Campania assediata dai rifiuti, chiusa Lo Uttaro

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NAPOLI — Mentre a Roma si discute, la Campania è assediata e sconfitta da migliaia di tonnellate di immondizia non raccolta. Ieri si è aperto anche un nuovo fronte: il sindaco di Caserta, Nicodemo Petteruti, ha disposto la chiusura della discarica di Lo Uttaro dove si sversava un bel po’. Riflettori puntati, stamane su palazzo Chigi. È in programma il vertice per sbrogliare la matassa del sito di stoccaggio delle ecoballe di Giugliano, al centro, da giorni, della protesta dei cittadini e degli amministratori locali, che ne chiedono l’immediata chiusura. L’emergenza rifiuti in Campania torna dunque all’attenzione delle più alte cariche istituzionali. All’incontro partecipano Romano Prodi, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Enrico Letta, il ministro dell’Interno Giuliano Amato e il Commissario per l’emergenza rifiuti, Alessandro Pansa. Obiettivo: individuare i siti di stoccaggio delle ecoballe alternativi a Taverna del Re, in modo da consentire, almeno questa volta, che sia rispettato l’impegno circa la data di chiusura del deposito di Giugliano. Un impegno già disatteso — Taverna del Re avrebbe dovuto chiudere il 31 ottobre — che lunedì il prefetto Pansa ha rinnovato con i sindaci. «Entro il 20 dicembre stop al conferimento delle ecoballe ». Per non tradire ancora una volta i giuglianesi, ha bisogno però di 5 nomi, di un sito di stoccaggio per ogni provincia. Aveva invitato già tempo fa i presidenti degli enti locali ad avanzare proposte. Invano. Solo da Carmine Nardone, di Benevento, ha ricevuto qualche segnale. La trasferta romana e il vertice con Prodi, Letta ed Amato nasce proprio dall’esigenza di mettere i presidenti delle Province – anche loro ed il sindaco Rosa Russo Iervolino sono stamane a palazzo Chigi – di fronte alle proprie responsabilità. Prodi ed Amato potrebbero varare un altro decreto legge, con i nomi delle località che sostituiranno Taverna del Re. Il bollettino dell’emergenza, intanto, fa registrare un parziale rasserenamento ed una nuova tempesta. A Giugliano, ieri, i camion hanno scaricato regolarmente le ecoballe. «Manteniamo però una presenza costante», dice Pina Elmo, dell’associazione Attac Giugliano. «Siamo grati dell’interessamento dimostrato dal presidente Napolitano sul caso Giugliano, ma chiediamo azioni concrete. Ovvero: un piano di rimozione delle ecoballe(quasi 2 milioni a Taverna del Re), la bonifica delle 40 cave censite e dei tanti siti utilizzati dalle ecomafie in questi anni». Stamane i sindaci di Giugliano, Qualiano, Villaricca saranno in Regione, per un’audizione con il presidente della Commissione Ambiente, Michele Ragosta. A Caserta, intanto, il provvedimento di chiusura della discarica preso dal sindaco Petteruti, è arrivato dopo che ha letto la relazione del consulente del magistrato Como, che dovrà pronunciarsi sul ricorso di urgenza presentato da cittadini ed associazioni per chiedere che lo sversatoio non sia più utilizzato. In quel documento firmato dal consulente — fanno sapere gli uomini più vicinio al sindaco — c’è la prova che l’invaso non è stato realizzato bene, non è a norma. In particolare, il tecnico avrebbe appurato quanto denunciato già tempo fa Legambiente e da altre associazioni: di fianco a Lo Uttaro c’è un altro sversatoio zeppo di rifiuti e mai bonificato. Tra i due invasi non sarebbe stata realizzata la necessaria separazione, per cui, di fatto, costituiscono una sola bomba ecologica. L’ordinanza di Petteruti ieri è stata recapitata al consorzio che gestisce la discarica e stamane sarà inviata anche a Pansa. Il prefetto con ogni probabilità risponderà con un’altra ordinanza che, in virtà dei poteri commissariali, eliderà gli effetti di quella del sindaco casertano. Se così non fosse, da stanotte i camion non entreranno a Lo Uttaro, discarica utilizzata dall’intera provincia di Caserta. Dietro il provvedimento del sindaco anche un inasprimento dei rapporti tra il presidente della Provincia di Caserta, De Franciscis, e il governatore Bassolino. Proprio De Franciscis aveva lanciato il salvagente all’ex commissario Bertolaso e al governatore, accettando una discarica a Lo Uttaro, nella precedente emergenza rifiuti. Resta intanto gravissima la situazione in provincia di Napoli, con alcuni casi paradossali: via Pisciarelli, non lontano dalle terme di Agnano, nel tratto che ricade sotto la giurisdizione del Comune di Pozzuoli, è una discarica a cielo aperto. Pulita la parte napoletana, perchè l’Asia ha stoccato i rifiuti nei siti di stoccaggio provvisorio. Se nella metropoli restano in strada «solo» 400 tonnellate, meno di un terzo della produzone giornaliera, a San Giorgio a Cremano la situazione è gravissima. Rimangono in strada 90 tonnellate di immondizia. «E’ un incubo», commenta il sindaco Domenico Giorgiano. Non stanno meglio ad Ercolano e negli altri comuni del vesuviano, a Quarto ed a Marano. Fabrizio Geremicca Dal Corriere del Mezzogiorno

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