Ucciso tifoso della Lazio

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Il 26enne Gabriele Sandri è stato ucciso stamani da un colpo di arma da fuoco esploso da un agente della polizia stradale, intervenuto per sedare un alterco tra due tifosi della Lazio ed altrettanti supporters della Juventus nell’area di sosta toscana di Badia al Pino, sull’autostrada A1.

Il questore di Arezzo, Vincenzo Giacobbe, ha parlato di “un tragico errore”, spiegando successivamente in un incontro con la stampa che risultano esplosi due proiettili da parte dell’agente della stradale, descritto come un ottimo elemento. Sandri si stava recando a Milano per assistere ad Inter-Lazio.

“Nell’esprimere tanto dolore alla famiglia del giovane ucciso, mi sento di assicurare che la Polizia saprà assumersi le proprie responsabilità e senza reticenze fornirà massima collaborazione alla magistratura incaricata dell’accertamento dei fatti”. Lo ha assicurato il capo della Polizia Antonio Manganelli.

Da un lato una “morte assurda, che i nostri cuori e le nostre menti non riescono ad accettare: un giovane ha perso la vita per mano di un poliziotto giovane come lui che era lì per portare legalità e non certo lutti”. E dall’altro “l’amara constatazione che ancora una volta opposte tifoserie si sono affrontate in nome del fanatismo più cieco e becero”. Manganelli ha aggiunto: “Quanto accaduto mi inquieta”.

Questore: “Sparati due colpi”  

“Sono stati sparati due colpi a scopo intimidatorio”. Giacobbe conferma che l’agente che ha ucciso il tifoso della Lazio ha esploso con la sua pistola due proiettili. Uno dei quali, ha aggiunto, “ha colpito al collo Gabriele Sandri”. “E’ stato trovato il bossolo, non ancora l’ogiva” che ha colpito il giovane, ha poi proseguito Giacobbe. “Lo stiamo ancora cercando, stiamo cercando di capire che fine possa aver fatto perché si vede il foro d’entrata del proiettile sul vetro posteriore” ma non il foro d’uscita. “C’è un’indagine in corso” ha concluso.

“Non è ancora certo se il colpo che ha ucciso sia stato sparato dal poliziotto. Gli accertamenti balistici sono ancora in corso”, ha detto il questore di Arezzo.

Amato: tragico errore di un agente
Il ministro dell’Interno Giualiano Amato ha assicurato che “le responsabilità saranno accertate senza reticenze”. 

“Si sta ancora verificando l’esatta dinamica dei fatti ma sembrerebbe trattarsi del tragico errore di un agente che era comunque intervenuto per evitare che una rissa tra tifosi potesse degenerare”.

La dinamica
Tutto è avvenuto nell’area di servizio di Badia al Pino dove si sarebbero scontrati i tifosi. Secondo quanto emerso, quando si sono verificati i tafferugli una pattuglia della Polstrada si sarebbe trovata nelle vicinanze degli scontri e un agente avrebbe sparato, secondo la sua versione, un colpo di pistola in aria. Quattro tifosi, due laziali e due juventini, arrivati all’autogrill in due automobili diverse, sono venuti a contatto e dato il via ad un alterco. Sarebbe intervenuto a questo punto il poliziotto della stradale.

La vittima stava andando in auto a Milano per la partita contro l’Inter insieme ad altri tre tifosi laziali. Questi ultimi sarebbe stati poi portati alla questura di Arezzo per essere ascoltati come testimoni. A riferirlo sono altri supporter della Lazio che, dopo aver appreso la notizia della morte del tifoso, hanno raggiunto la caserma della polizia stradale di Arezzo. Sempre nell’area della caserma si trova l’auto su cui viaggiava la vittima. La macchina avrebbe il finestrino posteriore sinistro infranto. I tifosi della Juventus erano diretti a Parma, quelli della della Lazio si  dirigevano a Milano per il match con l’Inter.

Rinviata Roma-Cagliari
L’incontro di calcio Roma-Cagliari previsto per stasera è stato rinviato. Lo ha deciso il prefetto di Roma, dopo la richiesta dell’Osservatorio sul calcio che si era riunito al Viminale.

Nonostante questo, poco dopo le 18.30, sono avvenuti degli scontri tra la polizia e i tifosi romanisti, che erano rimasti intorno allo stadio. La polizia ha dovuto sparare alcuni lacrimogeni, i tifosi hanno rovesciato i cassonetti
dell’immondizia e ciclomotori.

Lotito: mi hanno riferito del colpo accidentale di un poliziotto 

“Mi hanno riferito che si è trattato di un episodio isolato ed a sparare sarebbe stato un poliziotto”. Il presidente della Lazio, Claudio Lotito, ha saputo appena sbarcato dall’aereo dell’uccisione del tifoso biancoceleste nell’area di servizio della A1 e ricostruisce così la dinamica del fatto. “Secondo quanto mi hanno raccontato – spiega all’Ansa Lotito – c’era una macchina composta da cinque ragazzi e si sono affrontati con altri. Un poliziotto della stradale è accorso nel tentativo di sedare lo scontro ed è partito un colpo accidentale”. Lotito ha poi detto di essersi subito attivato con le istituzioni calcistiche per non far giocare la gara a san Siro con l’Inter. “Ho ritenuto doveroso sensibilizzare le istituzioni per salvaguardare il valore dei tifosi della Lazio – spiega il presidente – ed evitare di esacerbare gli animi. Il clima deve essere di totale rispetto, proprio per evitare che si inaspriscano le situazioni”.

Fermata una Mercedes a Parma
In merito alle indagini riguardanti il tifoso laziale ucciso, la polizia di Parma ha fermato una Mercedes i cui occupanti potrebbero essere stati coinvolti negli scontri. Le forze dell’ordine mantengono il massimo riserbo. Oggi allo stadio di Parma è attesa la Juventus: la polizia sospetta che gli occupanti della Mercedes possano essere stati protagonisti degli scontri avvenuti nell’area di servizio di Badia al Pino.