Guida, le Comunità Montane capro espiatorio per le deficienze dei politici

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Sopresa per la Comunità Montana Penisola Sorrentina e Monti Lattari che, al passare della finanziaria, salvo modifiche, sarebbe fra le soppresse insieme a quelle della Costiera Amalfitana e qualcuna nel Cilento in provincia di Salerno. Sicure solo quelle delle zone interne come il Matese, per il resto verrebbero smantellate la maggior parte degli enti una scelta “deficiente” dice Giuseppe Guida, presidente della Comunità Montana Penisola Sorrentina, non si risparmia. “E’ l’approssimazione al Governo chi gestisce il paese che non conosce il territorio – dice Giuseppe Guida -, mentre gli interessi che sono sempre tutelati da anni e anni rimangono li. Ci sono lave di denaro che vanno verso le improduttività, poi si pensa di togliere una goccia, che sono sessanta milioni di euro, ad enti che lavorano in zone svantaggiate. Tolgono comunità montane al Sud, Alento Montestella e Bussento, questi non hanno nessuna cognizione del territorio – continua Guida -. Prendono un capro espiatorio a copertura delle loro deficienze.” Poca attenzione verso il territorio, le fasce deboli ed il sud dove solo vengono colpiti questi enti e la politica non si rende conto di un autogol clamoroso visto che la maggioranza assoluta dei presidenti delle comunita montane solo del sud. Una intera classe di amministratori viene cancellata con un tratto di penna mentre loro sono sempre a Roma.” La Comunità Montana “Penisola amalfitana” è composta da 15 Comuni ricadenti nella provincia di Salerno: Amalfi, Atrani, Cetara, Conca dei Marini, Corbara, Furore, Maiori, Minori, Positano, Praiano, Ravello, Sant’Egidio del Monte Albino, Scala, Tramonti, Vietri Sul Mare. La Comunità Montana “Penisola sorrentina” da 12 Comuni ricadenti nella provincia di Napoli, Agerola, Casola di Napoli, Gragnano, Lettere, Massa Lubrense, Meta di Sorrento, Piano di Sorrento, Pimonte, Sant’Agnello, Sorrento, Vico Equense. Entrambe non arrivano ad avere sette comuni non costieri come prevede la disposizione licenziata dalla commissione senato.


Michele Cinque


La posizione dell’Uncem


“L’approvazione dell’art. 13 della Finanziaria da parte della Commissione bilancio del Senato ha messo in moto un meccanismo distruttivo di cui il Governo Prodi dovrà rispondere di fronte alle popolazioni di montagnaLo ha detto Oreste Giurlani, presidente dell’Uncem Toscana (che segue l’attività di 20 comunità montane e circa 160 comuni montani in Toscana.
“E’ difficile giustificare il comportamento della commissione che è arrivata ad una conclusione che porterà soltanto danni alla montagna – aggiunge Giurlani – visto che tagliare le Comunità montane significa due cose: o passare le competenze ad altri enti (e quindi con lo stesso aggravio di spese) oppure togliere i servizi ai cittadini. Non è comprensibile, infatti, un atteggiamento che rende vani tutti gli sforzi e gli impegni delle Regioni, in particolare della Regione Toscana che ha saputo costruire un sistema-montagna d’avanguardia. Penso alle funzioni associate, alle tante deleghe che la Regione ha assegnato negli anni alle Comunità montane, all’ultima funzione associata prevista per legge sul catasto che ha fatto diventare punto di riferimento dei comuni montani proprio la Comunità montana”.
Giurlani ricorda ai ministri ed ai parlamentari toscani che alla luce dell’emendamento del senatore Legnini l’art.13 della legge Finanziaria determinerà l’affossamento definitivo del sistema istituzionale toscano cancellando 15 delle 20 comunità montane della regione.
Non solo, ma il previsto taglio di 80 Comunità montane in Italia peserà per circa il 20% sulla Toscana. Così come è stasto messo in evidenza da una mozione presentata in Consiglio regionale da alcuni consiglieri del gruppo Per il Partito Democratico – L’Ulivo Nicola Danti, Rosanna Pugnalini, Marco Remaschi, Anna Annunziata, Mauro Ricci e Ardelio Pellegrinotti. Secondo i quali va anche riaffermato il ruolo e le competenze delle Regioni sulle Comunità montane, cosa invece di cui il Governo non sta tenndo conto.
Giurlani fa un appello ai 174 parlamentari che fanno parte dell’Associazione “Amici della Montagna” ed a ministri e parlamentari toscani di lavorare per lo stralcio dell’art. 13 dalla Finanziaria una volta che questa arriverà al Senato, lasciando alle competenze delle Regioni il compito di verificare l’andamento delle Comunità montane e, se necessario, di riorganizzarle, tenendo anche conto che esiste già un programma di riordino elaborato dall’Uncem nazionale.
“Partire dall’anello debole per contenere i costi della politica significa non risolvere il problema, che invece va affrontato globalmente e a tutti i livelli con attento studio delle diverse realtà” commenta da parte sua Piero Baronti, Presidente di Legambiente Toscana.