Angri Madre di 5 figli morta sul lavoro

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Immacolata Orlando, un’operaia di 46 anni, è morta ieri mattina ad Angri, schiacciata da un macchinario per l’etichettatura di prodotti conservieri. La tragedia in un capannone della ditta conserviera Feger. La donna, nativa del posto e madre di cinque figli, è deceduta sul colpo. Sul posto sono intervenuti i carabinieri di Nocera Inferiore e i tecnici dell’Asl Salerno 1. La Procura ha aperto un’inchiesta per fare luce sulle cause del decesso della donna. All’origine dell’incidente potrebbe esserci il cattivo funzionamento della fotocellula del macchinario. Il pm Cacciapuoti ha disposto il sequestro del capannone.Quarantasei anni, cinque figli, un lavoro stagionale. Quattordicesima vittima di incidente sul lavoro. Immacolata Orlando si trovava sotto la pressa che avrebbe dovuto imballare le bottiglie. Il presunto malfunzionamento della fotocellula ha causato la tragedia. Non c’è stato scampo. L’incidente si è verificato ieri mattina, intorno alle 10.30, all’interno della azienda «Feger spa», di Gerardo Ferraioli, in via Nazionale ad Angri, specializzata in conserve ed estratti alimentari. La donna prestava servizio nel capannone destinato alla lavorazione della frutta che avrebbe dato, come prodotto finale, la macedonia. Secondo la prima ricostruzione dei fatti, eseguita dai carabinieri, Immacolata era posta sotto quella pressa che, alla fine della lavorazione, preleva le bottiglie e i barattoli e li colloca sulle pedane per essere poi imballate. Un meccanismo automatizzato che va in funzione solo dopo che la fotocellula ha ricevuto il segnale. Un segnale, però, recepito male e che ha innescato il macchinario. C’è stato solo un rumore sordo, poi le grida disperate dei colleghi.
Allertati i soccorsi, chiamati i carabinieri e il magistrato di turno Giuseppe Cacciapuoti della Procura di Nocera Inferiore. Nel capannone è arrivato subito anche il proprietario, rimasto senza parole. È passato poco e, sul posto, è giunto anche il marito di Immacolata, Francesco Fabbricatore, camionista. «È stato straziante », hanno raccontato in lacrime i colleghi. L’ultimo figlio della vittima ha appena due anni; il più grande, che vive con i genitori, tredici. Ci sono poi altri tre ragazzi, tutti maggiorenni, che lavorano al Nord. Il magistrato di turno ha ritenuta superflua autopsia. I funerali si svolgeranno oggi alle tre. Intanto i carabinieri hanno sottoposto a sequestro il macchinario e parte del capannone della Feger. Sentiti alcuni colleghi e l’imprenditore. Aperto un fascicolo. Ora, le indagini faranno luce sulla azienda che vanta esportazioni anche internazionali. Conta circa 100 dipendenti e quasi 400 stagionali che, a turni anche di otto mesi, lavorano al pomodoro, alla frutta, ai legumi. Un’impresa cresciuta piano piano, capace di imporsi sul mercato. Intanto, a casa della vittima, poco distante dalla stessa azienda, in via Nazionale, un via vai di gente. Tutti accorsi a dare il proprio sostegno a Francesco e ai figli. Numerosi gli attestati di solidarietà giunti che cercano di lenire un dolore immenso. Il sindaco di Angri, Gianpaolo Mazzola, ha detto: «Abbiamo dichiarato il lutto cittadino. Voglio esprimere tutta la mia personale tristezza per un fatto grave, che colpisce l’intera cittadinanza angrese. Come Comune attiveremo, qualora fosse necessario, anche i servizi sociali». Anche l’Assessore regionale al Lavoro, Corrado Gabriele, ha espresso il proprio cordoglio e solidarietà.
Rosa Coppola