RAVELLO, Amalfitano è fuori dalla maggioranza

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Questo articolo riprende un articolo pubblicato dal mensile E’ Costiera dell’agosto 1991 e vuole ricostruire una parte della storia politica ravellese degli ultimi anni resa attuale in seguito alla vicenda processuale di Salvatore Di Martino di cui abbiamo parlato nelle scorse settimane sono da intendere, se ci fosse bisogno di chiarirlo, e da leggere per quelli che sono, cioè articoli di archivio. Michele Cinque


Riprende da articolo del 29/10/’07 Ravello: la genesi dello scontro Amalfitano Di Martino clicca qui per leggere


Neanche Andreotti, venuto a Ravello, ha fatto il miracolo di ricomporre lo “strappo” col sindaco Di Martino.La Legge n.142, Art.34 comma 8 del Giugno 1990, ha fatto a Ravello la sua prima vittima illustre: il dr. Secondo Amalfitano. Democristiano Andreottiano, ex delfino del vecchio sindaco Sorrentino, nel 1985 e nel 1990 preferì non presentarsi agli elettori nelle liste democristiane ufficialmente costituitesi, ma nelle liste civiche capeggiate dall’attuale sindaco socialista Di Martino, risultate poi vincitrici a entrambe le competizioni. Prima di cadere in disgrazia presso la maggioranza, di cui lui stesso faceva parte, ricopriva la carica di assessore al turismo. Sabato, 3 agosto, in un affollatissimo consiglio comunale, con all’ordine del giorno le dimissioni del sindaco e successiva rielezione dello stesso e della nuova Giunta, Secondo Amalfitano, con 11 voti a favore e 4 astenuti, si è visto sostituito dal neo assessore Bonaventura Fraulo. “SONO stato costretto a rassegnare le dimissioni perché la convivenza civile e democratica con qualcuno (Amalfitano ndr) era diventata impossibile” – ha detto il sindaco, precisando che non è un fatto partitico tra PSI e DC ma una censura nei confronti dei comportamenti adottati da Amalfitano come persona. Ma quali sono stati gli altri capi d’accusa? Amalfitano avrebbe dal primo Gennaio di quest’anno partecipato solo quattro volte su quaranta alle sedute di Giunta; avrebbe votato scheda bianca, contravvenendo agli accordi presi in preconsiglio, sulla nomina di un componente della Commissione Edilizia; avrebbe esercitato forti pressioni psicologiche sui membri della Commissione Edilizia e sul sindaco allo scopo di portare a buon fine una pratica di finanziamento (Legge Italia ’90) a favore dell’albergo Giordano-Villa Maria; avrebbe gestito, dulcis infundo, in modo del tutto arbitrario il “Premio Favole per un anno”, facendo giungere gli inviti dall’Assessore Regionale Colucci al sindaco “in casa propria” e avvisando quest’ultimo della venuta a Ravello di Andreotti solo sei giorni prima. Molto duro, poi, l’intervento del consigliere Giovanna Amato, che ha accusato Amalfitano di essere l’espressione del “Vecchio, e (ndr) ma ancora attualissimo governare della DC…il dissidio sull’albergo Villa Maria albergo Giordano (VI.PA.) non è solo. E il “Premio Ravello Favole per un anno” non rappresenta lo stesso modo distorto di gestire l’Amministrazione”? “L’assessorato è stato considerato da Amalfitano – ha continuato Giovanna Amato – come orticello doveva entrare in cui tutto si faceva fuorché l’interesse l’immagine del paese”. Composta e calma è stata a difesa di Amalfitano (alla quale daremo spazio sul prossimo numero di questo giornale ). In conclusione di seduta l’ex assessore ha detto che la sua attenzione “è legata unicamente alla volontà comunque di portare il paese a risultati sempre migliori, fermo restando che, pur non rivestendo l’incarico di assessore, mi resta quello di consigliere che, vivaddio, nessuna legge dello Stato e nessun consiglio comunale mi può togliere” (…) Il “Gran Cerimoniere” di Ravello, proprio all’indomani dall’aver dimostrato che per lui e per Ravello perfino Andreotti si mobilita, sembra essere rimasto proprio solo.



Gino Amato



Prossimamente la riedizione dell’intervista a Secondo Amalfitano pubblicata su “E’costiera” nel settembre 1991: ” Le verità” di Amalfitano.


clicca per conoscere la vicenda V.I.PA