PROGETTI DI STUPRO NATURALISTICO

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PROGETTI DI STUPRO NATURALISTICO

I lavori di sistemazione idraulico-forestale per il Vallone Porto da parte di Comunità Montana e Comune di Positano, per i cui progetti gli ambientalisti non sono stati inizialmente neppure consultati, avrebbero drammatiche conseguenze sulla selvaggia ma delicata e vulnerabile natura di questo straordinario ecosistema, che senza dubbio può essere considerato più unico che raro nella nostra regione.
La sua biodiversità è sorprendente, dopo mezzo secolo di non interferenza con la sua vegetazione, che sta assumendo il suo aspetto premevo.

Il linguaggio dei suddetti progetti è poi ricco di eufemismi. “Ingegneria naturalistica compatibile”, potrebbe essere tradotta come stupro cementizio (briglie di cemento armato, scale etc. accompagnate da gabbionate ai discoscesi bordi del torrente). “Allontanamento delle essenze arboree ormai morte o debolmente radicate” potrebbe equivalere a: tabula rasa.
Lo Studio di Impatto Ambientale allegato ai progetti è una vera beffa, trattandosi di una banale e pedissequa copia di un quaderno Habitat sulla macchia mediterranea (e qui trattasi di zona umida), con dati non pertinenti all’area, in cui s’includono specie che mai sono state presenti non solo nel Vallone Porto, ma neppure in Costiera Amalfitana. Al contrario, le specie botaniche rare, come le felci termofile Pteris, o, tra gli anfibi, la Salamandrina terdigitata, non sono state considerate. Il fatto straordinario di questa forra selvaggia è che appena cento metri dopo il ponte della strada statale, s’incontrano, in un bosco che pare giungla, rettili ed anfibi ed un gran numero di uccelli nidificanti.
L’antica calcara è indubbiamente l’inizio di questo stupendo microcosmo che sarebbe un vero delitto compromettere.
Recenti studi di un botanico e di uno zoologo possono confermare ciò che dico. Inoltre una recente relazione geologica conferma che il pietrame e la ghiaia che hanno invaso l’alveo del fiume nell’ultimo decennio, provengono ovviamente dalla scellerata costruzione della rotabile Montepertuso-Nocelle, e non dalla frana del Monte Catiello del 2002 o incendi boschivi nei monti che sovrastano Il Porto, due anni prima (come dichiarato dai progetti).
Le opere in questione rappresentano una vera minaccia per le specie vegetali ed animali qui presenti, supertutelate dalla Direttiva Comunitaria habitat (92/43/CEE).
Se realmente necessari, alcuni imbrigliamenti potrebbero essere effettuati sotto il ponte della strada statale, dove già esistono gradoni di cemento da più di 35 anni.
Perché permettere finanziamenti per stuprare la Natura, e distruggere un ecosistema unico ed irripetibile?

Gianni Menichetti, Il Porto, Positano.



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