I Rom? «Abusivi» privilegiati a Positano non è così

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I Rom? «Abusivi» privilegiati
Caro direttore, confesso di avere commesso un piccolo abuso edilizio nella mia casa di Positano, in Costiera Amalfitana, anni addietro, e giustamente i carabinieri vennero a sequestrare il tutto. Il maresciallo, che guidava la piccola squadra mi minacciò, nel caso avessi violato i sigilli, di «sbattermi in galera». Rimasi senza parole e naturalmente mi guardai bene dal reiterare il reato. Questo preambolo per arrivare al cuore del problema: i Rom. Se ne parla tanto in questi giorni e addirittura il governo ha promosso una riunione staordinaria dopo l’ultimo e orribile episodio criminoso di Roma. A questo punto mi chiedo se mi sarebbe possibile, usando legni pregiati quali mogano della Thailandia, abete della Valtellina e copertura in lavagna alpina costruire, facendomi guidare da un bravo architetto, una casetta composta da una stanza con angolo cottura, in territorio comunale senza chiedere alcun permesso. Potrei acquistare un gruppo elettrogeno per la luce e scavare una fossa biologica sterilizzata. Bene, sono sicuro che a distanza di uno o due giorni al massimo arriverebbero i vigili urbani per costringermi a sloggiare e per obbligarmi ad abbattere il manufatto, multandomi e minacciandomi di mandare una ruspa per rimettere tutto allo stato pristino. Tutto questo mi potrebbe anche stare bene, se però non vedessi, a un centinaio di metri dalla mia «dacia», una ventina di baracche costruite in lamiera e legno di risulta con allacciamenti abusivi di luce e fogna abitate da persone senza il permesso di soggiorno dedite all’accattonaggio con bambini (vietato) e a furti (anch’essi vietati). E allora mi chiedo: è forse il mogano, l’abete e la lavagna ad essere considerati materiali proibiti? E se no, per quale ragione devo essere così discriminato?
Fabrizio Knight