Preside a Sorrento la donna che ha rinunciato per Amato

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NAPOLI — Ha riacceso il cellulare nel pomeriggio, appena rientrata a Napoli da Sorrento dove, dirige l’Istituto d’Arte «Grandi». Se non avesse rinunciato in favore del trombato illustre Antonio Amato, capogruppo regionale dei Ds, Clotilde Paisio, responsabile delle donne della Margherita di Napoli avrebbe dovuto partecipare all’assemblea costituente del Pd. «Ma per andarci — spiega — avrei dovuto assentarmi a scuola. E questo non sarebbe stato serio ».
È stato serio accettare la candidatura e poi rinunciare?
«Io la candidatura l’ho accettata con piacere anche se ero già relativamente impegnata. Poi, per ragioni di lavoro ho già dovuto saltare alcuni appuntamenti elettorali. E per questo sono stata anche rimproverata».
Da chi?
«Rimproverata forse è un termine eccessivo. Ma qualche parolina ho dovuto tenermela. Per questo, alla fine, ho preferito, pur con molto dispiacere, rinunciare. Quando decido di impegnarmi in un ambito, mi piace farlo con convinzione. Se non ci sono le condizioni meglio fare un passo indietro. La mia rinuncia ha voluto essere anche il modo per denunciare le difficoltà che incontrano le donne che lavorano e hanno famiglia a partecipare all’attività politica ».
Comunque sia, tante donne sono andate alle urne per votarla. Pensa che capiranno le sue motivazioni?
«Ma non hanno votato me, hanno votato una lista. Io facevo parte di uno schieramento».
Invece di lasciare il posto a un uomo, non sarebbe stato meglio attribuire il suo posto a un’altra donna?
«Non lo so. Non credo che il genere vada affermato in maniera aprioristica ».
decisione così importante non si è consultata con nessuno?
«È così, ho agito d’impulso. Forse sarebbe stato meglio parlarne con qualcuno ».
«Si, mi ha chiamato. Era dispiaciuto ».
Allora avrà provato a farle cambiare idea?
«No, voglio dire che quando mi ha chiamato io avevo già deciso. Ero già convinta».
Ora, considerati gli impegni, abbandonerà definitivamente la politica?
«Ho preso una pausa di riflessione».
Si rende conto che il fatto che altre sette donne hanno lasciato il posto a dei candidati maschi non eletti, tra i quali alcuni politici di lungo corso, rappresenta una macchia per il Pd campano?
«Non credo che si tratti di una macchia. Credo che sia meglio che certe cose succedano, sono il sintomo di un problema serio, da affrontare a fondo».
Eppure tante donne criticano l’accaduto?
«Senza spirito polemico, vorrei chiedere quante di queste hanno un contatto quotidiano con la gente, conoscono le difficoltà che si incontrano per raggiungere il posto di lavoro con i nostri mezzi pubblici».
Gimmo Cuomo (dal Corriere del Mezzogiorno)