Sintomatico che anche la scuola non è aperta a questi problemi, che, seppur le riflessioni da fare sono le più ampie, in Costiera Amalfitana c’è ancora una cultura della mancanza di conoscenza. Una non cultura. A prescindere dalle scelte, legittime o meno, e dalle valutazioni morali, ci chiediamo se non era meglio conoscere di più per poter eventualmente e forse prevenire. La scuola non si apre all’esterno è chiusa in se stessa, spesso prevale la cultura di nascondere ciò che avviene ed è meglio non far sapere. Ma non bisogna prendersela solo con la scuola, la stessa società, che ne è lo specchio, non favorisce la cultura e la comprensione, ne i rimedi. Provate a cercare un distributore automatico di preservativi o a comprarli come se niente fosse. Di certo, immaginiamo già le risposte, non sono i preservativi a risolvere i problemi, ma questa è la punta dell’iceberg. I servizi sociali non messi in grado di operare, l’assenza delle istituzioni. Non si tratta di questo singolo episodio, ma di un modo di essere generalizzato. Di una cultura che non vuole far sapere. Quindi colpevoli siamo tutti, anche noi giornalisti quando non facciamo sapere, anche se a volte ci costa sacrifici, la sensazione di essere accusati, sguardi e parole malevole, come è avvenuto di recente a Praiano, senza un perchè e senza una spiegazione. Magari solo perchè abbiamo fatto parlare altri? Colpevoli di aver lasciato voce ad altri e senza sapere perchè, perchè c’è chi, predicando e razzolando male nello stesso tempo, ha scelto il silenzio invece di comprendere o spiegarsi o dialogare come dovrebbero suggerire certi Insegnamenti? Ma ciò non ci impedisce di fare il nostro lavoro, la scelta del silenzio, da chiunque venga, Chiesa, politica, amministrazione, società, ha una sola definizione, il silenzio è oscurantismo. E’ cultura del non far sapere, del non voler dire. E’ ignoranza, ignoranza dei meccanismi dei mass media e dei mass media, per chi la fa. Gli errori li commettono tutti, ma, se errori vi sono stati, nella scelta fra il silenzio ed il far sapere non abbiamo dubbi. I cittadini vengono a sapere qualcosa e sono in grado di discernere, hanno gli elementi per approfondire, meglio non dire le cose quando non si hanno tutte le certezze? Il rischio è non far sapere. Ma sapere serve a far riflettere e a prevenire. Per il resto non possiamo che far gli auguri ai ragazzi che facciano le scelte che vogliono migliori per il loro futuro senza disperazione e senza angoscia. Sono cose che capitano. Forse qualcuno doveva dirglielo. Ma forza ragazzi non vi preoccupate, siamo sicuri che tutto il paese vi vuole bene.